Minniti a Reggio Calabria: “È un obbligo non chiedere e rifiutare i voti di mafia”

REGGIO CALABRIA – “In questi prossimi mesi l’Italia si confronterà in una campagna elettorale per il rinnovamento del Parlamento e credo che tutte le forze politiche debbano assumere un vincolo comune: non chiedere e rifiutare i voti delle mafie. Quei voti sono un condizionamento pesante per la libertà di ognuno e di tutti perché le mafie puntano esclusivamente al proprio arricchimento cercando quanto più possibile di acquisire soldi pubblici”.

Lo ha detto il ministro dell’Interno Marco Minniti che a Reggio Calabria, in Prefettura, ha apposto la propria firma al Registro della Cittadinanza attiva. “Ecco perché – ha aggiunto il ministro Minniti – i territori vanno liberati dalle mafie, la cui sconfitta è un elemento cardine per avviare uno sviluppo virtuoso e democratico del Mezzogiorno. La firma sul Registro della Cittadinanza attiva non è questione che si assume a cuor leggero, ma un obbligo di impegno”.

“La firma sul Registro della Cittadinanza attiva non è questione che si assume a cuor leggero, ma un obbligo di impegno”: lo ha detto il ministro dell’Interno, Marco Minniti, in occasione della firma in Prefettura a Reggio Calabria del Registro esposto nell’androne interno del palazzo del Governo. “Voglio qui ringraziare il prefetto Miche Di Bari e con lui coloro che hanno avuto l’idea di questa iniziativa – ha aggiunto Minniti – che è uno spartiacque di valori e di impegno contro le mafie, non solo qui a Reggio e in Calabria, ma in tutto il resto del Paese. Qui oggi si sta dando forza a un’alleanza strategica tra tutte le istituzioni e i cittadini, un orientamento chiaro su quale parte della sponda stare”.

Il ministro Minniti ha poi dedicato un passaggio del suo intervento “ai luoghi simbolici della memoria collettiva del nostro popolo come il Santuario di Polsi, in Aspromonte, un luogo di fede e di religiosità che confligge di per sé con l’idea di oppressione di cui è portatrice la mafia”. Quindi, ha dato atto del “duro lavoro della magistratura e delle forze dell’ordine che qui hanno assestato colpi durissimi alla mafia, perché essa rappresenta comunque una costante minaccia per il libero esercizio del voto che è il cuore della democrazia”.

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