Msc potrebbe andar via da Gioia Tauro. Nella guerra con Contship l’ipotesi non viene esclusa

Michele Albanese Quotidiano del Sud GIOIA TAURO – Contship Italia ha risposto alle richieste del Commissario Straordinario dell’Autorità Portuale che chiedeva di conoscere il cronoprogramma degli investimenti aziendali nel terminal di Gioia Tauro. Una risposta i cui contenuti che adesso dovranno essere vagliati, restano ovviamente riservati. Secondo alcune indiscrezioni, però, la presidente Battistello dopo aver ricordato nella sua ultima missiva gli investimenti totali effettuati negli ultimi venti anni, avrebbe rimandato ad un prossimo consiglio di amministrazione del gruppo, le scelte ed anche il varo del nuovopiano di investimenti da effettuare nello scalo calabrese. Già in passato varie volte gli azionisti hanno bloccato ulteriori spese nel terminal a causa delle continue perdite registrate da Mct nel corso degli anni per cui non è detto che questa volta in consiglio di amministrazione si proceda in direzione diversa. La verità è che continua il braccio di ferro con il partner e cliente Msc.

Una guerra silente che non si combatte solo sulle banchine di Gioia Tauro ma che in latri scali come La Spezia, dove il gruppo di Gianluigi Aponte avrebbe deciso di spostare sul terminal Psa di Prà a Genova una quota ulteriore di traffico. Alcuni osservatori ipotizzano che Msc possa persino ritirarsi da La Spezia. Msc che sarebbe pronta a fare la stessa cosa anche in Calabria e ciò avverrà sarà la fine delle attività portuali a Gioia Tauro. Un terremoto dagli esiti catastrofici. Uomini vicini a Msc, infatti non escludono che possa andare a finire così. L’assenza di chiarezza di Contship Italia sugli investimenti necessari a garantire livelli di produttività accettabili nello scalo, le continue lamentele del management di Msc sui ritardi che le navi devono subire prima di poter operare a Gioia Tauro a causa della poca funzionalità di gru e carrelli, potrebbero portare alla desertificazione del traffico a Gioia Tauro con la conseguenza terribile della perdita del lavoro per migliaia di portuali tra diretto ed indotto. Il commissario Agostinelli ha in mano una bomba pronta ad esplodere. Una situazione inimmaginabile fino a qualche tempo fa. Dopo la decisione del Commissario di stringere i tempi sulla chiarezza nelle intenzioni di Mct, la Battistello aveva cercato di scaricare la colpa del calo dei volumi a Msc che si era impegnata a movimentare 40 mila teu alla settimana. Volumi che anche di recente sono scesi a 28 mila. Dall’altra parte Msc che invece, accusa Mct di non avere mezzi necessari per movimentare correttamente il traffico.

E mentre a Gioia Tauro continua il balletto sulle responsabilità altri terminal approfittano dello guerra in atto come il genovese Vte che al porto di Psa vede aumentare i propri volumi che arrivano non solo da La Spezia ma anche da Gioia Tauro. Ma c’è anche un altro inquietante dato che occorre attentamente mettere sotto osservazione e cioè la prossima operatività del terminal genovese di Bettolo dove Msc potrebbe portare altre fette di volumi provenienti da altri porti, La Spezia e Gioia Tauro in particolare. Insomma Msc si starebbe preparando un piano B per non restare impreparata nel caso in cui a Gioia Tauro tutto dovesse saltare. Scenari che si materializzano in momento delicatissimo per la vita del paese che non ha ancora un governo in grado di intervenire in aree di crisi. Lo stesso ex consigliere del ministro Delrio che fino ad oggi ha seguito le vicende gioiesi Ivano Russo da pochi giorni ha lasciato il ministero approdando a Confetra e al dicastero di Porta Pia mancano riferimenti certi per cui tutto oggi diventa Il porto di Gioia Tauro più difficile.

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