Nature: "Per la Xylella in Italia ricercatori sotto accusa"

ROMA – Indi­ce pun­ta­to con­tro i ricer­ca­to­ri anco­ra una vol­ta in Ita­lia: lo rile­va la rivi­sta scien­ti­fi­ca inter­na­zio­na­le Natu­re, che sul suo sito dedi­ca un arti­co­lo alla dif­fu­sio­ne del­la Xylel­la in Puglia e ai nove ricer­ca­to­ri sospet­ta­ti di ave­re svol­to un ruo­lo nel­la dif­fu­sio­ne del bat­te­rio che ha gra­ve­men­te dan­neg­gia­to gli uli­ve­ti. Non è la pri­ma vol­ta che l'Italia vede i ricer­ca­to­ri sali­re sul ban­do degli accu­sa­ti: è già acca­du­to nel­la vicen­da giu­di­zia­ria segui­ta al ter­re­mo­to de L'Aquila, che ha visto set­te ricer­ca­to­ri sul ban­co degli accu­sa­ti, sei dei qua­li assol­ti dal­la Cas­sa­zio­ne nel novem­bre scor­so.xylella ulivo secco Ades­so la dif­fu­sio­ne del­la Xylel­la vede accu­sa­re anco­ra una vol­ta i ricer­ca­to­ri. Nel­la con­fe­ren­za stam­pa del 18 dicem­bre scor­so, cita­ta anche da Natu­re, i magi­stra­ti ave­va­no addi­ta­to l'attività scien­ti­fi­ca svol­ta da ricer­ca­to­ri di uni­ver­si­tà di Bari, Isti­tu­to Agro­no­mi­co Medi­ter­ra­neo di Bari e Cen­tro di Ricer­ca e spe­ri­men­ta­zio­ne in agri­col­tu­ra 'Basi­le Cara­mia' di Loco­ro­ton­do (Bari). Per i magi­stra­ti sono i "pro­ta­go­ni­sti asso­lu­ti e incon­tra­sta­ti nel­la sto­ria Xylel­la". Nes­su­na dichia­ra­zio­ne in meri­to da par­te dei ricer­ca­to­ri. Uno degli accu­sa­ti, il respon­sa­bi­le dell'unità di Bari dell'Istituto per la pro­te­zio­ne soste­ni­bi­le del­le pian­te del Con­si­glio nazio­na­le del­le Ricer­che (Cnr), Dona­to Boscia, ha det­to all'ANSA di esse­re "cer­to che emer­ge­rà quan­to pri­ma la nostra com­ple­ta estra­nei­tà". Il sospet­to, per lui come per gli altri ricer­ca­to­ri, è di aver dif­fu­so il bat­te­rio, aver pre­sen­ta­to fal­se docu­men­ta­zio­ni alle auto­ri­tà giu­di­zia­rie, oltre che di inqui­na­men­to ambien­ta­le e detur­pa­zio­ne del pae­sag­gio natu­ra­le. "Sono accu­se fol­li", ha det­to a Natu­re Boscia, che non ha inten­zio­ne di com­men­ta­re una vicen­da sul­la qua­le è in cor­so un'indagine. Com­pu­ter e docu­men­ta­zio­ne dei ricer­ca­to­ri era­no sta­ti con­fi­sca­ti nel mag­gio scor­so e da allo­ra, osser­va la rivi­sta, "non è sta­ta resa nota alcu­na evi­den­za con­tro i ricer­ca­to­ri". ulivi-6751Eppu­re, pro­se­gue Natu­re, per­ma­ne il sospet­to che la Xylel­la sia sta­ta impor­ta­ta dal­la Cali­for­nia in occa­sio­ne di uno work­shop orga­niz­za­to nel 2010 dall'Istituto Agro­no­mi­co del Medi­ter­ra­neo. Più vol­te in pas­sa­to, tut­ta­via, i ricer­ca­to­ri han­no affer­ma­to che in quell'occasione non era sta­ta uti­liz­za­ta la Xylel­la. Natu­re rile­va che il cep­po di Xylel­la dif­fu­so in Puglia, ori­gi­na­rio di Costa Rica, Bra­si­le e Cali­for­nia, è sta­to iden­ti­fi­ca­to per la pri­ma vol­ta in Euro­pa, nell'Italia meri­dio­na­le, nel 2013. Per la mag­gior par­te dei ricer­ca­to­ri, con­clu­de la rivi­sta, è mol­to pro­ba­bi­le che il bat­te­rio sia arri­va­to in Ita­lia con pian­te orna­men­ta­li impor­ta­te dal Costa Rica.