Ndrangheta in Liguria. Il Viminale: “Nessuna infiltrazione nel Comune di Diano Marina”

Il Municipio di Diano Marina

DIANO MARINA – Non ci sono elementi "concreti, univoci e rilevanti" per disporre lo scioglimento del comune di Diano Marina sospettato di esser stato infiltrato dalla ndrangheta. Questa, in sintesi, la decisione del Viminale che ha portato alla firma del decreto con il quale si chiude il procedimento iniziato con l'avvio della Commissione d'accesso prefettizia per sospette infiltrazioni mafiose nel piccolo comune del Ponente Ligure. La Commissione d'accesso si era insediata il 1 aprile 2015 ed era stata disposta dal Viminale in base a una relazione dell'allora prefetto di Imperia Fiamma Spena. Nella relazione, che risale al 2014 e che allora venne secretata, il prefetto parlava di "elementi su collegamenti diretti o indiretti degli amministratori con la criminalità organizzata calabrese" e di "forme di condizionamento degli amministratori stessi, che compromettono la libera determinazione degli organi elettivi".

"Da oggi posso finalmente dire, con forza, che mi candido al mio secondo mandato, sereno e consapevole che, finalmente, navigherà in acque calme – ha detto il sindaco leghista di Diano Marina Giacomo Chiappori commentato il decreto firmato dal ministro dell'Interno Angelino Alfano -. Era scontato che andasse a finire così e sono felice non tanto per me, quanto per la mia città, Diano Marina. Con un padre carabiniere, deportato nei campi di concentramento e l'educazione che ho ricevuto, non c'erano dubbi sul fatto che non avrei potuto compiere certe nefandezze". "L'unica cosa che cambierà – ha concluso Chiappori – è questa: nel mio primo mandato avevo inserito due donne in lista e ora dovranno essere quattro. Da oggi non permetto più a nessuno di fare battutacce che creino un danno di immagine a questa città".

Be the first to comment

Leave a Reply

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*