Ndrangheta, inchiesta Stige: l’ombra della mafia di nuovo su Parma

Gazzettadiparma.it PARMA – “Al di là delle singole posizioni personali degli arrestati, che saranno verificate dalla magistratura, esprimiamo grande preoccupazione per l’emergere, ancora una volta, di infiltrazioni della criminalità organizzata nel tessuto economico e produttivo parmense. Non è la prima volta che le inchieste giudiziarie portano alla luce, anche nel nostro territorio, i rischi delle infiltrazioni mafiose. Questa nuova inchiesta mostra come le attività a rischio di infiltrazione mafiosa non siano più soltanto quelle “tradizionali”, ma si estendano in nuove direzioni, fino ad arrivare anche alle società sportive. Nel ringraziare la magistratura e le forze dell’ordine per il grande lavoro svolto, vogliamo fare nostro l’appello ai cittadini lanciato ieri dal Procuratore di Catanzaro, dott. Nicola Gratteri, ad avere fiducia nelle istituzioni e a denunciare chi pone in essere attività criminali di stampo mafioso”, scrivono Nicola Cesari – segretario provinciale Pd Parma -, e Michele Vanolli, segretario cittadino Pd Parma.

“Gli arresti avvenuti delle ultime ore anche a Parma nell’ambito dell’operazione “Stige” contro la Ndrangheta, e in particolare quello dell’imprenditore Franco Gigliotti, titolare della azienda impiantistica Gf Nuove Tecnologie, di via Monte Sporno, stando alle risultanze delle indagini e alle eventuali future conferme giudiziarie, colpiscono ma non stupiscono più di tanto il sindacato”, è il commento a caldo di Massimo Bussandri, segretario generale della CGIL provinciale. “Abbiamo infatti espresso più volte, nelle numerose iniziative dedicate al tema della legalità da noi promosse negli ultimi anni e anche di recente, più di qualche fondato timore rispetto al fatto che quanto emerso dal processo Aemilia relativamente al nostro territorio rappresentasse solo la sommità di un iceberg ben più esteso a Parma: quello di una filiera criminale che non può che nuocere ad un mondo del lavoro sano e legale”. “Oggi abbiamo la conferma – aggiunge il segretario CGIL – che anche alcuni settori di punta della nostra economia sono pesantemente infiltrati dalla criminalità organizzata. E si tratta della prima volta in cui emerge un coinvolgimento in prima persona del tessuto industriale, che risulta coinvolto direttamente e non in virtù di dinamiche opache legate al sistema degli appalti o subappalti”.

“Fortunatamente in questa regione e nel territorio di Parma non siamo all’anno zero per quanto riguarda il contrasto a questi fenomeni, avendo a disposizione importanti strumenti legislativi regionali. Inoltre nella nostra provincia abbiamo messo a punto significativi protocolli sulla legalità ed è in corso su questi temi un lavoro raccordato dalla Prefettura che va nella direzione giusta. Naturalmente si tratta di far funzionare e arricchire gli strumenti a disposizione, nella consapevolezza che una forte sinergia tra istituzioni, parti sociali e società civile rappresenti la prima ricetta per isolare ed estirpare questi pericolosi fenomeni”. Va da sé che la CGIL assicurerà la massima tutela ai lavoratori coinvolti per tutti gli eventuali riflessi che le indagini in corso dovessero avere sulle attività produttive.”

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