Ndrangheta: per la Dia una delle mafie più temibili a livello internazionale

Adnkronos.com ROMA – La ndrangheta “non è più da considerare un insieme di cosche monadi, ma un tutt’uno solidamente legato, con un organismo decisionale di vertice e una base territoriale”. Si tratta di “una struttura dalla duplice faccia: una moderna, fluida, versatile e in grado di aggiornarsi e cogliere ogni occasione di profitto, l’altra dal carattere arcaico, fatta di regole, gradi, prassi, formule, giuramenti, santini e sangue”.

Una “bivalenza solo apparentemente contraddittoria” sulla quale “si è consolidato il percorso di affermazione e radicamento della ndrangheta, la cui ascesa rapidissima la colloca, ora, tra le più temibili mafie a livello internazionale”. E’ l’analisi contenuta nella Relazione relativa al primo semestre del 2016 della Direzione investigativa antimafia.

Il processo di comprensione del fenomeno ha “scardinando dall’immaginario collettivo l’idea, per decenni di colpevole sottovalutazione, specie all’estero, di un crimine calabrese considerato minore e invece capace di espandersi, crescere, ramificarsi e occupare nuovi spazi: un cono d’ombra che è stato l’humus ideale per arricchirsi, specie nel Nord del Paese”.

Le inchieste giudiziarie che hanno caratterizzato il semestre, ricorda la Dia, “confermano l’andamento già registrato negli anni precedenti, che vede le cosche in grado di intessere profonde relazioni con soggetti corrotti degli apparati istituzionali e con professionisti piegati alle logiche mafiose. La duttilità operativa fuori Regione dell’organizzazione deriva, infatti, dalla commistione tra le professionalità maturate, soprattutto nel Nord del Paese, da affiliati di nuova generazione, diretta espressione delle famiglie, e professionisti attratti consapevolmente alla ndrangheta”.

Questo “connubio tra cosche e professionisti, specie di quelli operanti in settori ad alta redditività come la grande distribuzione, l’immobiliare e quello turistico-alberghiero e i forti addentellati con esponenti della pubblica amministrazione si affiancano, così, a quella che rimane la principale fonte di finanziamento, ossia il traffico internazionale di stupefacenti, e a una pressante azione usuraria ed estorsiva”.

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