Ndrangheta, “Saggio compagno 2”: scacco ai clan di Cinquefrondi, 19 arresti

Zoom24.it SONO DICIANNOVE le per­so­ne arre­sta­te dai cara­bi­nie­ri del coman­do pro­vin­cia­le di Reg­gio Cala­bria nell’ambito dell’operazione coor­di­na­ta dal­la Dire­zio­ne distret­tua­le anti­ma­fia. Sono accu­sa­te a vario tito­lo di asso­cia­zio­ne di tipo mafio­so, estor­sio­ne, deten­zio­ne abu­si­va di armi, ricet­ta­zio­ne, favo­reg­gia­men­to per­so­na­le, dan­neg­gia­men­to segui­to da incen­dio, spen­di­ta e intro­du­zio­ne nel­lo Sta­to, pre­vio con­cer­to, di mone­te fal­si­fi­ca­te, vio­la­zio­ne di dispo­si­zio­ni per il con­trol­lo del­le armi ed in mate­ria di armi clan­de­sti­ne, deten­zio­ne di stu­pe­fa­cen­ti, tut­ti aggra­va­ti dal meto­do mafio­so. Si trat­ta del sequel dell’operazione “Sag­gio Com­pa­gno” scat­ta­ta all’alba del 15 dicem­bre scor­so che ha por­ta­to all’arresto di 36 per­so­ne. L’inchiesta, deno­mi­na­ta così per l’appellativo con il qua­le il prin­ci­pa­le inda­ga­to Giu­sep­pe Ladi­ni usa­va chia­ma­re Leo­nar­do Tiga­ni, era sta­ta avvia­ta dai cara­bi­nie­ri del­la Com­pa­gnia di Tau­ria­no­va nel novem­bre del 2013. 

saggio compagno3Fon­da­men­ta­le le dichia­ra­zio­ni for­ni­te agli inve­sti­ga­to­ri da par­te di Roc­co Fran­ce­sco Iera­nò, arre­sta­to nell’ambito di un’altra ope­ra­zio­ne con­tro la ndran­ghe­ta, deno­mi­na­ta “Vit­to­rio Vene­to”. Quest’ultimo, dopo esser­si dichia­ra­to fin dall’inizio ndran­ghe­ti­sta ed appar­te­nen­te alla “Loca­le di Cin­que­fron­di”, ave­va rife­ri­to pre­zio­se infor­ma­zio­ni in meri­to all’assetto del­la strut­tu­ra cri­mi­na­le di cui face­va par­te, con par­ti­co­la­re rife­ri­men­to al ruo­lo rive­sti­to da Giu­sep­pe Ladi­ni, indi­ca­to come ndran­ghe­ti­sta appar­te­nen­te alla stes­sa loca­le, con un ruo­lo api­ca­le asso­cia­to alla cari­ca del “Van­ge­lo”. Il com­ples­so del­le arti­co­la­te atti­vi­tà tec­ni­che (inter­cet­ta­zio­ni tele­fo­ni­che ed ambien­ta­li, non­ché ripre­se video) e di riscon­tro, incro­cia­to ed ana­liz­za­to con le risul­tan­ze inve­sti­ga­ti­ve deri­van­ti anche dal­la col­la­bo­ra­zio­ne di Iera­nò, ha per­mes­so di: indi­vi­dua­re i sog­get­ti appar­te­nen­ti all’organizzazione mafio­sa iden­ti­fi­ca­ta in “Loca­le di Cin­que­fron­di”, che peral­tro fre­quen­ta­va­no l’abitazione di Giu­sep­pe Ladi­ni o comun­que gra­vi­ta­va­no a vario tito­lo attor­no alla sua figu­ra; coglie­re in manie­ra ine­qui­vo­ca­bi­le le varie con­dot­te com­piu­te anche da cia­scu­no degli odier­ni arre­sta­ti, dimo­stran­do la loro atti­va col­la­bo­ra­zio­ne alle varie atti­vi­tà ille­ci­te di Ladi­ni e del­la “Loca­le di Cin­que­fron­di” di cui face­va­no par­te.

Que­sto l’elenco dei desti­na­ta­ri del­le ordi­nan­ze di custo­dia cau­te­la­re emes­se dal Tri­bu­na­le di Reg­gio Cala­bria con le rela­ti­ve accu­se: 1) Anto­nel­la Bruz­ze­se, moglie di Giu­sep­pe Ladi­ni, in atto già agli arre­sti domi­ci­lia­ri, indi­vi­dua­ta qua­le com­po­nen­te dell’organizzazione, con il com­pi­to di coa­diu­va­re il coniu­ge nel­la custo­dia e nel­la com­pra­ven­di­ta del­le armi, non­ché nel­la gestio­ne dei rap­por­ti con gli altri affi­lia­ti. 2) Giu­sep­pe Bruz­ze­se, in atto già dete­nu­to, indi­vi­dua­to qua­le com­po­nen­te dell’organizzazione in pos­ses­so di una dote in cor­so di accer­ta­men­to, la cui affi­lia­zio­ne era sta­ta pro­mos­sa da Roc­co Fran­ce­sco Iera­nò. 3) Sera­fi­no Bruz­ze­se, in atto già dete­nu­to, indi­vi­dua­to qua­le com­po­nen­te dell’organizzazione in pos­ses­so di una dote in cor­so di accer­ta­men­to, la cui affi­lia­zio­ne era sta­ta pro­mos­sa da Roc­co Fran­ce­sco Iera­nò; 4) For­tu­na­to Fori­glio, indi­vi­dua­to qua­le com­po­nen­te dell’organizzazione nell’ambito dell’omonima cosca, con com­pe­ten­za spe­ci­fi­ca e qua­si esclu­si­va nel set­to­re del­le estor­sio­ni.

saggio compagno25) Raf­fae­le Gio­vi­naz­zo in atto già dete­nu­to, indi­vi­dua­to qua­le com­po­nen­te dell’organizzazione in pos­ses­so di una dote in cor­so di accer­ta­men­to, la cui affi­lia­zio­ne era sta­ta pro­mos­sa da Roc­co Fran­ce­sco Iera­nò, del qua­le era il fida­to brac­cio destro e con il qua­le si era sot­trat­to alla cat­tu­ra nel luglio 2013, nel cor­so dell’operazione “Vit­to­rio Vene­to”; 6) Fran­ce­sco Iera­ce, in atto già dete­nu­to, indi­vi­dua­to qua­le com­po­nen­te dell’organizzazione, facen­te par­te del­la cosca Ladi­ni, con il ruo­lo di coa­diu­va­re il capo Giu­sep­pe Ladi­ni; 7) Raf­fae­le Iera­ce, in atto già dete­nu­to, fra­tel­lo gemel­lo di Fran­ce­sco, indi­vi­dua­to qua­le com­po­nen­te dell’organizzazione, facen­te par­te del­la cosca Ladi­ni, con il ruo­lo di coa­diu­va­re il capo Giu­sep­pe Ladi­ni. 8) Giu­sep­pe Ladi­ni, in atto già dete­nu­to, indi­vi­dua­to qua­le com­po­nen­te dell’organizzazione in pos­ses­so del­la dote del “Van­ge­lo”, capo dell’omonima cosca ope­ran­te nel­la Con­tra­da Petric­cia­na di Cin­que­fron­di; 9) Mau­ri­zio Mon­te­leo­ne, indi­vi­dua­to qua­le com­po­nen­te dell’organizzazione in pos­ses­so del­la dote di “Pic­ciot­to”, il qua­le, ancor­ché incen­su­ra­to e resi­den­te da tem­po a Domo­dos­so­la (VB), nei perio­di in cui face­va ritor­no in Cala­bria par­te­ci­pa­va alle riu­nio­ni di ‘ndran­ghe­ta, mani­fe­stan­do la pro­pria dispo­ni­bi­li­tà in favo­re dei soda­li, e quin­di fat­ti­vo soste­gno al soda­li­zio;

10) Ange­lo Napo­li, indi­vi­dua­to qua­le com­po­nen­te dell’organizzazione in pos­ses­so del­la dote di “Sgar­ri­sta”, il qua­le, ancor­ché incen­su­ra­to, pren­de­va rego­lar­men­te par­te alla riu­nio­ni di ndran­ghe­ta, dimo­stran­do­si quin­di pie­na­men­te a dispo­si­zio­ne degli altri soda­li; 11) Anto­nio Raco, in atto già dete­nu­to, indi­vi­dua­to qua­le com­po­nen­te dell’organizzazione, facen­te par­te del­la cosca Ladi­ni, con il ruo­lo di coa­diu­va­re il capo Giu­sep­pe Ladi­ni nell’attuazione del pro­gram­ma cri­mi­no­so del­la sua ‘ndri­na; 13) Leo­nar­do Tiga­ni, in atto già dete­nu­to, indi­vi­dua­to qua­le com­po­nen­te dell’organizzazione, facen­te par­te del­la cosca Ladi­ni, con il ruo­lo di coa­diu­va­re il capo Giu­sep­pe Ladi­ni nell’attuazione del pro­gram­ma cri­mi­no­so del­la sua ‘ndri­na; 14) Anto­nio Vale­rio­ti, in atto già dete­nu­to, indi­vi­dua­to qua­le com­po­nen­te dell’organizzazione, facen­te par­te del­la cosca Ladi­ni, con il ruo­lo di coa­diu­va­re il capo Giu­sep­pe Ladi­ni nell’attuazione del pro­gram­ma cri­mi­no­so del­la sua ndri­na; 15) Anto­nio Zan­ga­ri, indi­vi­dua­to qua­le com­po­nen­te dell’organizzazione in pos­ses­so alme­no del­la dote del “Van­ge­lo”, insi­gni­to anche del­la cari­ca di “Capo Socie­tà” e “Con­ta­bi­le”, depu­ta­to a rap­pre­sen­ta­re la “Loca­le” nei rap­por­ti ester­ni alla con­sor­te­ria.

16) Sal­va­to­re Bono, nipo­te del capo loca­le Costan­ti­no Tri­po­di, per aver acqui­sta­to da Fabio Por­ca­ro, anch’egli appar­te­nen­te alla “Loca­le di Cin­que­fron­di”, una pisto­la cal. 22; 17) Dome­ni­co Papa­lia, per aver tenu­to con­dot­te fina­liz­za­te ad approv­vi­gio­nar­si di stu­pe­fa­cen­te del tipo cocai­na da Giu­sep­pe Ladi­ni; 18) Sal­va­to­re Romeo, per aver dete­nu­to ille­ci­ta­men­te due pisto­le e per aver trat­ta­to, uni­ta­men­te a Giu­sep­pe Ladi­ni, la com­pra­ven­di­ta di altre armi del­lo stes­so tipo; 19) Miche­le Vome­ra, per aver dete­nu­to e por­ta­to ille­ci­ta­men­te più vol­te in luo­go pub­bli­co varie armi, oltre che per aver trat­ta­to la com­pra­ven­di­ta di altre con Giu­sep­pe Ladi­ni.