Nel cantiere della morte “Perotti? Mai visto qui”

Il viadotto crollato

Anto­nio Mas­sa­ri Il Fat­to Quo­ti­dia­no LAINO BORGO – Stia­mo per bus­sa­re ma la mano si fer­ma da sé. “Que­sto”, reci­ta il car­tel­lo sul­la por­ta, “non è l’ufficio del sin­da­co. Que­sto è l’ufficio di un ammi­ni­stra­to­re pub­bli­co che lavo­ra gra­tui­ta­men­te per la pro­pria comu­ni­tà”. Gra­tui­ta­men­te? “Sì”, rispon­de il pri­mo cit­ta­di­no, Giu­sep­pe Cate­ri­ni, dopo aver aper­to la por­ta: “Non pren­do lo sti­pen­dio, il muni­ci­pio non ha abba­stan­za sol­di, vivo del­la mia pen­sio­ne”.

“Nes­su­no sti­pen­dio”, riba­di­sco­no gli asses­so­ri. Lai­no Bor­go è un pae­se di due­mi­la ani­me che non può per­met­ter­si di paga­re nean­che sin­da­co e asses­so­ri ma il suo vero pro­ble­ma, oggi, è diven­ta­to il traf­fi­co. Alle spal­le del sin­da­co cam­peg­gia la foto di Gior­gio Napo­li­ta­no – quel­la del Pre­si­den­te Mat­ta­rel­la non l’hanno anco­ra appe­sa – con annes­sa data sto­ri­ca: il 26 giu­gno 2008 Lai­no Bor­go ottie­ne “il tito­lo” di “cit­tà”. Non pote­va­no imma­gi­na­re che, set­te anni dopo, la cit­tà si sareb­be tra­sfor­ma­ta in casel­lo auto­stra­da­le. Da quan­do, il 2 mar­zo scor­so, è crol­la­ta la cam­pa­ta del via­dot­to sul­la Saler­no-Reg­gio Cala­bria, il traf­fi­co auto­stra­da­le vie­ne smi­sta­to sul­la Comu­na­le di Lai­no Bor­go: miglia­ia di auto – spes­so anche mez­zi pesan­ti – su una via dis­se­sta­ta, defor­ma­ta, pie­na di buche e a trat­ti fra­na­ta. “Leg­ga qua”, dice il sin­da­co. Leg­gia­mo. Il signor Ser­gio alle 22.30 del 5 mar­zo, “nel per­cor­re­re l’autostrada Saler­no- Reg­gio Cala­bria, si tro­va­va a per­cor­re­re un per­cor­so alter­na­ti­vo a cau­sa di auto­stra­da chiu­sa. In loca­li­tà Sca­la, nel Comu­ne di Lai­no Bor­go, giun­to al km 1, urta­va vio­len­te­men­te con­tro una gran­de buca…”. Let­te­ra fir­ma­ta dall’avvocato. “E que­sto ades­so chi lo paga?”, chie­de il sin­da­co. “È da dicem­bre del­lo scor­so anno che chie­dia­mo all’Anas di siste­ma­re que­sta stra­da: non anda­va bene nean­che per il traf­fi­co comu­na­le”. “Leg­ga qua”, con­ti­nua. È la deli­be­ra che inti­to­la una via: “Adrian Ionel Mihol­ca, nato a Baia Mare, Roma­nia, il 15 giu­gno 1990, mor­to a Lai­no Bor­go il 2 mar­zo 2015. Cadu­to sul lavo­ro a soli 25 anni, lon­ta­no dal­la patria e dai suoi cari, vit­ti­ma incol­pe­vo­le”.

Adrian è mor­to con il crol­lo del­la cam­pa­ta del via­dot­to. Il can­tie­re è sta­to seque­stra­to dal­la Pro­cu­ra di Castro­vil­la­ri. Il trat­to auto­stra­da­le è sta­to devia­to. Adrian era uno dei 730 ope­rai che lavo­ra­no in que­sto lot­to del­la Saler­no- Reg­gio Cala­bria, che vale 498 milio­ni di euro, riguar­da un trat­to di 20,5 chi­lo­me­tri ed è sta­to inau­gu­ra­to nell’estate 2014. Il con­traen­te gene­ra­le, Ital­sarc, ha affi­da­to tut­to il lavo­ro ad altre azien­de: in tota­le – men­tre sia­mo al 13 per cen­to dei lavo­ri – si con­ta­no 45 impre­se affi­da­ta­rie. Una media di 2,25 impre­se per chi­lo­me­tro. Fino­ra si con­ta­no ben 517 con­trat­ti di affi­da­men­to: 25 micro appal­ti per chi­lo­me­tro. “E par­lia­mo di un lot­to che pro­ce­de spe­di­ta­men­te”, spie­ga Anto­nio Di Fran­co, segre­ta­rio loca­le del­la Fil­lea-Cgil (edi­li), “spe­ro sol­tan­to che l’inchiesta del­la Pro­cu­ra di Firen­ze sul­la cor­ru­zio­ne non si ritor­ca con­tro gli ope­rai”. Gabriel è capo can­tie­re nell’area in cui è mor­to suo fra­tel­lo Adrian: “Vole­va tor­na­re in Roma­nia, dove sta­va costruen­do una casa, si sareb­be spo­sa­to in esta­te”. Gabriel lavo­ra per la Nitrex-Explo­si­ves Engi­nee­ring, azien­da lea­der nel set­to­re del­le demo­li­zio­ni con esplo­si­vo, ed era a sei metri da suo fra­tel­lo, su un’altra cam­pa­ta, quan­do la strut­tu­ra ha cedu­to. Non c’è sta­to biso­gno di far­la implo­de­re con il tri­to­lo: è improv­vi­sa­men­te crol­la­ta su se stes­sa. “Qual­cu­no è col­pe­vo­le e ora deve paga­re”, con­ti­nua Gabriel, nell’intervista che pote­te ascol­ta­re su ilfattoquotidiano.it . Se c’è un col­pe­vo­le, lo sta­bi­li­rà la Pro­cu­ra di Castro­vil­la­ri ma di cer­to la sua sto­ria fini­sce nell’ordinanza d’arresto per Erco­le Incal­za e Ste­fa­no Perot­ti che, di que­sto lot­to, è il diret­to­re gene­ra­le dei lavo­ri. Inter­cet­ta­to dal Ros dei cara­bi­nie­ri, subi­to dopo la mor­te di Adrian, Perot­ti dice al tele­fo­no: “Sto par­ten­do, è suc­ces­so un inci­den­te mor­ta­le sul nostro can­tie­re giù in Cala­bria… è venu­to giù un pez­zo di via­dot­to …”. Chie­dia­mo a Gabriel se l’abbia mai visto pri­ma: “Perot­ti? Mai sen­ti­to nean­che nomi­na­re… ”. Chie­dia­mo al sin­da­co: “Mai visto né sen­ti­to”. Chie­dia­mo al sin­da­ca­li­sta Di Fran­co: “Non sape­vo nean­che che esi­stes­se…”.

Arre­sta­to per cor­ru­zio­ne, inda­ga­to per asso­cia­zio­ne a delin­que­re, secon­do l’accusa “Perot­ti ha gesti­to appal­ti, attra­ver­so gli inca­ri­chi di dire­zio­ne dei lavo­ri, per 25 miliar­di”. Ed è “gra­ve”, con­ti­nua il gip, che “di fat­to non svol­ge nep­pu­re gli inca­ri­chi che gli sono sta­ti affi­da­ti o li ese­gue con moda­li­tà che non giu­sti­fi­ca­no gli enor­mi pro­ven­ti che per­ce­pi­sce”. Il suo col­le­ga Giu­lio Bur­chi, il 7 otto­bre 2014, rac­con­ta d’aver rag­giun­to un accor­do con “quell’asino di Perot­ti” per pren­de­re una quo­ta del­la dire­zio­ne lavo­ri su que­sto lot­to: “Lì c’era biso­gno di un inge­gne­re, però lui ci ha mes­so l’équipe che ave­va su un altro lot­to… dice che la squa­dra ce l’ha già tut­ta com­ple­ta, non c’ha mai un caz­zo di nes­su­no… fa dei casi­ni…”. Non c’è alcun nes­so giu­di­zia­rio tra la mor­te di Adrian, il ruo­lo di Perot­ti, i disa­gi di Lai­no Bor­go. Ma in que­sti 20 chi­lo­me­tri abbia­mo rac­col­to la sto­ria di un sin­da­co che lavo­ra gra­tis, un pre­sun­to cor­rot­to che gesti­sce 25 miliar­di e un ope­ra­io che, suo mal­gra­do, reste­rà nel­la memo­ria del pae­se, cam­mi­nan­do per via Adrian Mihol­ca, cadu­to sul lavo­ro.

Be the first to comment

Leave a Reply

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*