Nessun sistema criminale dietro le minacce a Lombardo: individuato responsabile

Clau­dio Cor­do­va Ildispaccio.it REGGIO CALABRIA – Non vi sareb­be­ro quei sofi­sti­ca­ti mec­ca­ni­smi e siste­mi cri­mi­na­li paven­ta­ti da un cer­to tipo di stam­pa die­tro le ripe­tu­te minac­ce al pm del­la Dda di Reg­gio Cala­bria, Giu­sep­pe Lom­bar­do, ma l'opera di un sog­get­to sin­go­lo, di fat­to un mito­ma­ne. La Pro­cu­ra di Catan­za­ro, com­pe­ten­te per i fat­ti che riguar­da­no i magi­stra­ti reg­gi­ni, è con­vin­ta di aver indi­vi­dua­to in Fran­ce­sco Gen­na­ro Trio­lo, clas­s4e 1968, l'uomo che, a par­ti­re dal novem­bre 2014, avreb­be effet­tua­to una deci­na di tele­fo­na­te di minac­ce nei con­fron­ti del pm anti­ma­fia reg­gi­no.

Sono in tut­to die­ci le per­qui­si­zio­ni dispo­ste dal­la Pro­cu­ra di Catan­za­ro ed ese­gui­te dal­la Guar­dia di Finan­za per capi­re se die­tro le ripe­tu­te comu­ni­ca­zio­ni di Trio­lo pos­sa esser­ci qual­che tipo di con­cre­tez­za in più rispet­to al deli­rio di un sin­go­lo. Quel che è cer­to, però, è che al momen­to gli inqui­ren­ti non voglio­no lascia­re nul­la al caso, né sot­to­va­lu­ta­re alcun­ché, ma, allo stes­so tem­po, non pre­sta­no par­ti­co­la­re cre­di­to alla figu­ra di Trio­lo, che infat­ti ha solo rice­vu­to una comu­ni­ca­zio­ne di garan­zia, rispon­den­do a pie­de libe­ro. Poco più che un buf­fet­to bona­rio.

Eppu­re Trio­lo avreb­be effet­tua­to, dal novem­bre 2014 al gen­na­io 2015, una deci­na di tele­fo­na­te, tut­te di bre­ve dura­ta, nel­le qua­li annun­cia­va gra­vis­si­me azio­ni mina­to­rie ai dan­ni dei pm anti­ma­fia: "E' pron­ta la festa per il giu­di­ce Lom­bar­do al Par­co Caser­ta", oppu­re "Sia­mo pron­ti ad ucci­de­re il giu­di­ce Lom­bar­do" e, anco­ra, "Ucci­de­re­mo il giu­di­ce Lom­bar­do". Tut­ti mes­sag­gi del­lo stes­so teno­re, quel­li effet­tua­ti da cabi­ne tele­fo­ni­che dislo­ca­te sul via­le Cala­bria: "Sia­mo pron­ti a ucci­de­re Lom­bar­do al Par­co Caser­ta", ma anche "c'è una bom­ba al Par­co Caser­ta per il giu­di­ce Lom­bar­do". Mes­sag­gi che ave­va­no sicu­ra­men­te desta­to pre­oc­cu­pa­zio­ne per l'incolumità del pm anti­ma­fia e mina­to la sua tran­quil­li­tà fami­lia­re, dato che una tele­fo­na­ta era giun­ta anche al tele­fo­no di casa del­la madre del magi­stra­to. Ma tele­fo­na­te che ave­va­no ali­men­ta­to anche fan­ta­sio­se rico­stru­zio­ni gior­na­li­ste di alcu­ni orga­ni di stam­pa, cir­ca la capa­ci­tà di fan­to­ma­ti­ci siste­mi cri­mi­na­li o appa­ra­ti devia­ti del­lo Sta­to che avreb­be­ro cono­sciu­to le abi­tu­di­ni del pm: "Ore 20.37, il giu­di­ce Lom­bar­do è rien­tra­to a casa" dice­va una del­le tele­fo­na­te.

In un uni­co caso, il desti­na­ta­rio del­le minac­ce era sta­to il pro­cu­ra­to­re aggiun­to Nico­la Grat­te­ri, com­pe­ten­te per la cri­mi­na­li­tà orga­niz­za­ta del­la fascia joni­ca: "Sia­mo pron­ti a ucci­de­re il giu­di­ce Grat­te­ri". Attra­ver­so gli incro­ci dei dati rac­col­ti, la Guar­dia di Finan­za sareb­be riu­sci­ta a rico­strui­re tut­ti i vari per­cor­si di Trio­lo e di loca­liz­za­re le cabi­ne tele­fo­ni­che, dal­le qua­li sono par­ti­te le tele­fo­na­te: oltre che dal via­le Cala­bria, anche da via 25 luglio e da Piaz­za Gari­bal­di.

Fran­ce­sco Trio­lo, peral­tro, è fra­tel­lo di quel Giu­sep­pe Trio­lo, recen­te­men­te bal­za­to alle cro­na­che per la ten­ta­ta estor­sio­ne subi­ta pres­so la pro­pria atti­vi­tà di ono­ran­ze fune­bri. Già nel 2010, alcu­ni giu­di­ci reg­gi­ni era­no sta­ti ogget­to di inti­mi­da­zio­ni tele­fo­ni­che. Al tem­po le tele­fo­na­te annun­cia­va­no la pre­sen­za di bom­be desti­na­te al pro­cu­ra­to­re gene­ra­le Sal­va­to­re di Lan­dro e al sosti­tu­to pg Fran­ce­sco Neri. Le inda­gi­ni con­dot­te con­sen­ti­ro­no allo­ra di indi­vi­dua­re pro­prio in Giu­sep­pe Trio­lo il respon­sa­bi­le. Tut­ta­via, il 29 mar­zo del 2014 que­sti è sta­to assol­to con for­mu­la pie­na dal Gup di Catan­za­ro per non aver com­mes­so il fat­to.

La Pro­cu­ra di Catan­za­ro, ret­ta da Enzo Lom­bar­do, è con­vin­ta dun­que di aver risol­to, nel giro di poche set­ti­ma­ne, un caso che ave­va sca­te­na­to gran­de pre­oc­cu­pa­zio­ne in cit­tà. Solo le suc­ces­si­ve acqui­si­zio­ni che potran­no arri­va­re dopo le per­qui­si­zio­ni potran­no fuga­re ogni dub­bio. Al momen­to, però, nes­sun "siste­ma cri­mi­na­le" vi sareb­be die­tro le minac­ce al pm Lom­bar­do, tito­la­re di deli­ca­te inda­gi­ni sul­la cri­mi­na­li­tà orga­niz­za­ta reg­gi­na.