Nuovi ospedali, ancora tutto fermo. Lo ha ammesso il delegato Pacenza ascoltato in commissione Sanità

Massimo Clausi Quotidiano del Sud COSENZA – Ad un certo punto ieri in commissione sanità pare che un consigliere regionale abbia perso la pazienza e chiesto a Franco Pacenza, delegato del Governatore Oliverio ai problemi della Sanità, quando inizieranno i cantieri dei tre nuovi ospedali calabresi della Sibaritide, di Vibo e della Piana di Gioia Tauro. Dicono che Pacenza si sia stretto nelle spalle rispondendo con un laconico «Non ho la palla di vetro». Questa scena la dice lunga sulle difficoltà che la Regione Calabria sta incontrando per la realizzazione dei tre nuovi nosocomi, difficoltà che sono state al centro dell’audizione di Pacenza ieri mattina in terza commissione consiliare, “Sanità, attività sociali, Culturali e formative” presieduta dal consigliere Michele Mirabello (Pd).

Pacenza ha fatto una lunga cronistoria di questa vicenda che ha visto i suoi prodromi nel lontano 2004, parlando delle difficoltà a trovare i finanziamenti iniziali, alla redazione del progetto, da tutte le opere accessorie come la caratterizzazione dei siti fino all’aggiudicazione finale. Come noto la gara l’ha vinta la Tecnis e, come è altrettanto noto, la società è incappata in qualche disavventura giudiziaria per cui è in amministrazione controllata. Proprio questa particolare condizione giuridica in cui si trova la società concessionaria rischia di far slittare, chissà per quanto, l’inizio dei lavori. Una circostanza di certo non nuova. Basti pensare che lo scorso 31 marzo Cgil, Cisl e Uil avevano lanciato l’allarme. I sindacati sostengono che la Tecnis ha difficoltà finanziarie con circa 40 milioni di euro di crediti “incagliati”. Detto questo nessuno ha ben capito dove sta il problema.

Durante l’audizione Pacenza è stato incalzato da una serie di domande specifiche da parte dei consiglieri Nicolò, Cannizzaro, Esposito e Pasqua, per rappresentare la preoccupazione della Commissione circa i tempi di avvio dei cantieri, chiedendo sull’argomento un aggiornamento continuo dai dipartimenti interessati e dall’esecutivo regionale. Il presidente Michele Mirabello, a conclusione dei lavori, ha ringraziato Pacenza per la relazione ed ha accolto l’invito dei commissari di proseguire con altre sedute dell’organismo il confronto sull’importante tema. Diciamo subito che per quanto riguarda Vibo il prefetto ha convocato un tavolo per mercoledì prossimo proprio per cercare di venire a capo del problema. Lo stesso consigliere Pasqua ha chiesto una nuova audizione, questa volta in commissione Vigilanza, di Pacenza con un unico punto all’ordine del giorno. Dicevamo che resta misterioso il perchè i lavori siano fermi.

Va bene la crisi di liquidità della società, ma possibile che un’azienda che ha in portafoglio commesse così importanti non riesca ad avere anticipazioni bancarie per arrivare al primo Sal? La vigenza dell’amministrazione controllata non dovrebbe impedire l’attività, anzi il contrario. E ancora: cosa prevede il contratto? Ci sono degli obblighi in capo alla Tecnis? E’ possibile rescindere il contratto? Insomma i punti da chiarire sono tanti, ma uno su tutti: ci sono i soldi necessari per la costruzione dei tre nosocomi?

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