Nuovo incendio alla tendopoli di San Ferdinando

Quotidiano del Sud SAN FERDINANDO – Ancora allarme nella vecchia tendopoli di San Ferdinando. Ieri all’alba un nuovo incendio per fortuna circoscritto ha distrutto una ventina di baracche realizzate nei mesi scorsi ai margini della vecchia tendopoli. L’allarme è scattato intorno alle 5:30 quando le fiamme si sono sviluppate da una delle tante baracche ed hanno coinvolto altre che si trovano vicino. Immediatamente anche grazie alle grida degli immigrati residenti molti sono potuti uscire dalle baracche e salvarsi. Sono stati gli stessi immigrati ad adoperarsi per primi a spegnere le fiamme, subito dopo sono giunti anche i Vigili del Fuoco, agenti della Polizia e i Carabinieri, che hanno provveduto a mettere in sicurezza il campo profughi. Le operazioni si sono svolte sotto il coordinamento del dirigente del dirigente del Commissariato di Gioia Tauro Diego Trotta. Quanto accaduto comunque non ha provocato danni a persone, anche se sono stati distrutti molti effetti personali di persone che dormivano nelle baracche distrutte. Poche cose, capi di abbigliamento, alcune biciclette, piccoli arredi di fortuna.

I Vigili del Fuoco non hanno ancora stabilito l’origine precisa dell’incendio ma non escludono che le fiamme possano essere state originate da qualche stufa o fuoco acceso nelle baracche per riscaldarsi, visto il freddo di questi giorni. Le stesse cause che mesi fa portarono alla distruzione di altre decine di baracche nello stesso luogo. L’incendio ha comunque creato apprensione non solo tra i residenti ma anche tra le autorità del luogo. «Purtroppo ha dichiarato il sindaco di San Ferdinando Andrea Tripodi ci troviamo davanti ad una struttura completamente abusiva realizzata con mezzi di fortuna nella quale i rischi di questa natura si corrono ogni giorno. Noi da tempo siamo impegnati a costruire condizioni migliori per i migranti che vivono nella zona e da tempo abbiamo chiesto interventi che puntano ad evitare situazioni come quella che si è verificata la notte scorsa». Nella vecchia tendopoli e nella baraccopoli nella quale si sono originate le fiamme vivono quasi 2000 migranti in condizioni disumane.

Una bomba ad orologeria la cui pericolosità è conosciuta da tutti. Quello che molti speravano non avvenisse è invece, accaduto. Tutti sanno della presenza di centinaia di ricoveri di fortuna che servono come rifugio per i migranti. Strutture realizzate con materiale di fortuna: legno e plastica in prevalenza e poi all’interno sistemati alla meno peggio materassi recuperati nelle discariche o dati in dono da chi non li usa più. A causa del freddo i migranti, infatti, hanno un solo modo per riscaldarsi: accendere piccoli fuochi davanti alla baracche, realizzate perché le tende non riescono ad accogliere coloro che arrivano ma anche piccole stufe collegate ad una rete elettrica non a norma, con fili che attraversano gli spazi appesi a pali di legno.

Quanto accaduto ripropone la grave condizione strutturale in cui versa la tendopoli, più volte al centro di riunioni delle istituzioni locali. Anche questa volta, dopo ben tre incendi corposi, è andata bene, ma presto quando accaduto ieri notte potrebbe ripetersi, con rischi enormi per quanti vivono all’interno della tendopoli tra cui anche bambini.

Be the first to comment

Leave a Reply

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*