Oliverio accompagnato da D’Agostino. Tripodi (Pci) attacca: “Il presidente della Regione visita un bene confiscato alle ndrine con un indagato”

Francesco D'Agostino

Michelangelo Tripodi, Comunicato REGGIO CALABRIA – La stampa e gli organi di informazione hanno dato notizia della visita che il presidente della Regione Mario Oliverio ha effettuato a Polistena al Centro polifunzionale Padre Pino Puglisi ubicato in un bene confiscato alla ndrangheta. Purtroppo, però, quella che apparentemente potrebbe sembrare una notizia positiva, viene totalmente cancellata dalla vera notizia-scandalo che viene fuori dalla visita di Oliverio. Infatti, Oliverio a Polistena non c’è andato da solo ma era accompagnato da una delegazione di esponenti del Pd e della lista Oliverio Presidente tra cui spiccava, tra gli altri, come riferiscono i giornali, il sig. Francesco D’Agostino, vicepresidente del Consiglio regionale e consigliere regionale della lista Oliverio Presidente. Ed è proprio questa la notizia clamorosa che emerge dalla visita di Oliverio, visto che solo due giorni fa i mezzi di informazione riferivano la notizia che l’inchiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria denominata “Alchemia” sta completando il suo iter procedimentale.

Infatti, nell’udienza preliminare in corso di svolgimento davanti al Gup dott.ssa Olga Tarzia, proprio il suddetto sig. Francesco d’Agostino, accusato dalla Procura di Reggio Calabria del grave reato di intestazione fittizia dei beni aggravata dall’aver favorito la ndrangheta, ha chiesto di essere giudicato con il rito abbreviato. Certo che Oliverio ha una bella faccia tosta a presentarsi in una realtà come quella del centro polifunzionale Padre Pino Puglisi di Polistena, bene confiscato e simbolo della lotta contro la ndrangheta, facendosi accompagnare dal sig. Francesco D’Agostino, accusato di pesantissimi reati dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria. E’ un fatto vergognoso e di una gravità assoluta che offende la coscienza dei calabresi e di quanti sono sinceramente impegnati nella lotta contro la ndrangheta e che sicuramente ha creato non poco imbarazzo a don Pino De Masi e agli operatori e volontari del Centro.

Ancora una volta Oliverio ha gettato la maschera della sua doppiezza, – prosegue confermando che per lui la ricerca del consenso non ha limiti e non ha condizioni. Afferma di essere contro la ndrangheta, ma si accompagna a personaggi accusati dalla Procura Antimafia di Reggio Calabria di gravissimi reati e di aver favorito la ndrangheta. Afferma di essere contro la ndrangheta, ma nella sua giunta regionale aveva addirittura nominato un assessore per il quale la Squadra mobile di Reggio Calabria aveva chiesto l’arresto per voto di scambio politico-mafioso. Afferma di essere contro la ndrangheta e mantiene da oltre un anno nella carica di vicepresidente del Consiglio regionale un consigliere su cui pende la pesantissima accusa della Procura di Reggio Calabria di aver favorito la ndrangheta. Crediamo che vi sia ben poco da aggiungere: questo è il personaggio che da tre anni sta malgovernando la regione e la sta portando al più completo disastro.

L’autore è componente della segreteria nazionale Pci ed è  responsabile nazionale per il  Mezzogiorno e le autonomie locali

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