Oliverio difende De Gaetano: “Su di lui una campagna orchestrata e strumentale”. Bindi: “La vicenda è chiusa”

Mario Oliverio e Nino De Gaetano

CATANZARO – "La vicenda dell'assessore Nino De Gaetano continua ad essere agitata in modo strumentale". Lo ha detto il presidente della Regione Calabria, Mario Oliverio a conclusione dell'audizione in Commissione parlamentare antimafia a Catanzaro. "Sin dall'inizio, e ho avuto modo di ribadirlo anche oggi – ha aggiunto Oliverio – su questa vicenda ho detto che se ci sono dei problemi devono essere espressi e proposti rispetto, però, non alla propaganda. Non ci sono stati fino ad oggi riscontri in questo senso a riprova del fatto che questa campagna è stata chiaramente orchestrata ed è strumentale. Naturalmente ho sempre dichiarato che qualora ci fossero stati riscontri non avrei esitato un attimo a chiedere a De Gaetano di lasciare quel posto e lui ha dato piena disponibilità in tal senso".

"Non mi pare, comunque – ha detto ancora Oliverio – che la lotta alla criminalità e alle connivenze con la mafia si possa fare sollevando polveroni. Si tratta di documentare le cose perché altrimenti anche la lotta contro la criminalità perde di efficacia e di credibilità". "Non c'è dubbio che quello della lotta alla criminalità, alla 'ndrangheta, è un terreno sul quale impegnarsi con tutte le energie attraverso un coordinamento con i corpi dello Stato, con le forze sociali, con le articolazioni istituzionali, perché liberare la Calabria dalla presenza pervasiva della 'ndrangheta è una condizione per fare crescere la nostra terra, per liberarla per costruire un futuro diverso". Lo ha detto il presidente della Regione Calabria, Mario Oliverio al termine dell'audizione di oggi, a Catanzaro, in Commissione parlamentare antimafia. "Noi abbiamo bisogno di rafforzare la cooperazione – ha aggiunto Oliverio – di spingere molto su questo terreno. Ho fornito anche alla Commissione una nostra valutazione, ma anche gli strumenti sui quali noi stiamo lavorando. A breve avrò un incontro con Raffaele Cantone, a capo dell'Autorità anticorruzione, al quale fornirò il progetto che abbiamo intenzione di adottare e al quale chiederemo eventuali suggerimenti e correzioni. Un documento che adotteremo in sede formale come giunta e che trasferiremo anche al Consiglio regionale".

"E' nostro intendimento – ha detto ancora Oliverio – lavorare per determinare il massimo di trasparenza nell'azione della Regione e immettere gli anticorpi necessari contro ogni possibile infiltrazione o tentativo di controllo da parte delle organizzazioni criminali. Noi abbiamo bisogno di agire con determinazione in questa direzione perché il massimo di trasparenza equivale anche al massimo di liberazione delle risorse ai fini produttivi, della crescita e dello sviluppo. Tutto questo – ha detto ancora Oliverio – è necessario per affermare un'immagine della Calabria che è quella rispondente alla stragrande maggioranza dei nostri concittadini. Dobbiamo impegnarci molto su questo terreno perché l'immagine che è stata proiettata in questi anni della Calabria ne ha deturpato anche i valori, espressione di una larghissima maggioranza. Contrastare la criminalità organizzata, lottare la 'ndrangheta significa in primo luogo riappropriarsi di questi valori".

"Il presidente della Regione Calabria Mario Oliverio ha rivendicato la giustezza della scelta di nominare assessore Antonino De Gaetano, una scelta di cui si assume la responsabilità politica in assenza, ad oggi, di qualunque tipo di impedimento. La vicenda, dunque, può definirsi chiusa". Lo ha detto la presidente della Commissione parlamentare antimafia Rosy Bindi in relazione alle polemiche legate alla nomina di De Gaetano, ex consigliere regionale, al centro di vicende di voto di scambio per le quali, comunque, non è indagato. "La volontà dichiarata da parte del presidente Oliverio e dello stesso assessore De Gaetano – ha aggiunto Bindi – è che, nel caso in cui ci fossero problemi, sarebbero entrambi a trarne le conseguenze. Ad oggi, francamente, Oliverio e De Gaetano rivendicano la necessità che non si rimetta in discussione questa scelta di cui peraltro chi si doveva assumere la responsabilità se l'è assunta". "Nel corso dell'audizione – ha detto ancora Bindi – il presidente Oliverio ci ha inoltre presentato i punti salienti del suo programma in materia di piano anticorruzione, sanità, rifiuti, gestione del territorio, attenzione particolare ad alcuni comuni che hanno criticità molto forti e che passano di commissariamento in commissariamento soprattutto nella locride. Ci è sembrata una fase politica nella quale è tutt'altro che sottovalutato l'aspetto della lotta alla criminalità organizzata, un fatto per noi molto importante". Il presidente Oliverio ha consegnato anche una documentazione che, ha spiegato la presidente Bindi, verrà approfondita nell'ambito dei lavori dell'organismo.

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