Oliverio: “Non devono ripetersi le porcherie del passato”

CATANZARO – “Per troppi anni si è creata in Calabria una spirale alimentata da una cultura sbagliata e da un uso distorto delle risorse pubbliche, che si è affermata anche sulla scorta di una domanda malata proveniente dalla società civile”. Lo ha detto il presidente della Regione Calabria, Mario Oliverio, secondo quanto riferisce una nota dell’ufficio stampa, intervenendo ad un convegno a Mormanno organizzato in occasione del quinto anniversario del terremoto che colpì il territorio del Pollino. “Io non sono tra quelli – ha aggiunto Oliverio – che demonizza la politica ed esalta la società civile. La politica malata è figlia di una domanda malata. E se c’è una parte della politica che è malata deriva dal fatto che c’è una parte della società che domanda una politica malata, che vive sulle raccomandazioni, che incoraggia il malaffare, che insegue favori e privilegi”.

Secondo Oliverio, “per costruire una prospettiva e un futuro per questa terra dobbiamo far crescere un nuovo civismo. E’ necessario che ognuno, per la propria parte, risponda delle proprie responsabilità e dia il proprio contributo. Le risorse vanno utilizzate in modo oculato ed il territorio deve essere rispettato, evitando scelte e storture come quelle che si sono verificate in passato. Bisogna agire per bonificare a 360 gradi. Insieme, politica e società civile, devono lavorare e combattere perché in questa terra splendida non si ripetano più le porcherie realizzate in passato, ridando valore e significato ai concetti di onestà, legalità e trasparenza ed evitando di alimentare spinte populistiche e demagogiche che non fanno il bene delle comunità e non muovono nella direzione della costruzione di una sana prospettiva per la nostra regione”.

“Populisti e moralisti – ha concluso il governatore della Calabria – sono una grande minaccia per la nostra democrazia. In un momento difficile come quello che sta attraversando il nostro Paese, abbiamo bisogno di costruire, alla prova dei fatti, sul campo, situazioni ed esperienze che recuperino appieno una dimensione etica, una morale che non è moralismo ma rispetto della cosa pubblica del bene comune, attraverso la partecipazione democratica di tutti i soggetti chiamati a dare il proprio contributo positivo e trasparente per la crescita e il rilancio della nostra terra”.

Be the first to comment

Leave a Reply

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*