Omicidio del giudice Scopelliti, il Pm Lombardo: "Impensabile che non ci sia stato un ruolo della ndrangheta"

ROMA – "Sia­mo con­vin­ti, sul­la base di una serie di acqui­si­zio­ni, che è impos­si­bi­le pen­sa­re che non ci sia sta­to un ruo­lo del­la ndran­ghe­ta" nell'uccisione del giu­di­ce Anto­ni­no Sco­pel­li­ti. "Qua­le ruo­lo, non sia­mo in gra­do di dir­lo e lo dire­mo solo in for­ma uffi­cia­le". Così il sosti­tu­to pro­cu­ra­to­re del­la Dda di Reg­gio Cala­bria, Giu­sep­pe Lom­bar­do, inter­ve­nu­to al con­ve­gno "Mio padre non è un eroe" orga­niz­za­to dal­la figlia del magi­stra­to, Rosan­na Sco­pel­li­ti, per com­me­mo­ra­re la figu­ra del magi­stra­to ucci­so nel 1991. Per Lom­bar­do insom­ma è dif­fi­ci­le "pen­sa­re che un omi­ci­dio eccel­len­te, che la ndran­ghe­ta ha in qual­che modo sem­pre rifiu­ta­to come tipo di com­por­ta­men­to di attac­co alle isti­tu­zio­ni, sia avve­nu­to in quei ter­ri­to­ri sen­za che sia sta­to por­ta­to a cono­scen­za di quel­le orga­niz­za­zio­ni".