Operazione Stige, il Pd sospende i politici arrestati

Giacinto Carvelli Quotidiano del Sud CROTONE – Sta avendo sempre più risvolti politici l’esito dell’operazione Stige, che ha portato in carcere diversi amministratori locali del crotonese. La commissione provinciale di Garanzia del Pd di Crotone, riunitasi per la prima volta ieri, presieduta da Pietro Secreti (con Antonio Adamo, Salvatore Dilascio e Luigi Dell’aquila) ha sospeso cautelativamente dal partito Michele Laurenzano, sindaco di Strongoli, e Gabriele Cerchiara (consigliere comunale di Crucoli) e Tommaso Arena (assessore sempre a Crucoli). La stessa commissione di garanzia, poi, comunica che Domenica Cerrelli, si era già autosospesa dal Partito democratico e da tutti gli organismi (era nell’assemblea provinciale). Restando sempre nel Pd, con una lettera indirizzata al presidente del consiglio del Comune di Cirò Marina, al commissario prefettizio ed al segretario comunale dello stesso ente, Giuseppe Facenza ha rassegnato formalmente «le proprie irrevocabili dimissioni dalla carica di consigliere comunale». Dimissionaria anche l’altra consigliera Valentina Facente.

Una decisione, questa, che era stata annunciata ieri dal segretario del circolo cittadino del Pd di Cirò Marina, Mario Turano. Facenza, nella sua missiva, evidenzia che dopo «gli arresti del sindaco, vice sindaco e di un consigliere comunale, ritengo non più possibile il proseguimento di questa esperienza consiliare. L’entusiasmo – continua – che mi ha portato ad accettare il delicato compito conferitomi non voglio si perda nell’impossibilità di fare e di agire davvero per il bene della comunità di Cirò Marina. Secondo coscienza, compio questa scelta di interrompere questa mia esperienza, non sarebbe giusto continuare a svolgere una funzione così importante senza la giusta serenità e agibilità democratica che oggi non vi è più». Infine sottolinea che «Cirò Marina, purtroppo, ritorna alla ribalta della cronaca nazionale, ancora una volta, per fatti negativi. Il Gruppo consiliare del Pd di Cirò Marina, a nome di tutta la città, esprime un sincero sentimento di sconcerto e preoccupazione». La federazione provinciale del Pd di Crotone, intervenendo sull’operazione Stige, ha chiesto, per «favorire il lavoro della magistratura e della Prefettura» ai «consiglieri comunali di Strongoli di riporre il proprio mandato. E ciò nella consapevolezza di lavorare fin da subito insieme per favorire un clima positivo nella cittadina valorizzando l’impegno finora profuso e facendo emergere il lavoro portato avanti con impegno e nel rispetto della legalità». Il Partito democratico, infine, «ritiene inevitabile che l’azionesull’intero territorio crotonese sarà volta sempre più a promuovere l’educazione alla legalità ealla formazione di un gruppo dirigente che sappia scegliere di stare sempre e comunque al servizio dello Stato. Per questo il nostro impegno sarà indirizzato quotidianamente a concorrere alla costruzione di un modello di società che emargini la criminalità che attanaglia da tempo il nostro territorio».

Dal canto suo, il deputato del Pd, Nicodemo Oliverio, evidenzia come «la politica deve essere sempre inflessibile e intransigente verso gli amministratori pubblici coinvolti. La giustizia farà il suo corso». In un altro passaggio, però, sottolinea che «la politica, però, deve saper scegliere nei momenti giusti: prima più che dopo, perseguendo sempre, anche quando le scelte e le determinazioni appaiono impopolari, la trasparenza, la correttezza e l’onestà, che alla fine pagano sempre. Questo è il momento in cui le persone pulite e oneste devono stare insieme, devono essere unite per l’affermazione del bene comune e per la valorizzazione del nostro territorio». Infine, i Gd della federazione di Crotone «fanno appello a tutti i partiti affinché rispondano alla richiesta fatta dal ministro dell’Interno Marco Minniti: sottoscrivere un patto pubblico in cui ci si impegni a non chiedere né ricevere appoggio elettorale dalle mafie alle elezioni del 4 marzo. Certi valori – concludono i Gd – devono essere posti alla base di qualsiasi contesa elettorale, improntata sì al reciproco scontro e confronto ma fondata sui sani principi della democrazia: la mafia è la negazione stessa di quei principi».

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