«Ossola, territorio di interesse della ndrangheta»

NOVARA – «È noto come la Val d’Ossola sia un ter­ri­to­rio di inte­res­se per alcu­ne cosche del­la ndran­ghe­ta. Tro­via­mo lì per­so­nag­gi che ope­ra­no stret­ta­men­te con la “loca­le” di Cin­que­fron­di. Si par­la, in que­sti casi, di neces­si­tà di inve­sti­re in altri ter­ri­to­ri in manie­ra ille­ci­ta, soprat­tut­to, come è soli­to fare, nel­la gran­de distri­bu­zio­ne o nell’edilizia». Così il pro­cu­ra­to­re aggiun­to Gae­ta­no Paci duran­te la con­fe­ren­za stam­pa tenu­ta mar­te­dì a Reg­gio Cala­bria per illu­stra­re l’operazione “Sag­gio Com­pa­gno” che ha por­ta­to a 36 fer­mi, e per spie­ga­re il “coin­vol­gi­men­to” del Vco. Quan­do infat­ti all’alba del­lo stes­so gior­no sono arri­va­ti i flash di agen­zia che annun­cia­va­no il mega­bli­tz, col­pi­va il fat­to che il tut­to sta­va avve­nen­do tra la «Pia­na di Gio­ia Tau­ro, Vibo Valen­tia, Roma e Ver­ba­nia». In real­tà, si è poi appre­so, Domo­dos­so­la, cro­ce­via di alcu­ne atti­vi­tà ille­ci­te (maxi com­mer­cio di armi, traf­fi­co di valu­ta?), dove risie­de un 41en­ne cala­bre­se, a quan­to pare fron­ta­lie­re con la Sviz­ze­ra, e dove pare sia­no sta­te effet­tua­te diver­se per­qui­si­zio­ni. Dun­que l’Ossola di nuo­va alla ribal­ta, dopo le note vicen­de degli anni ’90 che sve­la­ro­no le pri­me “infil­tra­zio­ni” del­le cosche cala­bre­si.