Parte dalla Calabria il Progetto Locus per orientare i rifugiati nel mondo del lavoro

CATANZARO – Parte dalla Calabria il progetto Locus per orientare i rifugiati al mondo del lavoro. E’ stato infatti firmato il protocollo d’intesa tra Fondazione Adecco per le Pari opportunità e Unhcr, l’agenzia Onu per i rifugiati, che dà il via al progetto Learning knowledge and based action Oriented Contents for a Useful IncluSion. Lo rende noto un comunicato dell’Unhcr. “Il progetto partito da Lamezia Terme – è detto nel comunicato – coinvolgerà inizialmente circa 20 rifugiati. Locus vuole dare ai titolari di protezione internazionale reali occasioni di integrazione attraverso la formazione e percorsi di orientamento al mondo del lavoro sia in forma individuale che di gruppo.

In particolare il progetto permetterà di analizzare le proprie competenze e aspettative, capire quali sono le conoscenze specifiche spendibili nel mercato del lavoro, avere opportunità di confronto con il mondo del lavoro e sviluppare la propria autonomia nel percorso di inserimento lavorativo. Solo attraverso il lavoro, infatti, è possibile una reale integrazione e il progetto nato dalla collaborazione fra Unhcr e Fondazione Adecco per le Pari Opportunità agisce sulle prime, enormi difficoltà di approccio al mondo del lavoro che i rifugiati affrontano”. “L’integrazione dei rifugiati – afferma Stephane Jaquemet, Delegato Unhcr per il Sud Europa – passa per la possibilità di rendersi autonomi attraverso il lavoro. Investire in politiche di integrazione nel mercato del lavoro, rappresenta non solo uno strumento per restituire dignità e autostima ai rifugiati ma anche una opportunità di sviluppo economico e culturale per le comunità ospitanti”

“Locus è per noi una sfida importante per due ragioni – sostiene Giovanni Rossi, segretario generale di Fondazione Adecco per le Pari Opportunità – avviamo una collaborazione importante con uno dei più autorevoli organismi per la tutela dei rifugiati e ci impegniamo in un territorio provato dalla presenza di moltissime persone in attesa di un futuro. Fornire ai rifugiati gli strumenti iniziali e allo stesso tempo fondamentali per cercare un lavoro è dare loro una speranza di integrazione unica. In 16 anni di attività con i rifugiati siamo riusciti a vedere più di 150 persone trovare un lavoro e così integrarsi a pieno titolo nella nostra società. Siamo certi che la firma di questo accordo possa dare ulteriore spinta a questa attività”.

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