Per Boccardelli processo da rifare a Reggio Calabria

Rober­to Galul­lo Ilsole24ore.com IL PROCESSO "Mae­stro" ripar­te dal­la Cor­te di appel­lo di Reg­gio Cala­bria. Solo per un impu­ta­to, ma di spic­co: Boc­car­del­li, che si dichia­ra pro­prie­ta­rio del Cri­sto ligneo attri­bui­bi­le a Miche­lan­ge­lo e sot­to seque­stro in un caveau ban­ca­rio di San Mari­no (si veda pez­zo prin­ci­pa­le). La quin­ta sezio­ne del­la Cor­te di Cas­sa­zio­ne il 4 giu­gno 2014, pro­nun­cian­do­si sul ricor­so di Ales­san­dro Gior­gi, Giu­sep­pe Spe­ran­za e Fran­ce­sco Pie­tro Cali­pa, ha infat­ti annul­la­to la sen­ten­za del­la Cor­te di appel­lo di Reg­gio Cala­bria del 24 apri­le 2013, rin­vian­do­la per un nuo­vo esa­me alla stes­sa Cor­te di appel­lo di Reg­gio «limi­ta­ta­men­te alla posi­zio­ne di Ange­lo Boc­car­del­li». La stes­sa Supre­ma Cor­te, nel­la came­ra di con­si­glio dell'11 luglio 2014 cor­reg­ge­rà due erro­ri mate­ria­li: anzi­ché rin­via­re a Reg­gio ave­va riman­da­to a Mes­si­na ma, soprat­tut­to, ha spe­ci­fi­ca­to che il rin­vio è a diver­sa sezio­ne rispet­to a quel­la che si era pro­nun­cia­ta nel­la pri­ma­ve­ra del­lo scor­so anno a Reg­gio Cala­bria. Cose che capi­ta­no.

La sostan­za è che la posi­zio­ne di Boc­car­del­li sarà di nuo­vo sot­to la len­te. Pri­ma di adden­trar­ci su que­sta figu­ra ricor­dia­mo che il 18 novem­bre 2011, in pri­mo gra­do, il pro­ces­so a Pal­mi ter­mi­nò con cin­que con­dan­ne e tre asso­lu­zio­ni. Alla sbar­ra pre­sun­ti affi­lia­ti e fian­cheg­gia­to­ri del­la cosca Molè di Gio­ia Tau­ro. Le inda­gi­ni del­la Dda di Reg­gio Cala­bria si con­cen­tra­ro­no sul­le inge­ren­ze del­le cosche al por­to di Gio­ia Tau­ro nel­le impor­ta­zio­ni di mer­ci. La sen­ten­za rispo­se solo in par­te alle richie­ste for­mu­la­te dal sosti­tu­to pro­cu­ra­to­re del­la Dda di Reg­gio Cala­bria Rober­to Di Pal­ma, che ave­va invo­ca­to 91 anni di car­ce­re a fron­te dei 36 com­mi­na­ti. I con­dan­na­ti furo­no Anto­nio Alba­ne­se (10 anni), Fran­ce­sco Pie­tro Cali­pa (set­te), Ales­san­dro Gior­gi (tre anni) e Giu­sep­pe Spe­ran­za (nove). Ad Ange­lo Boc­car­del­li toc­ca­ro­no set­te anni e sei mesi per con­cor­so ester­no in asso­cia­zio­ne mafio­sa, l'interdizione per­pe­tua dai pub­bli­ci uffi­ci e la sot­to­po­si­zio­ne, dopo la pena espia­ta, per tre anni alla misu­ra del­la liber­tà vigi­la­ta. Il 19 giu­gno 2013 l'appello, nel con­fer­ma­re la sen­ten­za di Boc­car­del­li, si con­clu­se con quat­tro asso­lu­zio­ni e cin­que con­dan­ne. I giu­di­ci di secon­do gra­do assol­se­ro Ago­sti­no Coso­le­to, Anto­nio Mora­bi­to, Roc­co Nico­let­ta e Ange­lo Poli­ta­nò.

I coniu­gi cine­si Dai Ron­grong e Lyn Wan­li furo­no con­dan­na­ti a 3 anni e 5 mesi di reclu­sio­ne, Erne­sto Modaf­fe­ri a 5 anni, Gesue­le Zito a 2 anni e 2 mesi, Fran­ce­sco Tri­po­di a 4 anni con l'esclusione del­le aggra­van­ti. Chi è Boc­car­del­li Secon­do la pub­bli­ca accu­sa (come si leg­ge nell'ordinanza), Boc­car­del­li – pri­mo segre­ta­rio del con­te Gia­co­mo Maria Ugo­li­ni, amba­scia­to­re del­la Repub­bli­ca di San Mari­no pres­so Gior­da­nia ed Egit­to e rap­pre­sen­tan­te del­la Gran Log­gia dell'Oriente, mor­to nel gen­na­io 2006 – avreb­be con­cor­so con altri nell'offrire un con­tri­bu­to con­cre­to, spe­ci­fi­co e deter­mi­nan­te per il per­se­gui­men­to del­le fina­li­tà del­la ndri­na Molè – del­la qua­le pur tut­ta­via non face­va par­te orga­ni­ca­men­te – con par­ti­co­la­re rife­ri­men­to alla acqui­si­zio­ne da par­te del­la stes­sa ‘ndri­na del­la strut­tu­ra alber­ghie­ra Vil­la Vec­chia di Mon­te Por­zio Cato­ne (Roma), di pro­prie­tà del con­te Ugo­li­ni, del valo­re (all'epoca) di 20 milio­ni ed ere­di­ta­ta da Boc­car­del­li alla sua mor­te, non­ché al con­trol­lo da par­te del­la stes­sa cosca sul­le atti­vi­tà eco­no­mi­che che si svol­ge­va­no nell'area por­tua­le di Gio­ia Tau­ro (com­pre­se quel­le con­nes­se alle ope­ra­zio­ni doga­na­li e di tra­spor­to del­le mer­ci ogget­to di import-export soprat­tut­to dal­la Repub­bli­ca Popo­la­re di Cina).

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