Percolato dalla discarica: associazione di Gioia Tauro presenta un esposto

Domenico Latino Approdonews.it GIOIA TAURO – L’Osservatorio ambientale “Iride”, partorito da una “costola” del Comitato di quartiere “Fiume” e per iniziativa di alcuni membri di un altro Comitato, “Tutti al mare”, noto per aver intrapreso in estate una vigorosa campagna di monitoraggio delle acque di balneazione, ha presentato un esposto di nove pagine alla Procura della Repubblica di Palmi chiedendo che venga fatta chiarezza, su alcuni punti, definiti “oscuri”, che potrebbero interessare le procedure di analisi, raccolta e smaltimento del percolato dalle discariche poste sotto sequestro di Casignana e Gioia Tauro, in contrada Marrella.

Ciò anche in virtù della recente disciplina sui reati ambientali che prevede varie ipotesi, come l’impedimento del controllo. A renderlo noto gli stessi esponenti della neonata associazione tramite una conferenza stampa, svoltasi ieri pomeriggio nella sala Fallara, alla presenza dei legali incaricati, avv. Antonio Barilari e Francesco Ierace, che hanno illustrato gli aspetti tecnici e giuridici della vicenda. Seduti al tavolo, insieme a loro, il presidente Raffaele Giacobbe e gli attivisti Francesca Guerrisi e Sabina Ventini. Tra il pubblico, anche i ragazzi del Comitato “7 agosto” di San Ferdinando e Carmela Centorrino per l’associazione “La Piana di Gioia ci mette la faccia”. “Alcuni nodi, che non sono illegali né illegittimi, – ha esordito l’avv. Barilari – possono però far nascere il dubbio che qualcosa di non molto chiaro vi sia.

Ad esempio, le analisi per la classificazione del rifiuto sono state effettuate da un laboratorio privato – nonostante la Regione abbia un proprio ente preposto – gestito dal marito di una dirigente della società che dovrà smaltirlo. Del tutto lecito, ma appare sconveniente che chi controlla abbia stretti rapporti con il controllato. Tutto ciò potrebbe creare confusione circa la correttezza delle procedure: è giusto che a valutare i fatti, comunque studiati e circostanziati, siano le Autorità competenti”. Ad entrare nel merito è Raffaele Giacobbe: “le discariche non più in uso hanno una fase di post gestione che, in questo caso, registra l’intervento della Regione con dei decreti, in via sussidiaria ai Comuni che non dispongono delle risorse necessarie – ha spiegato. Le analisi del rifiuto allegate dall’ente al bando di gara per l’affidamento del servizio di prelievo, trasporto e smaltimento del percolato proveniente dalla discarica di Casignana sono state effettuate l’11 e il 30 settembre 2015 dalla stessa IAM (società che gestisce l’impianto di depurazione di Gioia Tauro) e certificate dal responsabile tecnico, biologa Maria Rosa Bertucci, direttamente in loco: il campionamento è infatti avvenuto durante le operazioni di svuotamento delle cisterne arrivate in azienda.

A vincere la gara sarà la ditta BM Service di Reggio che andrà a conferire allo stabilimento IAM. Stessa cosa accade per “Marrella”: le analisi certificanti la classificazione del rifiuto (pericoloso o meno) allegate al bando (committente BM Service) sono quelle di un laboratorio privato, “OmniaLab” di Domenico De Luca, coniuge convivente della Bertucci”. A concludere, l’avv. Ierace: “sostanzialmente, a Gioia nell’ultimo periodo è nata una coscienza ambientale anche grazie al confronto su certi temi tra i vari Comitati del territorio – ha sottolineato. Crediamo questo serva tanto anche a sviluppare la giusta sensibilità in tutti gli enti e, soprattutto, nei cittadini”.

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