Porto di Gioia Tauro. "Quei 400 licenziamenti sono un regalo alla ndrangheta"

Klaus Davi Huffingtonpost.it IL GIORNO DI Pasqua sarò a Gio­ia Tau­ro, il por­to cala­bre­se affac­cia­to sul Mar Tir­re­no, in cui è in atto uno scio­pe­ro duris­si­mo con­tro la deci­sio­ne dell'azienda Mct di man­da­re a casa 400 ope­rai. Ci vado per una moti­va­zio­ne mol­to sem­pli­ce: cre­do che que­sta vicen­da sia sim­bo­lo del­la schi­zo­fre­nia di cui è afflit­ta la nostra clas­se diri­gen­te, anche se, va det­to, con la signi­fi­ca­ti­va ecce­zio­ne di un mini­stro come Gra­zia­no Del­rio che si sta dedi­can­do con serie­tà alla vicen­da.

Da una par­te si teo­riz­za la lot­ta alla ndran­ghe­ta e, mol­to giu­sta­men­te, si sot­to­li­nea la per­va­si­vi­tà del cri­mi­ne orga­niz­za­to, dall'altra si con­sen­te l'agonia di uno dei pochi luo­ghi di pre­sen­za indu­stria­le del Mez­zo­gior­no come se nul­la fos­se. Come se que­sta pro­spet­ti­va non potes­se, in qual­che modo, avvan­tag­gia­re il cri­mi­ne stes­so che tut­ti noi dicia­mo di voler com­bat­te­re. E tut­to ciò avvie­ne a poche set­ti­ma­ne dall'importante mani­fe­sta­zio­ne del 21 mar­zo, in memo­ria del­le vit­ti­me di mafia, che ha visto a Locri la pre­sen­za del Pre­si­den­te del­la Repub­bli­ca. Un even­to, a quan­to pare, ormai dimen­ti­ca­to. Oltre 400 licen­zia­men­ti in un tes­su­to socia­le come quel­lo cala­bre­se non han­no for­se un pesan­te impat­to sugli equi­li­bri socia­li? Se que­sto è un ban­co di pro­va per misu­ra­re l' atten­zio­ne del mon­do isti­tu­zio­na­le ver­so il Sud, dopo le tan­te bel­le paro­le di Locri, allo­ra qual­co­sa non ha fun­zio­na­to.

E si pos­so­no for­se cri­mi­na­liz­za­re gli ope­rai, come sen­ti­to in que­ste ore, solo per­ché arma­ti del­la dispe­ra­zio­ne han­no occu­pa­to un'autostrada? Trop­po scon­ta­to sareb­be repli­ca­re che ad esse­re denun­cia­ti meri­te­reb­be­ro di esse­re quei lor­si­gno­ri che han­no ridot­to la Cala­bria alla fame in que­sti decen­ni! Cosi non si va da nes­su­na par­te! La Cala­bria è la Regio­ne ita­lia­na più pove­ra, con la sani­tà peg­gio­re e i ser­vi­zi più zop­pi­can­ti. Il tas­so di emi­gra­zio­ne è tra i più alti d'Europa e la lun­ga depres­sio­ne eco­no­mi­ca che ci ha atta­na­glia­ti, in quel­la Regio­ne ha lascia­to sul cam­po mor­ti e feri­ti.

I dati Istat di que­ste ore par­la­no di gio­va­ni abban­do­na­ti e con­se­gna­ti alle fila del­la cri­mi­na­li­tà orga­niz­za­ta da una situa­zio­ne di pover­tà che non ha egua­li. Cer­to, qual­che segna­le di inver­sio­ne di ten­den­za c'è. È pro­prio di que­sti gior­ni una noti­zia indub­bia­men­te posi­ti­va come i ripe­tu­ti del New York Times che indi­ca­no la Cala­bria qua­le meta idil­lia­ca del turi­smo inter­na­zio­na­le. E giu­sta­men­te il pre­si­den­te del­la Regio­ne, Mario Oli­ve­rio, spes­so lascia­to solo, sot­to­li­nea che non si deve infie­ri­re con noti­zie sem­pre nega­ti­ve. Già. Il pro­ble­ma però e arri­var­ci in Cala­bria visto che l'aeroporto di Reg­gio rischia di chiu­de­re: una bef­fa, dato che al capo­luo­go di pro­vin­cia è sta­to rico­no­sciu­to di recen­te lo sta­tus di cit­tà metro­po­li­ta­na.

Come acca­du­to in altre situa­zio­ni ana­lo­ghe, qua­li per esem­pio la cri­si di Piom­bi­no, cit­tà tosca­na dove ho gira­to dei docu­men­ta­ri in col­la­bo­ra­zio­ne con la Cgil, il gior­no di Pasqua sarò a Gio­ia Tau­ro per ten­ta­re di rac­con­ta­re la dispe­ra­zio­ne di fami­glie che si sen­to­no mol­la­te da chi dovreb­be esse­re loro vici­no. E sono mol­to con­ten­to che tut­ti i sin­da­can­ti (Filt Cgil, Fit Cisl, Uil­tra­spor­ti, Ugl mare por­ti) abbia­no dato un for­te segna­le di ade­sio­ne a que­sto pro­get­to. Può esse­re una del­le basi per ripar­ti­re affin­ché le paro­le, le bel­le paro­le di Locri, pro­fu­se abbon­dan­te­men­te e giu­sta­men­te in segui­to a una scrit­ta osce­na indi­riz­za­ta con­tro don Ciot­ti, non si fer­mi­no davan­ti al pri­mo vero ban­co di pro­va che le tra­du­ca da scon­ta­ta reto­ri­ca in un con­cre­to impe­gno di riscat­to per il Sud.

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