Primo ciack in Puglia della fiction Rai sulla storia di Lea Garofalo

ROMA – Coraggiosa e sola, come tante donne testimoni di giustizia, sfidò la ndrangheta collaborando in modo decisivo alle indagini sul clan dei Cosco e venne uccisa e bruciata nei dintorni di Monza, in un agguato organizzato dal suo ex marito, il boss Carlo Cosco, nel 2009. Lea Garofalo aveva 35 anni, i suoi resti furono ritrovati solo nel 2012. Oggi è un simbolo della lotta contro la criminalità organizzata. Alla sua storia è ispirato il film tv per Rai 1 ‘Se ti diranno di me’, che Marco Tullio Giordana inizia a girare oggi in Puglia, a Gravina.

lea garofalo

Ancora una storia di impegno civile e sociale, ancora una vicenda vera per l’autore dei Cento passi e della Meglio gioventù, che ha scritto la sceneggiatura con Monica Zapelli, incentrata in particolare – si apprende – sul rapporto tra Lea e la figlia Denise, che vive oggi sotto protezione e che, al funerale pubblico della madre, celebrato nel 2013, scrisse: “Ha avuto il coraggio di ribellarsi alla cultura della mafia, la forza di non piegarsi alla rassegnazione. Il suo funerale pubblico è un segno di vicinanza non solo a lei, ma a tutte le donne e gli uomini che hanno rischiato e continuano a mettersi in gioco per la propria dignità e per la giustizia di tutti”.

Nel ruolo principale c’è l’attrice pugliese Vanessa Scalera (Bella addormentata di Marco Bellocchio); nel cast anche Linda Caridi, Alessio Praticò, Mauro Conte e Matilde Piana. Produce la Bibi Film Tv, con il sostegno della Apulia Film Commission che ha messo a disposizione 48 mila euro. Le riprese si terranno a Gravina per tre settimane, per poi spostarsi a Bari e a Milano.

Giordana preferisce per ora non parlare del film: “Posso solo dire che l’accoglienza qui a Gravina di Puglia è stata molto calorosa e vorrei ringraziare l’amministrazione comunale che ha voluto anticipare il nostro arrivo con pubbliche affissioni perché i cittadini non siano colti alla sprovvista dai disagi che potremmo creare. Devo dire che la curiosità suscitata dal caravanserraglio rappresentato da una troupe è sempre amichevole, affettuosa, ho la sensazione che i cittadini di Gravina vogliano aiutarci e perdonare il trambusto del cinema. E’ gente generosa, priva di diffidenza. Trovo questa caratteristica dei pugliesi la grazia principale di un territorio dove ho già lavorato ai tempi di Quando sei nato non puoi più nasconderti, la ritrovo intatta dieci anni dopo. Credo che proprio questo carattere – insieme ovviamente alla bellezza dei paesaggi e al sostegno di una Film commission molto efficiente – sia la ragione che spinge molti produttori a portare qui i loro lavori”.

Il regista ricorda che “la troupe è quasi interamente composta da manodopera locale, tutti ragazzi molto preparati, disponibili e consolidati dall’esperienza”. Sul processo per la scomparsa, l’omicidio e la distruzione del cadavere di Lea Garofalo si è pronunciata appena un mese fa, il 18 dicembre, la Cassazione, con la condanna definitiva dei cinque imputati: quattro ergastoli e 25 anni di reclusione.

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