Processo Congiusta, chiesto l’ergastolo per il presunto autore dell’omicidio

Fr. sor. Quotidiano del Sud SIDERNO – Ergastolo: è la richiesta avanzata ieri dal Pg Antonio De Bernardo, al termine della sua requisitoria, ai giudici della Corte d’Assise d’Appello di Reggio Calabria dove si sta celebrando il processo bis nei confronti di Tommaso Costa, accusato dell’omicidio del giovane imprenditore Gianluca Congiusta, avvenuto la sera del 24 maggio 2005 a Siderno. A sostenere l’accusa per la Procura generale, oltre al magistrato della Dda reggina De Bernardo, anche il collega Domenico Halletta. Dunque “il colpevole è uno solo, Tommaso Costa”. Queste sono state le parole conclusive di Antonio De Bernardo, che come già aveva fatto precedentemente, ha ribadito tutta l’impostazione dell’accusa. “Ergastolo e isolamento diurno per 18 mesi”. Tommaso Costa avrebbe ucciso Gianluca Congiusta per essere venuto a conoscenza di una tentata estorsione nei confronti dell’ex suocero Antonio Scarfò, imprenditore di Siderno, il quale aveva ricevuto una lettera con la richiesta di denaro da parte di Costa. Un qualcosa che non si doveva sapere e soprattutto non dovevano sapere quelli del gruppo rivale del luogo, i Commisso. Tommaso Costa stava cercando dal carcere di ricompattare quello che era rimasto del suo clan per ricrearsi uno spazio di comando negli affari illeciti. Della lettera intimidatoria di Costa s’è saputo in giro e a pagare per questo è stato il giovane imprenditore sidernese. Costa appena uscito dal carcere avrebbe ucciso Congiusta.

A distanza di circa due anni dell’omicidio di Congiusta venne notificata in carcere l’ordinanza di custodia cautelare a Tommaso Costa, con l’accusa di essere stato lui il mandante e l’esecutore materiale. Tommaso Costa era stato catturato solo poche settimane prima, mentre era già all’opera per ricostituire il proprio gruppo criminale, ritagliandosi nuovi spazi di influenza. Processato e condannato all’ergastolo dalla Corte d’Assise di Locri, pena confermata dalla Corte d’Assise d’Appello di Reggio Calabria, nel terzo grado del giudizio la seconda sezione della Cassazione, nonostante l’articolata requisitoria del Procuratore Generale, ha annullato la sentenza, con rinvio ad una diversa sezione della Corte d’Assise d’Appello. “L’omicidio di Gianluca Congiusta – si leggeva nelle motivazioni della sentenza di primo grado – è stato deciso, organizzato ed eseguito da Costa Tommaso, ed è un delitto tipicamente mafioso non solo per le sue modalità esecutive ma anche e soprattutto per il concorso di preelementi (punitivo, estorsivo e strategico), funzionali alla riaffermazione del potere criminale del risorto sodalizio Costa, potere che non poteva prescindere dal manifestarsi e imporsi nei confronti di chi operava economicamente proprio nelle immediate vicinanze delle case dei Costa”.

Per l’accusa non cambia nulla nel processo bis in corso a Reggio Calabria. E’ Tommaso Costa il responsabile della efferata uccisione di Gianluca Congiusta, gestore di alcuni negozi di telefonia mobile in diversi centri della Locride. Il processo riprenderà il prossimo 29 maggio. La parola passa ai legali delle parti civili e alla difesa. La famiglia Congiusta, dopo le numerose proteste, scioperi della fame e manifestazioni di piazza, presente ad ogni udienza, spera che venga messa la parola fine al lungo calvario processuale seguito alla tragica morte del giovane congiunto e venga fatta verità e giustizia con la condanna definitiva del colpevole.

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