«Pronto allo sciopero della fame». Il sindaco di Riace: «Senza finanziamenti costretti a chiudere i progetti»

Mimmo Lucano

Francesco Sorgiovanni Quotidiano del Sud RIACE – «L’europarlamentare Laura Ferrara è venuta a Riace e ha potuto rendersi conto di persona di quello che significa in termini concreti il nostro modello di accoglienza dei rifugiati». La visita dell’europarlamentare del Movimento 5 stelle, non ha ovviamente distratto il sindaco Domenico Lucano dalle impellenze per potere assicurare ancora vitalità ai progetti di accoglienza. Non basta riconoscere «l’umanità, il pragmatismo, le relazioni umane», che Laura Ferrara pure ha percepito dialogando con il sindaco di Riace, quando poi, per vari motivi, i fondi per l’accoglienza rimangono bloccati da circa un anno. Lucano ha esposto tutto in maniera dettagliata nella mezza giornata passata con la rappresentante parlamentare a Bruxelles dei pentastellati. Lucano ha continuato anche ieri a stare sempre più vicino ai “suoi” rifugiati, ai bambini, che più di tutti stanno continuando a rendere vitale il borgo dell’Alta Locride. Ma a Riace c’è un’aria che porta a pensare che i progetti di accoglienza potrebbero avere fine da un momento all’altro. Sono preoccupate le famiglie dei rifugiati e lo sono gli oltre quaranta operatori impegnati nei progetti. Sabato non ha usato mezzi termini Lucano con l’europarlamentare.

«Quando l’europarlamentare ha espresso la volontà di aiutarci, ho detto chiaramente che lei fa parte funzionale di un governo formato con la Lega. Quello che sta succedendo non ci fa ben sperare. E potrebbe esplodere una contraddizione». I riferimenti al ministro Matteo Salvini sono ricorrenti nelle parole del sindaco di Riace. «Sono inconcepibili le posizioni del ministro dell’Interno. E’ sotto gli occhi di tutti quello che accade. Ogni giorno che passa, negli obiettivi del governo in carica ci sono i migranti e poi i Rom». E poi, quasi come una resa, Domenico Lucano dichiara: «Adesso è una lotta impari». Ma il sindaco di Riace non è proprio disposto ad arrendersi e fa capire che è pronto a lanciare un’azione forte «della quale dovrà parlare il mondo intero». E’ deciso Lucano. Non si lascia scoraggiare più di tanto, anche se le amarezze subite negli ultimi tempi, sempre «per difendere i più deboli», sono tante, con diffamazioni sempre più incalzanti. Circa una settimana fa si era rivolto al vescovo di Locri, Francesco Oliva, per chiedere aiuto per i profughi. Il presule non ha ritardato a rispondere e con una lettera ha espresso la propria vicinanza e la disponibilità ad aiutare, seppure simbolicamente, anche con la Caritas diocesana, l’accoglienza di Riace, per il momento di grave difficoltà che sta attraversando. Ma da quel momento è scoppiata una vera e propria caciara, alimentata sui principali social, utilizzando l’ultima relazione dello Sprar e dando una lettura di essa parziale. Il sindaco di Riace, a parte il dispiacere momentaneo, ha gli argomenti per respingere le “maldicenze” e riportare ad una interpretazione oggettiva dei risultati dell’ultima visita ispettiva.

«E’ palesemente fuorviante la lettura della relazione e i dati esposti nelle determine relative ai finanziamenti per l’accoglienza, corrispondono al vero ma vengono omesse le voci sulle quote spettanti a tutti gli operatori, per tre anni, compresi i relativi oneri». Non perde altro tempo Lucano. Ritiene che non deve giustificarsi di accuse inesistenti. E’ pronto a dare delucidazioni anche al vescovo di Locri, circa le notizie messe in circolo nelle ultime ore. Ma è convinto sempre di più che «Riace ha creato un corto circuito nel sistema dell’accoglienza». Non spera più nulla dal governo Di Maio-Salvini e dice: «Dovrò fare affidamento sulla giustizia, ma quale giustizia». Se i progetti di accoglienza di Riace continueranno a rimanere esclusi anche dai finanziamenti relativi alla prima tranche dell’anno in corso, Domenico Lucano inizierà uno sciopero della fame ad oltranza. Ed i progetti saranno costretti a chiudere definitivamente.

 

Ferrara: «E’ un’esperienza positiva»

RIACE – L’eurodeputata del Movimento 5 stelle, Laura Ferrara ha incontrato sabato il sindaco di Riace, Mimmo Lucano. «Una visita nel “paese dell’accoglienza” – è scritto nel comunicato – per conoscere ancora meglio un modello di inclusione virtuoso e che fa scuola in tutto il mondo». «L’accoglienza di Riace – ha detto Ferrara – è quella che va nella giusta direzione dell’inclusione sociale basata su un forte senso di comunità e di appartenenza ai valori della solidarietà e dell’aiuto reciproco. I migranti ora fanno parte del tessuto sociale del borgo che fino a qualche anno fa rischiava lo spopolamento. Nonostante lo sforzo del primo cittadino e la buona volontà degli ospiti, attualmente ve ne sono 165 di cui circa 60 bambini, il progetto Sprar di Riace è in forte sofferenza a causa del blocco dei fondi da parte della Prefettura di Reggio Calabria».

«Ho inteso far capire alla comunità di Riace – ha aggiunto l’europarlamentare – quanto si sia lavorato sul tema immigrazione a Bruxelles, studiando le norme attuali, confrontandoci con esperti, ascoltando addetti del settore che quotidianamente lavorano nella gestione dei flussi migratori, visitando centri di accoglienza, andando in altri Paesi europei per capire come funzionano le procedure. Slogan e provocazioni non fanno parte dell’azione politica portata avanti in questi anni al Parlamento europeo. Abbiamo invece preferito portare avanti proposte serie affinché si trovi una soluzione condivisa e concreta. Infine con il sindaco Lucano abbiamo affrontato anche la questione delle indagini che lo riguardano e che sono tuttora in corso, e su questo, dal racconto del sindaco, posso dire di aver avuto la sensazione di trovarmi di fronte ad una persona per la quale l’umanità, il pragmatismo, le relazioni umane che si stringono con quelle famiglie e con quei bambini spesso sono andati oltre i paletti burocratici e amministrativi».

«La magistratura farà il suo lavoro – ha sostenuto ancora Ferrara – intanto porto con me un’esperienza di accoglienza che mi auguro venga replicata in sempre più realtà locali e il rispetto di quei valori, principi e diritti che appartengono a tutti, senza distinzione alcuna, e che devono essere la bussola ell’agire politico».

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