Protocollo per assicurare una alternativa ai minori delle famiglie mafiose

ROMA – “Un giorno importante per la lotta alla criminalità organizzata e la tutela dei minori: siglato il Protocollo tra Dipartimento pari opportunità, associazione Libera, Procura nazionale antimafia e Tribunale per i minori di Reggio Calabria per assicurare una concreta alternativa di vita ai minori vittime della criminalità organizzata o provenienti da famiglie inserite in contesti malavitosi e ai familiari che si dissociano dalle logiche criminali”. Lo scrive su Facebook la sottosegretaria alla presidenza del Consiglio, con delega alle Pari opportunità, Maria Elena Boschi. “Il Protocollo si propone di fornire una rete di supporto educativa, psicologica, scolastica, economica e lavorativa ai minori nei contesti di criminalità organizzata della provincia di Reggio Calabria e ai nuclei familiari che desiderino affrancarsi dalle logiche criminali della ndrangheta”, sottolinea.

Contrasto della criminalità organizzata attraverso il sostegno a donne e bambini. E’ questo l’obiettivo del Protocollo d’intesa firmato questa mattina presso la Direzione nazionale antimafia e antiterrorismo tra il Dipartimento pari opportunità della presidenza del Consiglio dei ministri, il tribunale per i minorenni, la procura per i minorenni e la procura distrettuale di Reggio Calabria, e l’associazione Libera. L’accordo siglato dal procuratore nazionale antimafia Federico Cafiero De Raho, dalla sottosegretaria Maria Elena Boschi, che ha la delega alle Pari opportunità, dal presidente del Tribunale di Reggio Calabria Roberto Di Bella, dal procuratore del tribunale dei minorenni di Reggio Calabria Giuseppina Latella, dal procuratore del tribunale di Reggio Calabria Calogero Paci e dal presidente dell’associazione Libera don Luigi Ciotti, sancisce l’impegno nel territorio calabrese frutto di un percorso comune.

Lo scopo è quello di attivare una rete di sostegno tra giurisdizione, governo, e mondo associazionistico che possa permettere di tutelare e assicurare una concreta alternativa di vita ai soggetti minorenni provenienti da famiglie inserite in contesti di criminalità organizzata o che siano vittime della violenza mafiosa. Questo percorso, sostenuto fortemente anche dalla Conferenza episcopale italiana con la presenza del Segretario generale monsignor Nunzio Galantino, prevede l’attivazione di un sistema di interventi (educativi, psicologici, logistici, scolastici, economici e lavorativi) nei contesti di criminalità organizzata della provincia di Reggio Calabria, rivolti alle donne, ai minori e ai nuclei familiari destinatari di provvedimenti giudiziari del tribunale per i minorenni di Reggio Calabria con l’obiettivo di garantire concrete alternative di vita. La sottoscrizione odierna mira ad avviare una prospettiva complessiva che porterà alla estensione anche ad altri Distretti giudiziari degli strumenti sopra indicati.

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