Radioattività in Calabria, nuovi elementi nel servizio de Le Iene

Cosenzachannel.it COSENZA – Non si pla­ca l’inchiesta de “Le Iene” sul­le navi affon­da­te a lar­go del­le coste cala­bre­si e sul pre­sun­to caso di radioat­ti­vi­tà sul­la spiag­gia di Cala­lun­ga, in pro­vin­cia di Catan­za­ro. Anche ieri sera è anda­to in onda su Ita­lia Uno un ser­vi­zio dove ven­go­no por­ta­ti all’attenzione dei tele­spet­ta­to­ri nuo­vi par­ti­co­la­ri sul caso che sta gene­ran­do rea­zio­ne ete­ro­ge­nee in seno alla cit­ta­di­nan­za. Non sono pochi, infat­ti, colo­ro che chie­do­no a Giu­lio Golia e alla reda­zio­ne Media­set di anda­re avan­ti e di sca­va­re fino in fon­do su una sto­ria che sta assu­men­do set­ti­ma­na dopo set­ti­ma­na un alo­ne di miste­ro sem­pre più fit­to. Nel frat­tem­po, come noto, Cara­bi­nie­ri e Vigi­li del Fuo­co sono inter­ve­nu­ti sul­la spiag­gia incri­mi­na­ta men­tre alcu­ni abi­tan­ti han­no addi­rit­tu­ra fat­to il bagno davan­ti alle tele­ca­me­re per dimo­stra­re che sia tut­to ok. La Pre­fet­tu­ra ha sot­to­li­nea­to che la zona ha dei valo­ri in linea con le medie nazio­na­li e che i risul­ta­ti otte­nu­ti non sono quel­li sban­die­ra­ti dal­le Iene.

L’Arpacal nel frat­tem­po ha fat­to sape­re che è tut­to appo­sto: «I risul­ta­ti del­le misu­ra­zio­ni svol­te sul luo­go descri­vo­no un sito pri­vo di inte­res­se radio­lo­gi­co. Le misu­re rea­liz­za­te a con­tat­to – con­ti­nua la rela­zio­ne – sta­bi­li­sco­no che l’area è pri­va di con­ta­mi­na­zio­ne radio­me­tri­ca. Una radioat­ti­vi­tà natu­ra­le di que­sto tipo, così come risul­ta da inda­gi­ni già effet­tua­te sul­la costa ioni­ca ed in par­ti­co­la­re nell’area di nostro inte­res­se, si può spie­ga­re con la pre­sen­za, nel­la sab­bia sili­cea di una den­si­tà volu­me­tri­ca impor­tan­te, nell’ordine dei 100–500 g/cm3, di un mine­ra­le deno­mi­na­to mona­zi­te ric­co di radio­nu­cli­di capo­sti­pi­ti del­le cate­ne natu­ra­li: ura­nio 238 (238U) e torio 232 (232­Th). Si esclu­de dun­que la pre­sen­za di radio­nu­cli­di di ori­gi­ne antro­pi­ca». A rispon­de­re all’Arpacal è però Ange­la Napo­li che ha fat­to par­te del­la Com­mis­sio­ne Anti­ma­fia per quat­tro legi­sla­tu­re. «Fin quan­do le inda­gi­ni ver­ran­no affi­da­te all’Arpacal, è inu­ti­le. Potran­no venir fuo­ri sem­pre cor­ret­te, ma non mi fido. L’allarme è sta­to pro­dut­ti­vo per smuo­ve­re le coscien­ze, spe­ro non si chiu­da alla luce dei risul­ta­ti pub­bli­ca­ti. Non ci cre­do». La pun­ta­ta è sta­ta ric­ca di col­pi di sce­na come l’intervista appe­na accen­na­ta al nipo­te del Tira­drit­tu Mora­bi­to o quel­la ad un pro­cu­ra­to­re dell’epoca. Tra vuo­ti di memo­ria, ver­ba­li disco­no­sciu­ti e nuo­ve testi­mo­nian­ze, Le Iene andran­no alla ricer­ca di alcu­ni scat­ti foto­gra­fi­ci che potreb­be­ro far sal­ta­re il ban­co.

Il servizio di TeleJonio con le dichiarazioni di Angela Napoli

Calalunga di Montauro: Il Commissario Arpacal replica ad Angela Napoli

Arpacal.it CATANZARO – “L’ex par­la­men­ta­re non­ché ex com­po­nen­te del­la Com­mis­sio­ne Anti­ma­fia Ange­la Napo­li, in una inter­vi­sta rila­scia­ta ad una tele­vi­sio­ne loca­le, e ripor­ta­ta ieri sera dal­la tra­smis­sio­ne tele­vi­si­va Le Iene di Ita­lia1, ha avu­to modo di affer­ma­re che del­le atti­vi­tà dell’Arpacal, qua­lun­que esse sia­no, non si fida. All’ex par­la­men­ta­re Ange­la Napo­li, di cui non cono­sce­va­mo il cur­ri­cu­lum di alto pro­fi­lo tale da espri­me­re pare­ri scien­ti­fi­ca­men­te per­ti­nen­ti, fac­cia­mo sape­re quel­lo che abbia­mo det­to anche in occa­sio­ne del­la vicen­da che ha inte­res­sa­to San Fer­di­nan­do, in pro­vin­cia di Reg­gio Cala­bria, vici­no ai luo­ghi a lei cari: la nostra Agen­zia ope­ra nel rispet­to di pro­to­col­li e pro­ce­du­re tec­ni­co-scien­ti­fi­che codi­fi­ca­te a livel­lo nazio­na­le in qua­lun­que matri­ce ambien­ta­le, ed in ogni sin­go­la atti­vi­tà ana­li­ti­ca che svol­gia­mo non ci inven­tia­mo nul­la, ma seguia­mo meto­di già codi­fi­ca­ti. Ope­ria­mo, inol­tre, secon­do una pro­gram­ma­zio­ne coor­di­na­ta con il Siste­ma Nazio­na­le del­la Pro­te­zio­ne Ambien­ta­le, ossia la rete fede­ra­le del­le Agen­zie Ambien­ta­li e dell’ISPRA (Isti­tu­to Supe­rio­re per la Pro­te­zio­ne e la Ricer­ca Ambien­ta­le)”.