Reggio Calabria, sigilli all’hotel costruito grazie a “influenti entrature al Comune”

Lucio Muso­li­no Ilfattoquotidiano.it  REGGIO CALABRIA – Il “Cos’è Hotel” è una strut­tu­ra total­men­te abu­si­va, rea­liz­za­ta in tota­le spre­gio del per­mes­so di costrui­re e del­la nor­ma­ti­va nazio­na­le e regio­na­le”. Con que­ste moti­va­zio­ni la Guar­dia di Finan­za e la poli­zia pro­vin­cia­le han­no seque­stra­to a Reg­gio Cala­bria un alber­go di pro­prie­tà dell’imprenditore Igna­zio Bat­ta­glia che, diver­si mesi fa, si è visto appli­ca­re i sigil­li in un’altra strut­tu­ra ricet­ti­va al cen­tro del­la cit­tà: l’ “È hotel”. Que­sta vol­ta i sigil­li sono sta­ti appli­ca­ti all’albergo a 4 stel­le “Cos’è hotel” che com­pren­de l’Armacà Hotel e il Resort del­lo Stret­to. Oltre a Bat­ta­glia, sono inda­ga­ti la moglie Adria­na Car­me­la Varo­ne, il diret­to­re lavo­ri Arman­do Rus­so e il col­lau­da­to­re del Comu­ne Giu­sep­pe Sca­ra­moz­zi­no. Su richie­sta del pm Mat­teo Cen­ti­ni, il gip Cate­ri­na Cata­la­no ha dispo­sto il seque­stro pre­ven­ti­vo in quan­to dal­le inda­gi­ni è emer­sa la natu­ra abu­si­va del­la strut­tu­ra alber­ghie­ra rea­liz­za­ta sen­za rispet­ta­re i per­mes­si per costrui­re rila­scia­ti dal Comu­ne di Reg­gio Cala­bria. In sostan­za, l’albergo è sta­to costrui­to in una zona agri­co­la men­tre par­te dell’opera è sta­ta rea­liz­za­ta in una zona sot­to­po­sta a vin­co­lo pae­sag­gi­sti­co.

Pesan­tis­si­me le con­si­de­ra­zio­ni fat­te dal­la Pro­cu­ra del­la Repub­bli­ca e con­di­vi­se dal gip nel decre­to di seque­stro pre­ven­ti­vo gra­zie al qua­le le Fiam­me Gial­le e la poli­zia pro­vin­cia­le han­no appli­ca­to non solo i sigil­li all’albergo, ma han­no anche impe­di­to all’imprenditore di usu­fruir­ne in atte­sa che si con­clu­da l’inchiesta. Un prov­ve­di­men­to che è sta­to noti­fi­ca­to anche a Palaz­zo San Gior­gio, sede del Comu­ne di Reg­gio all’interno del qua­le Bat­ta­glia avreb­be godu­to di impor­tan­ti entra­tu­re che gli han­no con­sen­ti­to di costrui­re sen­za subi­re con­trol­li. Nel moti­va­re la misu­ra cau­te­la­re, infat­ti, i magi­stra­ti sot­to­li­nea­no che “la vicen­da ammi­ni­stra­ti­va rela­ti­va al rila­scio del per­mes­so di costrui­re dimo­stra nel­la sua enor­me gra­vi­tà come, da un lato, il Bat­ta­glia non esi­ti a per­se­gui­re i suoi sco­pi ed inte­res­si com­mer­cia­li ed impren­di­to­ria­li in vio­la­zio­ne di qual­sia­si nor­ma di leg­ge anche posta a tute­la del­la pub­bli­ca inco­lu­mi­tà, men­tre dall’altro evi­den­zia come lo stes­so pos­sa van­ta­re impor­tan­ti e influen­ti spon­de all’interno dell’amministrazione comu­na­le la qua­le non costi­tui­sce affat­to un pre­si­dio di lega­li­tà e garan­zia del rispet­to del­la nor­ma­ti­va urba­ni­sti­ca-edi­li­zia”. Secon­do la Pro­cu­ra, infi­ne, non è sta­ta rispet­ta­ta nean­che la nor­ma­ti­va anti­si­smi­ca e que­sto rap­pre­sen­ta un “rischio per la pub­bli­ca inco­lu­mi­tà da con­si­de­ra­re asso­lu­ta­men­te non sana­bi­le”. Ecco per­ché l’intero edi­fi­cio del “Cos’è hotel” e le sue per­ti­nen­ze sono “da demo­li­re”.

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