Reggio Calabria, visita in carcere per l'Ufficio del Garante dei detenuti

Reggiotv.it REGGIO CALABRIA – "In cor­ri­spon­den­za del­la festi­vi­tà del­la Pasqua, l'Ufficio del Garan­te dei dirit­ti del­le per­so­ne pri­va­te del­la liber­tà per­so­na­le del Comu­ne di Reg­gio Cala­bria si è reca­to in visi­ta in entram­bi gli isti­tu­ti peni­ten­zia­ri reg­gi­ni di Arghil­là e del "Pan­ze­ra".

Insie­me al Garan­te, Ago­sti­no Sivi­glia, era­no pre­sen­ti i com­po­nen­ti dell'Ufficio del Garan­te Anto­nia Bel­gio, Tere­sa Cic­co­ne, Fabio Loren­zi­ni e Rober­ta Tra­via. Dopo i salu­ti alla diret­tri­ce, Patri­zia Del­fi­no, i coman­dan­ti di poli­zia peni­ten­zia­ria Dome­ni­co Pai­no e Ste­fa­no La Cava, uni­ta­men­te al sovrin­ten­den­te Musa­rel­la, han­no accom­pa­gna­to il garan­te ed i suoi col­la­bo­ra­to­ri duran­te la visi­ta nei rispet­ti­vi isti­tu­ti. Non era que­sta la gior­na­ta per affron­ta­re le com­ples­se pro­ble­ma­ti­che car­ce­ra­rie che afflig­go­no la dimen­sio­ne deten­ti­va dei reclu­si anche se, per vero, van­no segna­la­te impor­tan­ti pro­gres­sio­ni in ter­mi­ni di vivi­bi­li­tà car­ce­ra­ria in entram­be le real­tà peni­ten­zia­rie reg­gi­ne.

Que­sta gior­na­ta ha volu­to, nel­le inten­zio­ni del Garan­te e del suo Uffi­cio, infor­mar­si di sen­so nel­la pre­ci­pua dimen­sio­ne costi­tu­zio­na­le del­la pena e del "sen­so di uma­ni­tà" ad essa con­nes­sa nell'ottica del­la sua fun­zio­ne rie­du­ca­ti­va. Cer­to, "l'umanità reclu­sa" è situa­ta sem­pre come in bili­co fra la spe­ran­za di una vita futu­ra diver­sa e libe­ra e l'angoscia per una con­di­zio­ne che si ritie­ne ingiu­sta ed immu­ta­bi­le. Mano per mano, dete­nu­to per dete­nu­to, cel­la per cel­la, un'augurio pasqua­le, una pre­sen­za isti­tu­zio­na­le e fisi­ca, volon­ta­ria ed ester­na alla comu­ni­tà car­ce­ra­ria, susci­ta in chi è reclu­so un sen­so di atten­zio­ne, di com­pas­sio­ne, di uma­ni­tà che non può che far bene, a chi il gesto lo rice­ve ed a chi il gesto lo com­pie.

Come sem­pre, un'attenzione par­ti­co­la­re è sta­ta dedi­ca­ta alle don­ne dete­nu­te dell'istituto "Pan­ze­ra" di Reg­gio Cala­bria, per­ché la deten­zio­ne fem­mi­ni­le costi­tui­sce dav­ve­ro una real­tà deten­ti­va a se' stan­te, di estre­ma com­ples­si­tà, sia in ter­mi­ni di atti­vi­tà trat­ta­men­ta­le che in ter­mi­ni di spe­ci­fi­ci­tà del­le pro­ble­ma­ti­che con­nes­se alla deten­zio­ne fem­mi­ni­le. La sezio­ne di Reg­gio Cala­bria, peral­tro, insie­me a quel­la di Castro­vil­la­ri è una del­le due uni­che sezio­ni fem­mi­ni­li di tut­ta la Regio­ne Cala­bria.

L'accompagnamento del­la comu­ni­tà ester­na, dun­que, per il più posi­ti­vo rein­se­ri­men­to socia­le di chi ha delin­qui­to è cru­cia­le e qua­li­fi­ca la com­piu­tez­za del­le isti­tu­zio­ni demo­cra­ti­che. C'è anco­ra mol­ta stra­da da fare in quest'ottica, eppu­re non dimen­ti­car­si, ascol­ta­re, visi­ta­re i car­ce­ra­ti è un pas­so uffi­cia­le ed ine­vi­ta­bi­le che le isti­tu­zio­ni pre­po­ste, come la nostra, han­no il dove­re mora­le di com­pie­re sul lun­go e dif­fi­ci­le cam­mi­no del recu­pe­ro e del rein­se­ri­men­to socia­le".