Riace, il sindaco Lucano ritira le dimissioni

Francesco Sorgiovanni Quotidiano del Sud RIACE – E’ fiducia piena per il sindaco Domenico Lucano. E lui ritira le dimissioni. Fiducia da parte del consiglio comunale, all’unanimità, e da parte della gente. E di gente, ieri pomeriggio, a Riace, ne è arrivata anche da fuori della Calabria. Centinaia e centinaia di persone hanno partecipato alla seduta di consiglio comunale aperto, che lo stesso sindaco di Riace aveva convocato, dopo avere presentato le proprie dimissioni dalla carica. Una verifica che Lucano ha sentito il bisogno di fare dopo gli attacchi subiti sul web, che hanno tentato di mettere in dubbio il suo operato amministrativo. Sospetti lanciati da ignoti per screditare il sindaco del “paese dell’accoglienza”, un vero “modello” che continua a suscitare interesse anche oltre i confini nazionali.

All’appuntamento di ieri hanno partecipato in molti. C’è chi a Riace è arrivato con gli autobus, organizzati per l’occasione. Ad attenderli, sulla piazza antistante la sede municipale, i migranti con grandi striscioni recanti scritte emblematiche, riportate come un invito a Domenico Lucano a non mollare. La sala del consiglio comunale si è confermata inadeguata ad ospitare tutte le persone che, anche al di là del previsto, sono arrivate fino al borgo di Riace, sfidando il freddo e ogni altro impegno dovuto alle feste per la fine dell’anno. L’amministrazione ha pensato così di installare un maxischermo all’aperto, dal quale la maggior parte delle persona ha potuto seguire l’incontro. Il freddo fuori era pungente ma tutti sono rimasti come incollati per oltre tre ore a sentire la voce unanime di vicinanza nei confronti di Lucano.

Una bambina di colore regge uno striscione davanti al grande schermo e cerca di riscaldarsi le mani alla fiammella di una candela. Una fiamma che per lei e per gli stranieri accolti a Riace vuole rappresentare calore e luce, la speranza per il loro futuro. E per tutti loro il futuro ha un nome, quello di “Mimmo” Lucano. Il consiglio comunale è riunito. Il segretario fa la conta dei presenti. Si dichiara aperta la seduta. Introduce il sindaco. Il suo è un racconto lineare. Spiega a tutti il motivo della sua decisione di dimettersi. Parla a braccio come al solito. Rimarca lo spirito del suo impegno. Lo fa con parole semplici, dirette. Poi spiega nei dettagli quanto altri, attraverso il video pubblicato su internet, hanno tentato di diffamarlo. Una registrazione “rubata” in cui, insieme all’ex vicesindaco e all’ex assessore, discutevano di un lavoro da eseguirsi nel comune con un finanziamento regionale contro il dissesto idrogeologico.

Parlava delle intenzioni successive di realizzare sull’area bonificata un campo di calcio o altri servizi pubblici necessari alla comunità. E rendeva edotti gli stessi suoi amministratori di quanto gli avevano suggerito i funzionari regionali per potere portare a compimento i programmi tracciati. Niente di più. Solo che su queste parole, qualcuno ha pensato in maniera molto “meschina falsa” di montare un video in cui veniva ritratto solo Lucano con delle scritte a caratteri cubitali riportanti “sentenze” contro lo stesso sindaco, denigrandolo e diffamandolo. Domenico Lucano ieri sera, in apertura di seduta, è stato chiaro. “Se qualcuno dovesse eccepire solo qualche ombra concreta su di me e sull’intero mio operato, io sono pronto a confermare le mie dimissioni”.

Sono intervenuti i consiglieri presenti e tutti hanno concluso la loro dichiarazione di voto invitando il sindaco a rimanere e rinnovando così la loro fiducia piena. Assenti i due consiglieri che erano presenti alla conversazione registrata sotto banco da qualcuno. L’ex vicesindaco Maurizio Cimino ha inviato al consiglio comunale una nota, letta dal segretario comunale, con la quale in sostanza ha chiesto a Lucano di rimanere, anche se nella stessa ha inteso ricordare alcuni fatti che lo hanno visto come protagonista, come quando sulla sua autovettura ha trovato alcune cartucce di fucile con un biglietto scritto che gli intimava di dimettersi, senza tuttavia ricevere alcuna solidarietà dal sindaco e nessuna riunione di consiglio comunale straordinaria è stata allora convocata.

Ieri sera, anche la minoranza consiliare di Riace, nelle persone di Francesco Salerno e Cosimo Montagnese, sia pure assenti alla seduta, hanno mandato una nota che, apre con una polemica con Recosol per un comunicato della stessa Rete dei comuni solidali in cui veniva riportata la frase “non sono riusciti a fermarlo con le elezioni e nemmeno con le minacce. Ora provano con la diffamazione anonima, uno dei sistemi più vigliacchi”, sempre con riferimento ai fatti di Riace. Poi, comunque, condannano il gesto “di chi servendosi delle nuove tecnologie si cela dietro l’anonimato”, e aggiungono che “l’autore di tale pubblicazione va ricercato fuori dalla parte politica nella quale ci onoriamo di appartenere”.

L’invito finale anche dei consiglieri (assenti) dell’opposizione al sindaco è stato quello di “rimanere al proprio posto dove 600 cittadini lo hanno eletto”, e “confidano che la magistratura coadiuvata dalle forze dell’ordine faccia presto chiarezza su tali gravi episodi in modo da riportare la serenità e la legalità nella nostra comunità che per i suoi trascorsi di civiltà non merita tutto ciò”.

«Riace è il simbolo dell’accoglienza». Il presidente della Regione Oliverio presente al Consiglio

Quotidiano del Sud RIACE – «Sono venuto qui a Riace per chiedere a Mimmo Lucano di andare avanti. Lo chiedo a nome dei calabresi, di quella stragrande maggioranza che quando parla di Riace lo fa con orgoglio». Lo ha affermato il presidente Oliverio, intervenendo a Riace.

«Mimmo – ha detto Oliverio – ha saputo guidare un processo che ha fatto di Riace un simbolo, un esempio dell’accoglienza, utile alla stessa Europa, in una fase storica che è caratterizzata da un esodo che spinge milioni di uomini verso l’Europa e verso il nostro Paese. In questo contesto, Lucano, animato dalla sua passione e dai suoi ideali, ha saputo affermare Riace come simbolo che ha assunto una dimensione internazionale. Qui l’accoglienza è una pratica di vita. Lo Sprar è utilizzato per fare accoglienza vera e per costruire la rete che lo sostanzi. Chi pensa di infamare, di infangare, prescindendo da questa realtà, fa male a se stesso. Su Riace – ha proseguito il Governatore – non è consentito a nessuno buttare fango e sospetti. Rappresenta un modello e in quel modello c’è la risposta a tante spinte che alimentano le paure. Oggi sono qui non solo per l’amicizia che mi lega a Mimmo Lucano, ma anche per chiedere di non fare prevalere la rinuncia. Sono qui per chiedere a Mimmo di difendere un’impostazione destinata a crescere, non solo per Riace. Il contrario sarebbe un fatto disastroso, una picconata al cuore di un progetto e di un’idea».

«Ribadisco in questa occasione, ancora – ha concluso Oliverio – il pieno sostegno della Regione perché sono convinto che, come Calabria, proseguire questa esperienza significa e significherà fare prevalere l’immagine della nostra terra per come è nel profondo, quella terra che crede e pratica il rispetto delle persone e dei valori. La Calabria è qui con te, caro Mimmo, e ti chiede di andare avanti».

Creata una rete che supera ogni confine

Fr.sor. Quotidiano del Sud RIACE -Il messaggio che si è colto dai numerosi interventi che ci sono stati durante l’assemblea civica di Riace è che attorno al “modello” creato da Lucano c’è una rete che supera ogni confine. Politici, amministratori, rappresentanti di associazioni del terzo settore, intellettuali. La società civile. Molti i sindaci impegnati come Lucano in progetti di accoglienza, sorti sul “modello di Riace. Tutti, con diverse argomentazioni, hanno voluto dimostrare vicinanza a Mimmo “il curdo” e hanno percorso molti chilometri per essere presenti ad un momento ritenuto “cruciale” per l’impegno di Lucano.

Significativi gli interventi di Nuccio Barillà, di Legambiente Calabria, che ha definito Riace “una metafora, il cui valore vero sta nella fatica che significa concretezza”. Lo scrittore Antonio Rinaldis, che ha appena pubblicato un volume sull’accoglienza di Riace, ha annunciato, leggendo un documento di sostegno redatto con Fassina, che il gruppo parlamentare di Sinistra italiana si renderà promotore di una interrogazione al ministro dell’Interno Minniti su quanto è avvenuto nei confronti del sindaco Lucano. “In tutto questo deserto – ha aggiunto Rinaldis – Lucano ci ha dimostrato che Riace è una utopia rinnovata, in questo luogo la politica ha prodotto felicità”. Secondo Maurizio Zavaglia, presidente del consiglio comunale di Gioiosa Jonica “Lucano fa andare fuori di testa chi non vuole capire che l’accoglienza non va d’accordo con chi vuole fare i propri interessi. Quello che è successo scaturisce da questo. Lucano è lontano dalla gestione di intrighi e potere”.

Ilario Ammendolia, che da ex sindaco di Caulonia ha fatto un percorso insieme a Lucano ha dichiarato: “Qua, a Riace, ho visto l’antimafia sociale”. Per Antonio Rombolà di Italia Nostra e Libera di Vibo “Riace è un luogo dove ancora c’è l’umanità, ma c’è sempre il rischio di imbattersi in un labirinto con i mostri”. Un appello a rimanere è stato fatto anche dall’ex ministro Maria Carmela Lanzetta, perché “Lucano rappresenta la Calabria più bella”. Altri interventi, quello dell’ex sindaco di Lamezia Terme, Gianni Speranza, di Peppino Lavorato, di Giovanni Maiolo in rappresentanza di Recosol (presente anche Chiara Sasso, rappresentante nazionale della rete), Pasquale Marino della Fiom Cgil Calabria, Tonino Perna e Mario Congiusta. “Tutti orgogliosi di Riace”. Con una sorta di premonizione lanciata da una giornalista del nord Italia, che solo di recente ha scoperto l’accoglienza di Riace: ”Quello che è successo è solo un segno di quello che può accadere”.

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