Riace, il sondaco Lucano al vescovo: “L’esperienza rischia di finire”

RIACE – “Riace, da diversi anni, ha intrapreso un percorso di apertura ed accoglienza a tanti immigrati arrivati da ogni parte del mondo, soprattutto dalle aree dove si vivono i drammi dell’umanità. Oggi tutto questo rischia di scomparire in poco tempo e di fare tornare Riace nell’oblio sociale”. A scriverlo è il sindaco di Riace Domenico Lucano in una accorata lettera al vescovo di Locri, mons. Francesco Oliva, sostenendo che “da circa due anni non riceviamo più fondi, in maniera ingiustificata, per sostenere l’accoglienza di circa 300 cittadini immigrati”. “Gli ospiti – prosegue Lucano – non sono ancora nelle condizioni di potere avere una autosufficienza e tra loro ci sono circa 80 bambini”.

“Mi addolora tantissimo – è la risposta di mons. Oliva – quanto mi dici circa l’intenzione di ritirarti e chiudere tale progetto per difficoltà economiche, dovute ad intoppi burocratici. Ma ancora di più mi addolora il fatto che a soffrirne siano soprattutto gli 80 bambini. Non possono, innocenti come loro, pagare l’alto prezzo che ne conseguirebbe. Mi permetto di venire in loro aiuto tramite la Caritas diocesana con un modesto contributo economico di 2000 euro e, se lo ritieni, anche con derrate alimentari”. “Mi auguro – conclude il Presule – che con la forza ed il coraggio che ti contraddistingue possa continuare ad andare avanti, tenendo presenti le regole previste in materia di accoglienza, in modo da essere modello anche sotto questo profilo”.

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