Ridley Scott riaccende la storia di Paul Getty. Star la madre Gail che ha riportato a casa il figlio in mano alla ndrangheta

Dagoreport Dagospia.com J. PAUL GETTY III aveva solo 16 anni e viveva in Italia quando la ndrangheta lo sequestrò. Era il 10 luglio 1973, fu preso in strada, mentre tornava a casa dopo una serata con gli amici e portato in Calabria. I rapitori chiesero un riscatto di 17 milioni di dollari. La madre Gail Harris e il padre J. Paul Getty Jr, essendo stati tagliati fuori dalla fortuna di famiglia, chiesero i soldi a J. P Getty, l’uomo più ricco al mondo, che si rifiutò di cedere la somma. La storia ora viene portata su grande schermo da Ridley Scott nel film Tutti i soldi del mondo e qui riportata da “Daily Mail”.

Getty disse di non voler assecondare la richiesta perché: «Se pago ora, mi sequestreranno altri 14 nipoti». Qualcuno pensò fosse una bufala, un rapimento organizzato dal nipote stesso per spillare un bel po’ di denaro al nonno, ma a novembre, 4 mesi dopo il rapimento, al quotidiano Il Messaggero arrivò una scatola con dentro l’orecchio del ragazzo e l’avviso: «Se non riceviamo i soldi entro 10 giorni, arriverà l’altro orecchio. In altre parole, ve lo mandiamo a pezzetti». Il nonno petroliere a quel punto dovette negoziare, versando un miliardo e settecento milioni di lire (da restituire poi con il 6% di interessi).

Paul Getty III fu liberato il 15 dicembre del 1973, dopo 5 mesi di segregazione. Lo trovò un camionista di passaggio all’imbocco dell’autostrada, all’altezza di Lauria, sulla Salerno-Reggio Calabria. Nove persone furono arrestate, solo due condannate, e il malloppo non fu mai recuperato. Il nonno non esultò granché, si rifiutò di accettare una telefonata dall’Italia del nipote liberato. Nel film il petroliere è interpretato da Christopher Plummer, che ha preso il posto di Kevin Spacey, dopo lo scandalo sessuale che lo ha travolto.

Comunque la star della pellicola non è lui, ma Gail, la madre che ha fatto di tutto per riportare il figlio a casa, da sola, senza nemmeno il supporto dell’ex marito eroinomane. Ha convocato la stampa, ha fatto vergognare il magnate tirchio, ha convinto tutti che non si trattava di una messinscena. E’ interpretata da Michelle Williams. J. Fletcher Chase, l’ex agente della CIA che cercò di liberare il ragazzo senza pagare il riscatto, è interpretato da Mark Wahlberg. Arrivò a Roma 5 settimane dopo il rapimento, su insistenza del miliardario Getty, e fece tante stupide mosse che quasi fecero fallire le operazioni. Getty III è morto nel 2011 a 54 anni, una vita distrutta dalla droga e dall’alcol. Era da tempo malato, paralizzato e quasi cieco, prigioniero delle conseguenze di un ictus provocatogli da un’overdose di oppio, valium e metadone. Il nonno morì nel 1976, lasciò a suo figlio 500 dollari di eredità, al nipote niente.

 

“Tutti i soldi del mondo”, il film sul rapimento Getty bocciato dal nipote del sequestratore

Repubblica.it SOLO POCHI mesi fa Kevin Spacey è stato sollevato dal suo ruolo nel film – quello del petroliere J. P. Getty – a causa delle accuse di molestie sessuali che hanno travolto l’attore. Non bastasse, i guai di Tutti i soldi del mondo (All the Money in the World), il nuovo film firmato da Ridley Scott sul rapimento, a Roma, di J. P. Getty III, continuano. Un erede dei rapitori, spiega Variety, vuole fare chiarezza sui terribili fatti avvenuti in Italia. Secondo Michael Mammoliti, di professione attore e nipote del sequestratore Saro Mammoliti, la ricostruzione fatta dalla pellicola firmata Scott, nelle sale statunitensi il giorno di Natale e in Italia il 4 gennaio, è “storicamente tutta sbagliata”.

Mammoliti, 32 anni, è cresciuto sentendo la versione degli eventi tramandata dalla sua famiglia e per anni ha cercato di produrre il suo film sul rapimento. Getty III venne prelevato con la forza il 10 luglio 1973 a Piazza Farnese dalla Ndrangheta calabrese, facente capo alle Ndrine dei Mammoliti, Piromalli e Femia, che mandarono alla famiglia una richiesta di un riscatto di diciassette milioni di dollari. Al centro della polemica è un dettaglio non da poco, ovvero se il ragazzo fosse complice dei sequestratori, cosa che il film di Scott contesta: “Fu lui, invece, a progettare il rapimento”, ha detto Mammoliti a Variety: “Tutto cominciò con le migliori intenzioni, un modo di guadagnare per entrambe le parti. Diventò un casino quando il nonno Getty decise di non pagare”.

Mammoliti ha raccontato a Variety che “i suoi zii sono furiosi”. A suo avviso, All the Money in the World, è “la versione Wikipedia di un film. Tutto falso, una menzogna”. Negli ultimi giorni l’erede di Saro ha assunto un avvocato per potenzialmente far causa alla casa di produzione Imperative Entertainment. Tra i voli di fantasia, secondo il legale Barry Rothman ci sarebbe una breve fuga di JP Terzo sulle montagne della Sila dopo aver appiccato un incendio. “Non è mai avvenuto. Se accusate la famiglia dei nostri clienti di essere criminali, non dovreste mostrarli come ‘gangster stupidi e falliti’ che non riescono a tenere sotto controllo un sedicenne. Erano grandi criminali”.

All the Money in the World è basato sul libro di John Pearson del 1995, Painfully Rich: una saga delle fortune e sfortune del clan Getty. Il capitolo sul rapimento è raccontato dal punto di vista di Gail, la madre del ragazzo, Michelle Williams nel film. Nella parte del petroliere, dopo il licenziamento di Spacey, è stato chiamato a recitare l’88enne Christopher Plummer. Mentre Charlie Plummer (nessuna parentela con l’attore canadese celebre come il capitano von Trapp di Tutti insieme appassionatamente) è il ragazzo rapito.

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