Rifiuti, 900 creditori contro Veolia

Alfon­so Naso Gazzettadelsud.it GIOIA TAURO – Un “buco nero” inim­ma­gi­na­bi­le. Un vero e pro­prio eser­ci­to di debi­ti. Quel­lo che vie­ne fuo­ri leg­gen­do i pri­mi dati del­la pro­ce­du­ra fal­li­men­ta­re del­la Veo­lia, la socie­tà che ha gesti­to a lun­go mol­ti impian­ti di trat­ta­men­to e lavo­ra­zio­ne dei rifiu­ti in Cala­bria, tra cui anche l’unico ince­ne­ri­to­re, e che era socia anche del­la Sori­cal, è un vero “pro­fon­do ros­so”. Al Tri­bu­na­le di La Spe­zia nei con­fron­ti del­la socie­tà “Festio­ni Ambien­ta­li snc” satel­li­te del colos­so fran­co-ita­lia­no sono sta­te depo­si­ta­te oltre 900 doman­de di cre­di­ti. Un elen­co impres­sio­nan­te tan­to che si è dovu­to sti­la­re un calen­da­rio spal­ma­to da mar­zo a mag­gio per esa­mi­na­re tut­te le posi­zio­ni. Ci sono dipen­den­ti del­la socie­tà che era pre­sen­te a Ros­sa­no, Cro­to­ne, Gio­ia Tau­ro, Sider­no e Reg­gio Cala­bria, impre­se che a vario tito­lo han­no avu­to rap­por­ti con Veo­lia, pro­fes­sio­ni­sti ma anche mol­ti enti pub­bli­ci.

Tra que­sti spic­ca­no il Con­sor­zio di Svi­lup­po Indu­stria­le di Reg­gio Cala­bria e gli uffi­ci dell’ex com­mis­sa­rio dele­ga­to per la gestio­ne dell’ emer­gen­za rifiu­ti in Cala­bria tra­mi­te la pre­si­den­za del Con­si­glio dei Mini­stri che ha depo­si­ta­to la richie­sta di ammis­sio­ne nel­la mas­sa del pas­si­vo con l’A vvo­ca­tu­ra del­lo Sta­to. Pro­prio que­sta richie­sta è quel­la più impor­tan­te per­ché dall’eventuale rico­no­sci­men­to dei cre­di­ti potreb­be­ro arri­va­re tan­ti sol­di nel­le cas­se del­la Regio­ne. L’ex com­mis­sa­rio ave­va cer­ti­fi­ca­to cre­di­ti per 132 milio­ni di euro nei con­fron­ti di Veo­lia duran­te la fase del con­cor­da­to pre­ven­ti­vo ma i com­mis­sa­ri giu­di­zia­li ave­va­no esclu­so quel­le risor­se per­ché «non cono­sciu­te e con­te­sta­te». Allo­ra si era trat­ta­to di un vero e pro­prio pastic­cio buro­cra­ti­co: i cre­di­ti il com­mis­sa­rio li ave­va resi noti agli orga­ni del Tri­bu­na­le ligu­re di La Spe­zia a ridos­so dell'udienza ma non li ave­va nep­pu­re noti­fi­ca­ti a Veo­lia che quin­di ave­va dichia­ra­to di non cono­scer­li. Ades­so le spe­ran­ze di ave­re indie­tro alme­no par­te di quei sol­di si riac­cen­do­no. Anche se c’è da con­si­de­ra­re che il brac­cio di fer­ro giu­di­zia­rio ha anche pre­mia­to lo stes­so grup­po azien­da­le con­tro la stes­sa Regio­ne.

Ades­so per i sol­di richie­sti dall’ex com­mis­sa­rio si dovrà atten­de­re l’ok pri­ma dei cura­to­ri e poi dal giu­di­ce dele­ga­to del Tri­bu­na­le fal­li­men­ta­re di La Spe­zia. La par­ti­ta del fal­li­men­to di Veo­lia in Cala­bria è mol­to com­ples­sa dal momen­to che ci sono in bal­lo som­me milio­na­rie con­te­se (ci sono con­ten­zio­si anco­ra pen­den­ti) e sono in bal­lo anche rica­du­te eco­no­mi­che per i lavo­ra­to­ri poi rias­sor­bi­ti in “Eco­lo­gia oggi”. E pro­prio per la com­ples­si­tà del­la situa­zio­ne di Veo­lia sono sta­ti nomi­na­ti due cura­to­ri fal­li­men­ta­ri, gli stes­si che ave­va­no cura­to la pre­ce­den­te fase ago­niz­zan­te del colos­so dei rifiu­ti, Ric­car­do Des­sì e Save­rio Reg­gi. Un epi­lo­go già scrit­to, for­se quel­lo di Veo­lia in fuga dall’Italia, che in Cala­bria assu­me i con­tor­ni di un fal­li­men­to com­ples­si­vo del set­to­re dell’immondizia. Il pros­si­mo 4 mar­zo ini­zie­rà il pro­ce­di­men­to di veri­fi­ca del­le som­me richie­ste dal­la cen­ti­na­ia di cre­di­to­ri ma per risol­ve­re la matas­sa e ave­re le idee più chia­re biso­gne­rà atten­de­re solo la pros­si­ma esta­te. Un’odissea inter­mi­na­bi­le per una del­le paren­te­si più con­tro­ver­se degli ulti­mi anni nel­la nostra regio­ne. Un’azienda che ave­va deci­so di inve­sti­re su due busi­ness milio­na­ri (acqua e rifiu­ti) che in poco tem­po è let­te­ral­men­te col­las­sa­ta su se stes­sa arri­van­do addi­rit­tu­ra a deci­de­re di lascia­re tut­ta l’Italia.

Quel­lo che col­pi­sce leg­gen­do le ven­tot­to pagi­ne con­te­nen­ti l’elenco dei cre­di­to­ri che pre­ten­do­no sol­di da Veo­lia è che man­ca­no gli enti loca­li cala­bre­si a dif­fe­ren­za di quel­li tosca­ni dove è pre­sen­te l’inceneritore di Pie­tra­san­ta (Luc­ca). Un’anomalia o i con­ti era­no sta­ti già rego­la­men­ta­ti? Si ricor­da, infat­ti, che i Comu­ni limi­tro­fi agli impian­ti per la pro­du­zio­ne dei rifiu­ti han­no dirit­to a incen­ti­vi sia sul fron­te del rispar­mio del­le fat­tu­re per il ser­vi­zio sia sul­le rica­du­te nega­ti­ve sull’ambiente. In ogni caso entro pochi mesi si chiu­de­rà, dopo quel­la fisi­ca, la par­ti­ta finan­zia­ria milio­na­ria con Veo­lia.