“Rinascita” a gamba tesa su Tripodi. L’associazione che sostiene Conia: «Si occupi delle vicende di casa sua»

Simo­na Gera­ce Quo­ti­dia­no del Sud CINQUEFRONDI – Non si pla­ca la que­rel­le poli­ti­ca tra il pri­mo cit­ta­di­no di Poli­ste­na, Miche­le Tri­po­di e il vice­sin­da­co di Cin­que­fron­di, Giu­sep­pe Lon­go. L’annuncio trion­fa­li­sti­co fat­to da Lon­go, nei gior­ni scor­si, in meri­to al ridi­men­sio­na­men­to degli svin­co­li del­la Pede­mon­ta­na e alla dispo­ni­bi­li­tà, da par­te dei tec­ni­ci, a valu­ta­re un pos­si­bi­le col­le­ga­men­to con la Jonio-Tir­re­no, è sta­to come un boo­me­rang che ha susci­ta­to diver­se rea­zio­ni a cate­na. Dopo Tri­po­di, infat­ti, sono inter­ve­nu­te, a suo soste­gno, anche le sezio­ni Pc di Cin­que­fron­di e Poli­ste­na, men­tre ieri, accan­to a Lon­go, sono “sce­si in cam­po” sia il grup­po con­si­lia­re di “Rina­sci­ta”, sia l’associazione “Rina­sci­ta per”. Secon­do le due real­tà poli­ti­che vici­ne al sin­da­co Conia, il rap­pre­sen­tan­te isti­tu­zio­na­le del­la cit­ta­di­na vici­na sareb­be incap­pa­to in un “enne­si­mo sci­vo­lo­ne”. «Il fol­clo­re usua­le che ani­ma le “usci­te” del sin­da­co Tri­po­di – han­no pre­ci­sa­to i rap­pre­sen­tan­ti di “Rina­sci­ta” – evi­den­te­men­te non lo sod­di­sfa più. Pro­va a fare un dop­pio sal­to mor­ta­le imma­gi­nan­do di esse­re un equi­li­bri­sta con­su­ma­to, ma la pesan­tez­za evi­den­te­men­te si fa sen­ti­re e cade rovi­no­sa­men­te. Sì, di sal­ti mor­ta­li que­sta vol­ta ne ten­ta due insie­me – è anco­ra det­to – da una par­te Giu­sep­pe Lon­go, col­pe­vo­le di ave­re cer­ca­to di fare capi­re cos’è impor­tan­te per il ter­ri­to­rio, dall’altro con­tro il Par­ti­to Demo­cra­ti­co, suo anti­co cruc­cio».

Il grup­po di “Rina­sci­ta” ha quin­di pre­so le distan­ze da quel­le che ha defi­ni­to “fai­de poli­ste­ne­si” in seno ai demo­crat, pre­ci­san­do che con il vice­sin­da­co, Lon­go, non c’è alcun attri­to. Lo stes­so è, infat­ti, tes­se­ra­to con il Pd alla sezio­ne cin­que­fron­de­se, ma è sta­to elet­to all’interno di una lista civi­ca e ciò sem­bre­reb­be, alme­no per il momen­to, non rap­pre­sen­ta­re alcun pro­ble­ma per la clas­se ammi­ni­stra­ti­va gui­da­ta da Conia. «Il signor sin­da­co di Poli­ste­na for­se sogna anco­ra cemen­ti­fi­ca­zio­ni for­za­te e quar­tie­ri popo­la­ri ano­ni­mi e gri­gi di sovie­ti­ca memo­ria, e soprat­tut­to vuo­ti. – han­no anco­ra det­to i rap­pre­sen­tan­ti di “Rina­sci­ta” – For­se, chis­sà, ha dimen­ti­ca­to vera­men­te i lavo­ra­to­ri e i pic­co­li pro­prie­ta­ri ter­rie­ri, quel­li che col­ti­va­no, e che il Pci, quel­lo vero, difen­de­va con­tro tut­to e con­tro tut­ti. For­se ha dimen­ti­ca­to il patri­mo­nio natu­ra­li­sti­co. O inve­ce è una novel­la con­ver­sio­ne trum­pia­na, dell’apparire con mau­so­lei che spre­ca­no dena­ro pub­bli­co e non ser­vo­no ad altro? Altro che uni­fi­ca­zio­ne del ter­ri­to­rio, – han­no con­ti­nua­to – altro che filan­tro­pi­smo roman­ti­co. Altro che mega­svin­co­lo che col­le­ghe­rà la par­te alta di Poli­ste­na». Infi­ne “Rina­sci­ta” ha espres­so un auspi­cio: che il sin­da­co del­la por­ta accan­to «si occu­pi del­le, non cer­to feli­ci, vicen­de del suo Comu­ne e del­la sua, sem­pre più alta­le­nan­te mag­gio­ran­za », anche per­ché, citan­do un cele­bre det­to ha ricor­da­to: «a chi spu­ta in cie­lo in fac­cia tor­na».

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