San Ferdinando, da oggi una nuova tendopoli. Il vecchio sito sarà smantellato, dialogo con i sindaci per l’accoglienza diffusa

Nella tendopoli di San Ferdinando. Foto Mediacalabria.it

Michele Albanese Il Quotidiano del Sud SAN FERDINANDO – È previsto per stamani il trasferimento dei lavoratori stagionali stranieri presenti nella Piana di Gioia Tauro nella nuova attrezzata tendopoli realizzata nella seconda area industriale dalla Regione Calabria. Un lavoro fatto sulla base di specifiche iniziative di coordinamento disposte dalla Prefettura di Reggio Calabria. Si tratta di un’area nella quale sono state allestite tende nuove e riscaldate, con otto brandine per ogni tenda, un’area mensa, una cucina da campo che potrà fornire anche mille pasti al giorno, una serie di servizi con docce e bagni anch’essi riscaldati e dotate di acqua calda, lavatoi, che potrà ospitare 550 posti letto. Una struttura allestita con attenzione per dare dignità e ospitalità temporanea ai lavoratori che risiederanno nella Piana. Una soluzione che era stata concordata attraverso la sottoscrizione di un protocollo operativo il 19 febbraio dello scorso anno tra la Prefettura, la Regione Calabria, la Provincia di Reggio Calabria, la Croce Rossa Italiana, i Comuni di San Ferdinando e di Rosarno, la Caritas Diocesana di Oppido Mamertina e gli Organismi umanitari Emergency e Me.Du. che puntava al graduale superamento e smantellamento della vecchia tendopoli in San Ferdinando sulla quale più volte si era levato il grido di allarme di molte associazioni sulle condizioni di degrado nelle quali erano costretti a vivere nei momenti di punta dei prodotti agrumicoli migliaia di migranti.

Un ghetto, la vecchia tendopoli, intorno alla quale era nata una baraccopoli realizzata senza regole, alla meno peggio, con materiali di fortuna, che non assicurava nessuna sicurezza per le persone che vivevano nel fango e nella sporcizia. Baraccopoli che venne in parte distrutta da un incendio nel mese di giugno e che aveva portato all’accelerazione per la predisposizione di un’area più dignitosa per ospitare i migranti in attesa dell’attuazione di iniziative volte a favorire l’integrazione abitativa dei lavoratori migranti nei centri della Piana. La nuova struttura ospiterà 550 lavoratori stranieri ed è il frutto di un nuovo progetto di attendamento, fortemente voluto dal Prefetto di Reggio Calabria, Michele di Bari, dotato di tutte le opere di urbanizzazione primaria (reti idriche e fognarie, impianti di illuminazione ed aree servizi comuni) e in grado di offrire servizi in ottimali condizioni igieniche e di sicurezza (vigilanza, cucina, pulizia, lavanderia, raccolta differenziata). La nuova tendopoli è opportunamente delimitata ed è stata munita anche di impianti di videosorveglianza e di rilevazione di presenza. In sede di riunione svoltasi lo scorso 13 luglio presso il Comune di San Ferdinando sono stati definiti i criteri per l’ingresso nella nuova area attrezzata e si è convenuto sulla necessità che la struttura sia vigilata a cura di un idoneo soggetto gestore da individuarsi mediante gara ad evidenza pubblica da parte del Comune di San Ferdinando.

Parallelamente all’apertura di tale struttura saranno smantellate le tende del ministero dell’Interno presenti nell’attuale tendopoli, al fine di evitare che le stesse possano costituire improprio ricovero per quegli immigrati che durante l’inverno scendono nel territorio della Piana di Gioia Tauro per la campagna agrumicola. A questo proposito sono state avviate concrete interlocuzioni con i Sindaci dei Comuni della Piana per individuare anche soluzioni finalizzate ad un’accoglienza diffusa degli immigrati. Nei giorni scorsi presso la Prefettura, si è tenuta una ulteriore riunione con le Organizzazioni sindacali di categoria Cgil, Cisl, Uil e Usb finalizzata allo svolgimento di un’azione di corretta informazione in favore dei lavoratori migranti per la migliore fruizione della nuova area. Competerà al Commissario straordinario, che si insedierà il prossimo 21 agosto traghettare tale situazione verso efficaci politiche di inclusione. Il complessivo intervento sarà illustrato nel corso di una Conferenza stampa indetta dal Prefetto di Reggio Calabria e che si svolgerà all’interno della nuova struttura di ospitalità in San Ferdinando nella mattinata di oggi.

«Non si potrà neanche decidere che cosa cucinare». Usb e Campagne in lotta contro la struttura: «Le tende non sono la soluzione»

SAN FERDINANDO – La soluzione per superare l’emergenza non è stata accettata però, da alcune sigle come Campagne in Lotta e l’Usb, ma anche da alcuni migranti che parlano di deportazione. «Non vogliamo più vivere nelle tende, controllati – dicono i migranti – dalle telecamere, con un sistema identificativo per entrare e per
uscire e con orari di chiusura e apertura-. Inoltre non possiamo neanche cucinare, né decidere quando, come e cosa mangiare, perché all’interno del campo ci sarà una mensa a pagamento, 1,50 euro per ogni pasto». L’Ubs scrive di «non ha mai condiviso l’attendamento come soluzione. Come lavoratori ed abitanti abbiamo da sempre ribadito la nostra contrarietà all’attendamento in una situazione strutturale che richiede l’inserimento abitativo come unica soluzione. Questa nostra posizione,
discussa ed approvata nelle riunioni ed assemblee con i lavoratori, è stata di nuovo ribadita – dice l’Ubs – lo scorso 2 agosto pomeriggio presso la Prefettura di Reggio Calabria. Perché le strutture ci sono e lo dicono anche i dati censiti dall’Istat, così facendo i lavoratori troverebbero condizioni abitative dignitose senza pesare sulla collettività ed a carico anche dei datori di lavoro come da contratto, o in parte con i fondi europei destinati all’agricoltura.

Le nostre richieste, già note al Prefetto di Reggio Calabria, come lavoratori ed abitanti sono: la garanzia effettiva della sistemazione per tutte le persone (oltre 2000 persone che attualmente si trovano in altre regioni per la stagione estiva di lavoro) che hanno sempre avuto la tendopoli come luogo di dimora nel comune di San Ferdinando. La sistemazione effettiva per tutte le persone che oggi si trovano nell’attuale tendopoli. L’autonomia nella gestione della cucina. Libertà di accesso e la creazione di spazi di socializzazione, evitando l’utilizzo di dispositivi che possano compromettere o offendere la piena affermazione dei fondamentali principi, a tutela della dignità delle persone. La convocazione di un tavolo permanente sulla stabilità abitativa per gli stanziali e il rispetto delle norme contrattuali, coinvolgendo la Regione e i comuni interessati nonché i datori di lavoro e le organizzazioni dei lavoratori». Entrambe le organizzazione annunciano la loro presenza stamani a San Ferdinando che il trasferimento avvenga senza forzature.

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