Scrivono a Renzi i dipendenti della ditta sequestrata per ndrangheta a Savona

SAVONA – A die­ci gior­ni dal seque­stro ope­ra­to dal­la Dire­zio­ne inve­sti­ga­ti­va anti­ma­fia di Geno­va dei mez­zi di lavo­ro di due azien­de del grup­po Fotia di Savo­na, i dipen­den­ti del­la Sca­vo-Ter e Pdf han­no scrit­to una let­te­ra al pre­mier Mat­teo Ren­zi, ai mini­ste­ri di Giu­sti­zia e Lavo­ro, al vesco­vo di Savo­na Vit­to­rio Lupi e ai sin­da­ca­ti. I lavo­ra­to­ri chie­do­no alle auto­ri­tà di "velo­ciz­za­re le pro­ce­du­re di veri­fi­ca del­le con­te­sta­zio­ni mos­se nei con­fron­ti dei tito­la­ri del­le azien­de" e di tene­re con­to che "i dipen­den­ti han­no dirit­to a lavo­ra­re anche in una con­di­zio­ne di con­trol­lo giu­di­zia­rio". Il rischio, secon­do i lavo­ra­to­ri, è quel­lo di "veder sva­ni­re le resi­due spe­ran­ze di ripre­sa dell'azienda: più il tem­po pas­sa più i com­mit­ten­ti si defi­la­no davan­ti ai can­tie­ri vuo­ti e ai tem­pi che si allun­ga­no"

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