Siderno, funerali blindati per Carmelo Muià

Quotidiano del Sud SIDERNO – È stata effettuata ieri mattina l’autopsia sul corpo di Carmelo “Mino” Muià, il 45enne di Siderno ucciso giovedì sera mentre stava facendo rientro a casa, a bordo di una bicicletta elettrica. L’esame sul cadavere dell’uomo è stato eseguito presso la sala mortuaria dell’ospedale di Locri. Sull’esito degli accertamenti del medico legale nominato dai magistrati che seguono il caso, c’è massimo riserbo. Solo poche indiscrezioni, ma attendibili, che confermano quanto già era stato anticipato dagli investigatori dopo un primo sommario esame: sul cadavere sono stati rinvenuti sette fori di proiettili calibro 7.65 e i colpi sono stati esplosi molto probabilmente da una distanza abbastanza ravvicinata. Sette colpi di pistola sparati dal sicario per colpire Muià a parti vitali. Quattro pallottole lo hanno colpito alle spalle, due al torace e l’ultimo alla testa, probabilmente il classico colpo di grazia.

Il killer ha quindi voluto con ogni probabilità svuotare l’intero caricatore della pistola ed essere certo di uccidere, portando a termine la sua missione di morte. L’omicidio di via Dromo si conferma così in tutta la sua efferatezza. L’assassino non ha dato scampo. Ha crivellato di colpi il commerciante all’ingrosso di carne, pregiudicato, sorvegliato speciale dopo che era uscito dal carcere nel giugno del 2016, in seguito ad una prima condanna per reati associativi. Dopo l’agguato, la vittima, che non è morto sul colpo, è stato soccorso e trasportato d’urgenza presso l’ospedale di Locri, dove l’uomo è morto subito dopo. I medici non avevano potuto fare nulla per salvarlo. Dopo l’esame autoptico, è arrivato il nulla osta da parte della magistratura e così la salma è stata consegnata alla famiglia e trasferita presso una sala funeraria di Siderno. Esclusa però la possibilità di organizzare esequie pubbliche. Per Carmelo Muià nessun funerale. La salma è stata portata stamattina all’alba presso il cimitero comunale di Siderno superiore, in forma strettamente privata e d’accordo con l’autorità civile.

 

Niente funerali pubblici per Carmelo “Mino” Muià. Oggi la salma al cimitero

F.s. Quotidiano del Sud SIDERNO – È stata effettuata ieri mattina l’autopsia sul corpo di Carmelo “Mino” Muià, il 45enne di Siderno ucciso giovedì sera mentre stava facendo rientro a casa, a bordo di una bicicletta elettrica. L’esame sul cadavere dell’uomo è stato eseguito presso la sala mortuaria dell’ospedale di Locri. Sull’esito degli accertamenti del medico legale nominato dai magistrati che seguono il caso, c’è massimo riserbo. Solo poche indiscrezioni, ma attendibili, che confermano quanto già era stato anticipato dagli investigatori dopo un primo sommario esame: sul cadavere sono stati rinvenuti
sette fori di proiettili calibro 7.65 e i colpi sono stati esplosi molto probabilmente da una distanza abbastanza ravvicinata. Sette colpi di pistola sparati dal sicario per colpire Muià a parti vitali. Quattro pallottole lo hanno colpito alle spalle, due al torace e l’ultimo alla testa, probabilmente il classico colpo di grazia.

Il killer ha quindi voluto con ogni probabilità svuotare l’intero caricatore della pistola ed essere certo di uccidere, portando a termine la sua missione di morte. L’omicidio di via Dromo si conferma così in tutta la sua efferatezza. L’assassino non ha dato scampo. Ha crivellato di colpi il commerciante all’ingrosso di carne, pregiudicato, sorvegliato speciale dopo che era uscito dal carcere nel giugno del 2016, in seguito ad una prima condanna per reati associativi. Dopo l’agguato, Muià, che non è morto sul colpo, è stato soccorso e trasportato d’urgenza presso l’ospedale di Locri, dove l’uomo è morto subito dopo. I medici non hanno potuto fare nulla per salvarlo. Dopo l’esame autoptico, è arrivato il nulla osta da parte della magistratura e così la salma è stata consegnata alla famiglia e trasferita presso una sala funeraria di Siderno. Esclusa però la possibilità di organizzare esequie pubbliche.

Per Carmelo Muià nessun funerale. La salma è stata portata stamattina all’alba presso il cimitero comunale di Siderno superiore, in forma strettamente privata e d’accordo con l’autorità civile. Nessuna novità si registra nel campo delle indagini. Gli inquirenti sono sulle tracce dei killer. Certo, chi ha sparato per uccidere Muià non era un dilettante e questo si può capire dal tipo di arma usata, un revolver, e dai pochissimi colpi sparati verso la vittima che sono andati tutti a segno. Gli agenti della Questura di Reggio Calabria, insieme con i colleghi del Commissariato di Siderno, che indagano sul fatto di sangue coordinati dai magistrati della Procura di Locri con quelli della Dda di Reggio Calabria, non tralasciano alcuna ipotesi come movente del delitto. Ma quella privilegiata sembra essere quella che l’uccisione di “Mino” Muià possa essere una questione di ndrangheta.

Sembra esclusa anche la faida tra clan rivali, che per molto tempo, nei decenni scorsi, ha macchiato le strade di Siderno. Carmelo Muià era rimasto coinvolto in passato nelle operazioni antimafia “Crimine” e in “Morsa sugli appalti”, in quanto legato alla cosca Commisso di Siderno. Dalle carte di quelle operazioni emerge che lo stesso Muià era capo della ndrina di contrada Ferraro, con la dote di “vangelista”. Può essere che all’interno della cosca di appartenenza, dopo le decimazioni subite in seguito alle operazioni di polizia di questi ultimi anni, e la scarcerazione dello stesso Muià, qualcosa non avrebbe funzionato, rompendo così l’equilibrio e il rapporto tra gli ex affiliati.

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