Sindaco leghista di Cascina: “I medici della Calabria? È giusto pagarli meno ​perché sono meno bravi”

Claudio Cartaldo Ilgiornale.it “HO VISTO I dati della differenza degli stipendi tra i medici calabresi e i medici dell’Emilia Romagna. Ci saremmo tutti stupiti negativamente se gli stipendi dei medici calabresi fossero stati più alti di quelli dell’Emilia Romagna. Menomale che non è così”. Susanna Ceccardi, sindaco leghista di Cascina (Pisa), è intervenuta ad Agorà ed ha provato a spiegare la sua posizione sul perché – secondo lei – i dottori che operano al Nord dovrebbero essere pagati più di quelli che lavorano al Sud.

A discutere di sanità in studio erano presenti la conduttrice Serena Bortone, il sociologo Domenico De Masie e Carlo Puca, giornalista di Panorama. Secondo la Ceccardi non è vero che il problema della malasanità al Sud sia dovuta, come ha provato a replicare la Bortone, alle “strutture complicate” in cui si trova a lavorare il dottore meridionale: “Secondo me no, perché in Emilia Romagna hanno delle strutture specializzate, hanno delle specializzazioni maggiori”, dice il sindaco leghista. E alla domanda se sia giusto pagare meno un medico del sud, risponde: “Bisogna utilizzare il metodo meritocratico: se medici fanno meglio il loro lavoro devono essere pagati di più. Questo è normale, come dovrebbe essere in tutte le sanità”. E ancora: “Sto parlando di qualità: scusi ma i casi di malasanità li ha presenti in Calabria?”.

Gli altri ospiti in studio non hanno condiviso le parole della Ceccardi. Che però ha tirato dritto per la sua strada. “Eh però dipenderà anche dai medici che lasciano i bisturi negli stomaci della genete…”, spiega mentre il sociologo De Masi prova a controbattere sostenendo che il problema riguardi il sistema e non il singolo lavoratore. “A volte dipende anche dal singolo lavoratore – replica il sindaco – perché ci sono magari medici molto bravi che devono essere pagati di più. Necessariamente. Bisogna premiare di più attraverso il metodo meritocratico. Non ce l’ho col medico calabrese. Ci sono tanti medici calabresi che lavorano in strutture di eccellenza magari in tutta Italia e in tutto il mondo che vengono pagati di più, ma la sanità calabrese non è proprio un’eccellenza in Italia, non veniamo a fare i buonisti”.

Ma di fronte alle obiezioni dei presenti, secondo cui i dottori dalla Calabria se ne vanno proprio perché le strutture sono inadeguate, Ceccardi – come riporta il Fatto – conclude: “In Calabria, anche per i casi di malasanità, ci sono medici meno bravi che in Emilia Romagna. Nella media, poi magari ci sono delle eccellenze”.

 

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