Sporting Locri, si seguono due piste per le minacce. Il giallo aumenta: forse è stata una messa in scena

Fran­ce­sco Sor­gio­van­ni Ilquotidinoweb.it LOCRI – Al buio dei riflet­to­ri del Pala­sport di Locri, dove dome­ni­ca è sta­ta segna­ta una bel­la pagi­na di sto­ria di corag­gio e di for­za con­tro la pau­ra del­le minac­ce per altri ver­si riman­go­no del­le ombre che però pre­sto potreb­be­ro esse­re schia­ri­te. La ndran­ghe­ta per ora sem­bra “una ipo­te­si lon­ta­nis­si­ma” dal­le vicen­de che han­no riguar­da­to le minac­ce ad alcu­ni diri­gen­ti del­lo Spor­ting Locri, la socie­tà di cal­cio a 5 fem­mi­ni­le che mili­ta nel­la Serie A. E’ quel­lo che fan­no inten­de­re dal­la Pro­cu­ra di Locri, che coor­di­na le inda­gi­ni sui fat­ti acca­du­ti, che han­no por­ta­to la squa­dra ad un pas­so dal riti­ro dal­le gare uffi­cia­li del cam­pio­na­to. I cara­bi­nie­ri del grup­po di Locri con­ti­nua­no a valu­ta­re ogni mini­mo indi­zio.

Le piste rima­ste aper­te, comun­que, sem­bre­reb­be­ro al momen­to due. Alme­no quel­le più bat­tu­te dagli inve­sti­ga­to­ri. Voglio­no capi­re bene se chi ha scrit­to i bigliet­ti di minac­ce e ha sgon­fia­to le gom­me dell’auto a Fer­di­nan­do Arme­ni, il pre­si­den­te del­lo Spor­ting, e a qual­che altro diri­gen­te del­la stes­sa socie­tà, lo abbia fat­to per una “mes­sa in sce­na”, una “far­sa”, come si appren­de da qual­che fon­te, o come “gesto iso­la­to”. Ma in que­ste ore sono anche altre le voci che si rin­cor­ro­no. I magi­stra­ti e i Cara­bi­nie­ri di Locri sta­reb­be­ro lavo­ran­do sul­le car­te pre­le­va­te negli uffi­ci del­la socie­tà locre­se. All’attenzione sareb­be­ro soprat­tut­to i bilan­ci socie­ta­ri, con l’analisi di even­tua­li pas­sag­gi di quo­te. Nes­su­na rela­zio­ne è emer­sa da par­te di qual­che ragaz­za del­la socie­tà con ragaz­zi del posto, e quin­di sareb­be fan­ta­sio­sa anche la noti­zia gira­ta in que­sti gior­ni, secon­do la qua­le die­tro le inti­mi­da­zio­ni ci sareb­be sta­to un ex amo­ro­so di una del­le cal­cia­tri­ci che avreb­be adde­bi­ta­to al pre­si­den­te Arme­ni la fine del­la rela­zio­ne.

«Quel­lo che pos­sia­mo dire al momen­to è che noi pro­ce­dia­mo per minac­ce a cari­co di igno­ti e nes­su­na pista è esclu­sa. L’unica ipo­te­si che al momen­to ci sen­tia­mo di tene­re meno in con­si­de­ra­zio­ne è quel­la di un coin­vol­gi­men­to del­la cri­mi­na­li­tà orga­niz­za­ta». Que­sto è quan­to affer­ma­to dal Pro­cu­ra­to­re capo del­la Repub­bli­ca di Locri, Lui­gi D’Alessio. E dice di non esclu­de­re nes­su­na pista, «com­pre­sa quel­la di un col­le­ga­men­to con la ndran­ghe­ta», anche l’avvocato Sabri­na Ron­di­nel­li, lega­le di fidu­cia dell’ex pre­si­den­te Fer­di­nan­do Arme­ni. «L’unica ipo­te­si che non è da pren­de­re in con­si­de­ra­zio­ne – ha dichia­ra­to in una inter­vi­sta l’avvocato Ron­di­nel­li – è quel­la pas­sio­na­le che riguar­da per­so­nal­men­te Arme­ni. E que­sto per­ché non è sta­to minac­cia­to solo Arme­ni come pre­si­den­te e come per­so­na, ma tut­ta la com­pa­gi­ne socie­ta­ria. Il signor Arme­ni – ha anco­ra aggiun­to l’avvocato – è mol­to spa­ven­ta­to, ed io nei pros­si­mi gior­ni andrò in Pro­cu­ra e chie­de­rò al magi­stra­to una tute­la per que­sta situa­zio­ne che si è crea­ta. Arme­ni e la sua fami­glia van­no tute­la­ti».

Doma­ni, quin­di, il lega­le che assi­ste il pre­si­den­te dimis­sio­na­rio del­lo Spor­ting Locri dovreb­be sali­re agli uffi­ci del secon­do pia­no del Tri­bu­na­le di Locri per chie­de­re ai magi­stra­ti del­la Pro­cu­ra l’audizione del suo assi­sti­to. Ed ammet­te che «la solu­zio­ne del caso non sia così lon­ta­na». Alla doman­da se alla base del­la vicen­da potreb­be­ro esser­ci pos­si­bi­li invi­die da par­te di qual­cu­no e se quel­la del cal­cio a 5 fem­mi­ni­le è un’attività red­di­ti­zia, la Ron­di­nel­li ha rispo­sto che «quel­lo di cui si par­la, è un set­to­re che dà un’immagine media­ti­ca impor­tan­te».

Lo Spor­ting Locri c’è, e que­sta è la noti­zia cer­ta. La squa­dra con­ti­nua. Le ragaz­ze di Lapuen­te han­no dimo­stra­to di «esse­re le più for­ti», come han­no volu­to scri­ve­re sul muro del Pala­sport di Locri. L’immagine che deve rima­ne­re negli occhi di tut­ti è quel­la di dome­ni­ca scor­sa, quan­do la squa­dra ha volu­to a tut­ti i costi dispu­ta­re rego­lar­men­te la gara, la par­ti­ta del riscat­to da ogni tipo di pau­ra, da ogni tipo di con­di­zio­na­men­to. Da Locri, che non può né vuo­le ras­se­gnar­si a per­de­re o vede­re smi­nui­ta la sua prin­ci­pa­le con­no­ta­zio­ne di cit­tà di “sto­ria, arte e cul­tu­ra”.

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