Tensioni nel Pd, salta la direzione regionale. Le minoranze insorgono contro Magorno

Bruno Gemelli Quotidiano del Sud CATANZARO – La decisione dello spostamento della direzione regionale del Pd che avrebbe dovuto tenersi ieri alle 16 a Belvedere Marittimo, dove oggi si chiude la festa de l’Unità, è stata spostata a lunedì con modalità “per le vie brevi”. La cosa non è piaciuta ai rappresentanti delle minoranze, Enzo Reda della mozione Emiliano e Fabio Guerriero della mozione Orlando.

Il primo ha scritto una lettera a Magorno in cui si legge: «Ti anticipo quello che ti dirò domani (oggi n.d.r.) personalmente al dibattito della festa regionale dell’Unità dove sono stato invitato quale rappresentante della mozione Emiliano. La strada che si sta percorrendo per i congressi provinciali è sbagliata. Già Italo Reale ha contestato la convocazione di una direzione che dovrebbe esaminare un regolamento per i congressi che nessuno ha visto ma l’errore è più di fondo perché si banalizza quello che dovremmo trasformare in un rilancio del partito (che ne ha proprio bisogno) nella solita “fiera della vanità” dove i pacchetti di tessere vengono utilizzati come corpi contundenti per colpire i probabili concorrenti alla camera ed al senato. […] Il regolamento è importante per vedere insieme come evitare situazioni in cui gli iscritti sono uguali, o maggiori dei voti del Pd, in cui i congressi si trasformano in lunghe file di sconosciuti che vogliono votare per chi gli ha comprato la tessera e cui devono o attendono un favore senza che per nessuno vi sia la possibilità di discutere sui problemi e sui i programmi in una Regione in cui solo il presidente della Giunta ritiene che il momento di raccogliere ciò che ha seminato (?). Ti prego quindi di rinviare l’esame del regolamento consentendo a tutti di prenderne visione (ovviamente quindi è necessario che sia pubblicato sul sito per poterlo leggere) magari costruendo una commissione che ne affronti le criticità e proponga soluzioni in modo che la direzione possa finalmente contare qualcosa».

Guerriero cala il carico da 11: «Il Partito che non c’è. Potrebbe essere, certo, il titolo di un best seller invece è la storia che si vive in Calabria nel Partito Democratico. La situazione calabrese imporrebbe al Pd una sollecita presa di posizione al fine di costringere ed aiutare i governanti la regione ad affrontare compiutamente le numerose crisi che affliggono i nostri conterranei. […] Assistiamo al balletto dei rinvii. Ultimo è quello odierno riguardante il rinvio della direzione regionale del Pd. Convocazione richiesta dai tanti dirigenti che non si rassegnano a vedere la Calabria non governata da uomini e donne del nostro stesso partito. La richiesta di direzione non configurava la volontà di una resa dei conti ma solo l’esigenza, in sede politica, di un confronto tra chi guida la regione ed il partito sui temi sopra esposti. Ma con un colpo di teatro, paragonabile solo alla maestria del grande Totó, attore indimenticabile, il segretario regionale rinvia la direzione da lui stesso convocata a seguito della concomitanza con la festa regionale convocata nella stessa giornata dallo stesso on. Magorno».

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