Terrorismo, foreign fighter marocchino arrestato in Calabria

Ales­sia Can­di­to Repubblica.it ROMA – Vive­va tra i palaz­zi ano­ni­mi di Luz­zi, pic­co­lo cen­tro dell’hinterland di Cosen­za, Hamil Meh­di, il 25en­ne di ori­gi­ne maroc­chi­na arre­sta­to nel­la not­te per­ché con­si­de­ra­to un poten­zia­le forei­gn fighter. A ese­gui­re l'ordinanza di custo­dia cau­te­la­re, gli uomi­ni del­la Digos di Cosen­za. L'operazione è coor­di­na­ta dal Ser­vi­zio cen­tra­le Anti­ter­ro­ri­smo In Ita­lia da oltre die­ci anni, per chi lo incon­tra­va rego­lar­men­te per stra­da, dove lavo­ra­va come ambu­lan­te, Meh­di era un ragaz­zo come tan­ti. Ma negli anni, quel ragaz­zi­no magro ha lascia­to il posto a un gio­va­ne uomo arrab­bia­to, che pro­gres­si­va­men­te ha ini­zia­to ad abbrac­cia­re le posi­zio­ni più oltran­zi­ste dell'Islam.

Stan­do alle accu­se, il suo desi­de­rio più gran­de era anda­re a com­bat­te­re in pri­ma linea sot­to le ban­die­re dell'Is, dove sareb­be sta­to pron­to anche ad offri­re la pro­pria vita alla jihad. Per que­sto, nel luglio scor­so ave­va anche ten­ta­to di anda­re in Siria per arruo­lar­si come volon­ta­rio, ma al suo arri­vo in Tur­chia – tap­pa inter­me­dia nel viag­gio ver­so i fron­ti di guer­ra – era sta­to bloc­ca­to dal­le auto­ri­tà. Per i ser­vi­zi di sicu­rez­za di Anka­ra era un sog­get­to dal­la "ele­va­ta peri­co­lo­si­tà socia­le". Per que­sto, d'intesa con l'Antiterrorismo ita­lia­no, è sta­to bloc­ca­to alla fron­tie­ra per "moti­vi di sicu­rez­za pub­bli­ca" e costret­to al rien­tro in Ita­lia. Da allo­ra gli uomi­ni del­la Digos non lo han­no per­so di vista un momen­to. Per mesi ne han­no moni­to­ra­to le fre­quen­ta­zio­ni e gli incon­tri, han­no pas­sa­to al setac­cio la sua cor­ri­spon­den­za come l'attività su inter­net, per sco­pri­re l'eventuale rete di rap­por­ti che potreb­be­ro aver­lo aiu­ta­to a recar­si in Tur­chia. Nel frat­tem­po, la pro­cu­ra di Catan­za­ro ha aper­to un fasci­co­lo per autoad­de­stra­men­to ai fini di ter­ro­ri­smo inter­na­zio­na­le, uno dei rea­ti pre­vi­sti dal­la nuo­va leg­ge anti­ter­ro­ri­smo, e nel giro di pochi mesi ha chie­sto e otte­nu­to l'arresto del gio­va­ne.

"Sono anda­to in Tur­chia sola­men­te per pre­ga­re", si è giu­sti­fi­ca­to il ragaz­zo con i poli­ziot­ti di Cosen­za che que­sta mat­ti­na all'alba lo han­no arre­sta­to. "Mi ave­va­no già con­te­sta­to di appar­te­ne­re all'Is ma io ho sem­pre nega­to. E ades­so lo riba­di­sco. Sono anda­to in Tur­chia sola­men­te per pre­ga­re". Una ver­sio­ne tut­ta da pro­va­re, alla qua­le però inve­sti­ga­to­ri e inqui­ren­ti non sem­bra­no dare alcun cre­di­to. "C'è sta­ta una atti­vi­tà inve­sti­ga­ti­va mol­to ser­ra­ta e a tut­to cam­po, sen­za tra­la­scia­re nes­sun par­ti­co­la­re – ha det­to il que­sto­re di Cosen­za, Lui­gi Liguo­ri.

Duran­te le inda­gi­ni è emer­sa una serie di ele­men­ti che poi ha indot­to la Dda a chie­de­re l'ordinanza di custo­dia cau­te­la­re che è sta­ta ese­gui­ta sta­ma­ne". Per mesi ne han­no moni­to­ra­to le fre­quen­ta­zio­ni e gli incon­tri, han­no pas­sa­to al setac­cio la sua cor­ri­spon­den­za come l’attività su inter­net, per sco­pri­re l’eventuale rete di rap­por­ti che potreb­be­ro aver­lo aiu­ta­to a recar­si in Tur­chia. Quo­ti­dia­na­men­te e con estre­ma cau­te­la – han­no sco­per­to gli inve­sti­ga­to­ri -, il gio­va­ne Hamil visi­ta­va quo­ti­dia­na­men­te siti e forum vici­ni o assi­mi­la­bi­li al net­work dell’Is, stu­dia­va per ore fil­ma­ti sull’addestramento dei sol­da­ti del Calif­fa­to, ma cer­ca­va anche con­tat­ti per tra­sfe­rir­si in Bel­gio o in Tur­chia.

Tut­ti ele­men­ti fini­ti nel fasci­co­lo aper­to dal­la pro­cu­ra di Catan­za­ro: "L’arresto di oggi è uno dei pri­mi casi di appli­ca­zio­ne del­la leg­ge del 2015 che con­te­sta l’autoaddestramento ai fini di ter­ro­ri­smo inter­na­zio­na­le. Sia­mo di fron­te a un esem­pio da manua­le del clas­si­co com­bat­ten­te stra­nie­ro", ha com­men­ta­to il coor­di­na­to­re del­la Dda di Catan­za­ro, Gio­van­ni Bom­bar­die­ri.

Ildispaccio.it IL VENTICINQUENNE maroc­chi­no Hamil Meh­di, arre­sta­to dal­la poli­zia di Cosen­za in un'indagine con­tro il ter­ro­ri­smo inter­na­zio­na­le, ave­va un "acca­ni­to inte­res­se per imma­gi­ni, fil­ma­ti e altri con­te­nu­ti pro­pa­gan­di­sti­ci rife­ri­ti all'organizzazione ter­ro­ri­sti­ca del­lo Sta­to Isla­mi­co, lin­ka­ti quo­ti­dia­na­men­te tra­mi­te diver­si siti tele­ma­ti­ci d'area". E' quan­to é emer­so dal­le inda­gi­ni del­la Digos di Cosen­za diret­te dal­la Dda di Catan­za­ro. I con­te­nu­ti dei fil­ma­ti riman­da­no a for­me di adde­stra­men­to e com­bat­ti­men­to tra sog­get­ti incap­puc­cia­ti, tut­ti con­tras­se­gna­ti dall'inconfondibile mar­chio dell'Isis. Nel cor­so del­le inda­gi­ni gli inve­sti­ga­to­ri han­no anche riscon­tra­to che Hamil Meh­di ave­va un estre­mo rigo­re nel segui­re i det­ta­mi del Cora­no. Il gio­va­ne, giun­to in Ita­lia nel 2006, è resi­den­te a Luz­zi, nel Cosen­ti­no, con per­mes­so di sog­gior­no ed è un com­mer­cian­te ambu­lan­te. Gli agen­ti del­la Digos di Cosen­za e del Ser­vi­zio cen­tra­le Anti­ter­ro­ri­smo lo han­no moni­to­ra­to costan­te­men­te dal luglio scor­so dopo che era sta­to respin­to in Tur­chia per moti­vi di sicu­rez­za ed era rien­tra­to in Ita­lia. "Sono anda­to in Tur­chia sola­men­te per pre­ga­re" ha det­to Hamil Meh­di ai poli­ziot­ti di Cosen­za al momen­to dell'arresto ese­gui­to sta­ma­ne per il rea­to di auto adde­stra­men­to ai fini di ter­ro­ri­smo inter­na­zio­na­le. Meh­di era sta­to respin­to nel luglio scor­so dal­la Tur­chia. "Mi ave­va­no già con­te­sta­to – ha aggiun­to – di appar­te­ne­re all'Isis ma io ho sem­pre nega­to. Ed anche ora riba­di­sco che non appar­ten­go all'Isis. Sono anda­to in Tur­chia sola­men­te per pre­ga­re".

"La Digos di Cosen­za ed il Ser­vi­zio cen­tra­le Anti­ter­ro­ri­smo era sul­le trac­ce del maroc­chi­no arre­sta­to sin da luglio, cioè dopo la sua espul­sio­ne dal­la Tur­chia. C'è sta­ta una atti­vi­tà inve­sti­ga­ti­va mol­to ser­ra­ta ed a tut­to cam­po, sen­za tra­la­scia­re nes­sun par­ti­co­la­re. E pro­prio duran­te le inda­gi­ni sono emer­si una serie di ele­men­ti che poi han­no indot­to la Dda a chie­de­re l'ordinanza di custo­dia cau­te­la­re che è sta­ta ese­gui­ta sta­ma­ne". Lo ha det­to il que­sto­re di Cosen­za, Lui­gi Liguo­ri, cir­ca l'arresto del maroc­chi­no Hamil Meh­di accu­sa­to del rea­to di autoad­de­stra­men­to ai fini di ter­ro­ri­smo inter­na­zio­na­le.

Bli­tz anti­ter­ro­ri­smo del­la Poli­zia: gli uomi­ni del­la Digos di Cosen­za stan­no ese­guen­do un'ordinanza di custo­dia cau­te­la­re nei con­fron­ti di un forei­gn fighter maroc­chi­no. L'operazione è coor­di­na­ta dal Ser­vi­zio cen­tra­le Anti­ter­ro­ri­smo. In manet­te, secon­do quan­to si appren­de, è fini­to un gio­va­ne di 25 anni resi­den­te a Luz­zi, in pro­vin­cia di Cosen­za: gli uomi­ni del­la Poli­zia, che inda­ga­va­no su di lui dal luglio scor­so, lo han­no bloc­ca­to all'alba. Il maroc­chi­no è inda­ga­to per i rea­ti pre­vi­sti dal­la nuo­va leg­ge anti­ter­ro­ri­smo in vigo­re da apri­le 2015 ed in par­ti­co­la­re gli vie­ne con­te­sta­to l'articolo 270 quin­ques del codi­ce pena­le.

«Dal­le inda­gi­ni emer­go­no trian­go­la­zio­ni con uten­ze con­tat­ta­te anche da altri ter­ro­ri­sti». Lo ha det­to il pro­cu­ra­to­re aggiun­to del­la Dda di Catan­za­ro Gio­van­ni Bom­bar­die­ri, nel cor­so del­la con­fe­ren­za stam­pa sull'arresto di Hamil Meh­di. «In par­ti­co­la­re – ha aggiun­to – coin­ci­den­ze di uten­ze con sog­get­ti che sono sta­ti accer­ta­ti esse­re respon­sa­bi­li di atti­vi­tà ricon­du­ci­bi­li al ter­ro­ri­smo inter­na­zio­na­le, tra cui anche una a cui face­va capo anche Ayoub El Khaz­za­ni, l'attentatore del tre­no Pari­gi-Amster­dam». «Il ragaz­zo attra­ver­so inter­net era riu­sci­to a dotar­si di manua­li e video per l'autoaddestramento, era atten­to ma sca­ri­ca­va in con­ti­nua­zio­ne video rife­ri­bi­li all'Isis o al mar­ti­rio». Lo ha det­to il Pro­cu­ra­to­re aggiun­to di Catan­za­ro, Gio­van­ni Bom­bar­die­ri, nel cor­so del­la con­fe­ren­za stam­pa sull'arresto a Cosen­za del maroc­chi­no di 25 anni coin­vol­to in una inchie­sta sul ter­ro­ri­smo inter­na­zio­na­le.

«Dob­bia­mo – ha aggiun­to – anco­ra vaglia­re tut­te le altre infor­ma­zio­ni, ma di cer­to ci sono con­tat­ti tele­fo­ni­ci con ter­ro­ri­sti. Meh­di ave­va già mostra­to la volon­tà di recar­si in Bel­gio a fine set­tem­bre, viag­gio poi rin­via­to per moti­vi di fami­glia. Sap­pia­mo che vi era­no liti con­ti­nue anche con i fami­lia­ri a cau­sa di un'estremizzazione dei det­ta­mi reli­gio­si, al pun­to che vie­ta­va al fra­tel­lo di chia­ma­re la fidan­za­ta al tele­fo­no o di recar­si al mare dove c'erano don­ne in costu­me» ele­fo­ni cel­lu­la­ri, un com­pu­ter ed una serie di mano­scrit­ti sono sta­ti seque­stra­ti sta­ma­ne dagli agen­ti del­la poli­zia di Sta­to in occa­sio­ne dell'arresto del maroc­chi­no Hamil Meh­di nell'ambito di un'inchiesta con­tro il ter­ro­ri­smo inter­na­zio­na­le. Il diri­gen­te del­la Digos di Cosen­za, Pie­ro Gera­ci, nel cor­so del­la con­fe­ren­za stam­pa sull'arresto, ha affer­ma­to che «stia­mo prov­ve­den­do a far tra­dur­re i mano­scrit­ti e valu­te­re­mo meglio tut­ti gli ele­men­ti emer­si dall'attività inve­sti­ga­ti­va. Il gio­va­ne si è dichia­ra­to sin dall'inizio inno­cen­te».

All'incontro con i gior­na­li­sti era pre­sen­te anche il rap­pre­sen­tan­te del­la Dire­zio­ne gene­ra­le anti­ter­ro­ri­smo, Clau­dio Gaz­ze­ra­no. «L'operazione di oggi – ha spie­ga­to Gaz­ze­ra­no – è un suc­ces­so del­la poli­ti­ca di pre­ven­zio­ne, gra­zie alla coo­pe­ra­zio­ne inter­na­zio­na­le, ma soprat­tut­to sia­mo riu­sci­ti ad indi­vi­dua­re un pro­ces­so di radi­ca­liz­za­zio­ne in cor­so ed a fer­mar­lo pri­ma che potes­se rag­giun­ge­re con­se­guen­ze più gra­vi». Le inda­gi­ni dei poli­ziot­ti del­la Digos di Cosen­za e dell'Antiterrorismo del­la Dire­zio­ne Cen­tra­le del­la Poli­zia di Pre­ven­zio­ne, nei con­fron­ti del maroc­chi­no arre­sta­to, sono ini­zia­te a luglio del 2015 . L'arrestato, spie­ga una nota del­la Poli­zia, il 10 luglio del 2015, ave­va rag­giun­to la Tur­chia ma è sta­to fat­to rien­tra­re in Ita­lia dopo che le auto­ri­tà Tur­che, d'intesa con gli uomi­ni dell'Antiterrorismo Ita­lia­no, ne ave­va­no evi­den­zia­to la peri­co­lo­si­tà respin­gen­do­lo per moti­vi di «sicu­rez­za pub­bli­ca».

Il maroc­chi­no arre­sta­to dagli agen­ti dell'antiterrorismo del­la Poli­zia di Cosen­za era pron­to a rag­giun­ge­re gli sce­na­ri di guer­ra. È quan­to emer­ge dal­le inda­gi­ni com­piu­te dal­la poli­zia e dal­la Dda di Catan­za­ro. Il maroc­chi­no arre­sta­to è Hamil Meh­di, di 25 anni, resi­den­te a Luz­zi (Cosen­za), inda­ga­to per i rea­ti con­tem­pla­ti dal­la nuo­va legi­sla­zio­ne anti­ter­ro­ri­smo intro­dot­ta dal­la leg­ge n. 43 del 17 apri­le 2015, con par­ti­co­la­re rife­ri­men­to alla feno­me­no­lo­gia dei cosid­det­ti forei­gn fighters, art. 270-quin­quies del codi­ce pena­le.

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