Torna in libertà Antonio Cortese, "bombarolo" della cosca Lo Giudice

Reggiotv.it REGGIO CALABRIA – La Cor­te d’Appello di Reg­gio Cala­bria ha dispo­sto la scar­ce­ra­zio­ne di Cor­te­se Anto­nio (cl.62), dife­so dall’avv. Giu­sep­pe Nar­do, per sca­den­za mas­si­ma dei ter­mi­ni di custo­dia cau­te­la­re. Cor­te­se era bal­za­to agli ono­ri del­la cro­na­ca, anche tele­vi­si­va, allor­ché fu arre­sta­to (con la cop­po­la in testa) al con­fi­ne slo­ve­no men­tre face­va rien­tro in Ita­lia dal­la Roma­nia, intan­to che era ricer­ca­to qua­le auto­re degli ecla­tan­ti atten­ta­ti alla Pro­cu­ra Gene­ra­le del­la Cor­te d’Appello di Reg­gio Cala­bria del 3 gen­na­io 2010 e di quel­lo del 26 ago­sto del­lo stes­so anno alla casa del Pro­cu­ra­to­re Gene­ra­le Sal­va­to­re Di Lan­dro, da poco in pen­sio­ne, che per for­tu­na non fece­ro vit­ti­me ma pro­cu­ra­ro­no solo ingen­ti dan­ni agli sta­bi­li, e per ave­re col­lo­ca­to un Bazoo­ka, fat­to esplo­de­re in aria nel­la not­te pri­ma di esse­re sta­to fat­to ritro­va­re dal­la poli­zia, sul­le bre­tel­le del Calo­pi­na­ce, desti­na­to all’allora Pro­cu­ra­to­re di Reg­gio Cala­bria Giu­sep­pe Pigna­to­ne.

Cor­te­se era rite­nu­to l’uomo di fidu­cia del capo clan Anto­ni­no Lo Giu­di­ce, il nano, con il qua­le si accom­pa­gna­va abi­tual­men­te, anche all’estero, e per con­to del qua­le com­mi­se una serie impres­sio­nan­te di rea­ti che, oltre ai tre sen­sa­zio­na­li atten­ta­ti, van­no dal­la par­te­ci­pa­zio­ne alla asso­cia­zio­ne mafio­sa, alla deten­zio­ne di un vero e pro­prio arse­na­le (pisto­le, fuci­li, bazoo­ka, kala­sh­ni­kov), alle estor­sio­ni, ai mol­te­pli­ci dan­neg­gia­men­ti agli eser­ci­zi com­mer­cia­li del­le mal­ca­pi­ta­te vit­ti­me, sem­pre median­te l’utilizzo di rudi­men­ta­li ma mici­dia­li bom­be da lui con­fe­zio­na­te impie­gan­do bom­bo­le di gas, svuo­ta­te e riem­pi­te di tri­to­lo, bul­lo­ni ed altri mate­ria­li. Il Cor­te­se che si tro­va­va ristret­to pres­so il car­ce­re di Mila­no Ope­ra, è sta­to con­dan­na­to alla com­ples­si­va pena di 12 anni e 4 mesi di reclu­sio­ne ed ora atten­de­rà da libe­ro il ver­det­to del­la Cas­sa­zio­ne. Nel frat­tem­po il pros­si­mo mese di mag­gio si cele­bre­rà il pro­ces­so d’appello a Catan­za­ro per gli atten­ta­ti ai magi­stra­ti dove il Cor­te­se ha rime­dia­to altri 5 anni e 8 mesi di reclu­sio­ne e dove anche lì, sem­pre dife­so dall’avv. Nar­do, rispon­de a pie­de libe­ro.