Tutti dalla cosca per pagare ed avere i voti. Dalle intercettazioni sui Commisso le manovre per avere sostegno

Anto­nio Ana­sta­si Ilquotidianoweb.it SIDERNO – Non solo nar­co­traf­fi­co, ma anche con­trol­lo dei poli­ti­ci e dei voti per far­li eleg­ge­re. In cam­bio di 400­mi­la euro il clan può aiu­ta­re chi gli “inte­res­sa” per poi, al momen­to giu­sto, seder­si insie­me attor­no a un tavo­lo. Nel­la ormai fami­ge­ra­ta lavan­de­ria Ape­green di Sider­no, Giu­sep­pe Com­mis­so, boss dell'élite del­la 'ndran­ghe­ta, men­tre discu­te­va con Dome­ni­co Are­na di Rosar­no, cogna­to di Vin­cen­zo Pesce, di cari­chi di dro­ga pro­ve­nien­ti dal Vene­zue­la e giun­ti al por­to di Geno­va, e dell'accesso pri­vi­le­gia­to al por­to di Gio­ia Tau­ro, che, gra­zie a un poli­ziot­to com­pia­cen­te, nean­che i “san­lu­co­ti” riu­sci­va­no ad ave­re, non­ché di affa­ri con i “colom­bia­ni”, a un cer­to pun­to si met­te a par­la­re di poli­ti­ca. Per­ché da loro anda­va­no tut­ti. «Solo loro due sono venu­ti? Con il sin­da­co di Sider­no o il sin­da­co di San Luca?», chie­de­va “'u mastru” nel mar­zo 2010. «No, con il sin­da­co di San Luca… con Figlio­me­ni». «Allo­ra ho capi­to male io, dice­va con il sin­da­co nostro». 

Alessandro FigliomeniIl rife­ri­men­to potreb­be esse­re a Ales­san­dro Figlio­me­ni, l'ex sin­da­co di Sider­no nel luglio 2014 con­dan­na­to a 12 anni di reclu­sio­ne e rite­nu­to la lon­ga manus del­le ndri­ne, accu­sa con la qua­le già era sta­to fer­ma­to nel dicem­bre 2010 nell'ambito di un'altra inchie­sta con­tro i Com­mis­so. «Que­sto di Locri è venu­to pure», spie­ga­va Are­na, ma Com­mis­so insi­ste­va, mostran­do pure una foto su un gior­na­le all'interlocutore che spie­ga­va che si trat­ta­va di due fra­tel­li. Per la cro­na­ca, il Comu­ne di San Luca, sciol­to per mafia, dal giu­gno 2015 è ret­to dal com­mis­sa­rio Sal­va­to­re Gul­lì in segui­to al coin­vol­gi­men­to dell'ex sin­da­co Seba­stia­no Gior­gi nell'inchiesta che nel giu­gno scor­so ha por­ta­to alla sua con­dan­na a sei anni. Il Comu­ne di Sider­no, inve­ce, pres­so cui oggi sono in cari­ca orga­ni elet­ti­vi (sin­da­co Pie­tro Fuda), fu com­mis­sa­ria­to in segui­to all'arresto di Figlio­me­ni. «Quat­tro­cen­to­mi­la euro… tan­to que­sti era­no d'accordo con noi per il discor­so di fot­ter­gli i sol­di… Ma ce ne stan­no assai…l'altro gior­no è venu­to un altro da Bagna­ra… gli abbia­mo det­to che ci impe­gna­mo».

L'avvertenza, però, era non far­si sco­pri­re dal­le for­ze dell'ordine, che nell'imminenza del voto inten­si­fi­ca­no le inda­gi­ni. «La pri­ma cosa che fan­no… van­no a con­trol­la­re le mac­chi­ne se ci sono que­ste car­te del­le ele­zio­ni… ma noi aiu­tia­mo chi dob­bia­mo aiu­ta­re, chi inte­res­sa a noi, poi quan­do è ora ci sedia­mo a un tavo­li­no, par­lia­mo, vedia­mo chi dob­bia­mo aiu­ta­re». Non è cer­to un caso che il pro­cu­ra­to­re aggiun­to di Reg­gio Nico­la Grat­te­ri, l'altra mat­ti­na, abbia det­to, nel cor­so del­la con­fe­ren­za tenu­ta­si per illu­stra­re i det­ta­gli dell'operazione Ape­green Drug, con­dot­ta dal­la Squa­dra Mobi­le del­la Que­stu­ra del­la cit­tà del­lo Stret­to, che «bor­ghe­sia e capi­ma­fia van­no a brac­cet­to a Sider­no», dove «i qua­dri diri­gen­ti del­la pub­bli­ca ammi­ni­stra­zio­ne si sie­do­no al risto­ran­te con il boss». Cosimo-CherubinoCom­mis­so, quel­lo che nel­le inter­cet­ta­zio­ni si van­ta­va di coman­da­re 118 “loca­li” di ndran­ghe­ta, dice­va: «Noi abbia­mo a Cherubino…mezzo paren­te nostro… sia­mo assai vici­ni… set­te per­so­ne abbia­mo a Sider­no però a noi inte­res­sa per­so­nal­men­te Che­ru­bi­no, poi c'è Cri­nò, quel­lo dei rag­gi, che del­le vol­te anda­te là che ave­te biso­gno». Per una tac «si met­te a dispo­si­zio­ne». L'appoggio del “mastro” sareb­be sta­to a Cosi­mo Che­ru­bi­no, l'ex con­si­glie­re regio­na­le nel mag­gio 2012 arre­sta­to sem­pre dal­la Mobi­le reg­gi­na e al qua­le il Tri­bu­na­le di Locri ha inflit­to 12 anni nel mar­zo scor­so.

Ma i boss era­no let­te­ral­men­te asse­dia­ti dai can­di­da­ti. Are­na: «però ce ne sono assai, il pri­ma­rio dell'ospedale di Poli­ste­na e si vuo­le pre­sen­ta­re, que­sto di Bagna­ra a Goia Tau­ro è col­le­ga­to bene e si vuo­le pre­sen­ta­re, que­sto Macrì è venu­to con un ami­co e si vuo­le pre­sen­ta­re». Secon­do Com­mis­so, però, il più quo­ta­to era Che­ru­bi­no «che si è immi­schia­to con Rao tra­mi­te uno di Reg­gio, nostro comun­que». «Gae­ta­no Rao di che par­ti­to è, For­za Ita­lia?», chie­de­va Com­mis­so. Pro­ba­bi­le il rife­ri­men­to all'assessore pro­vin­cia­le all'Agricoltura di Reg­gio. E Are­na: «è un ami­co ma a livel­lo poli­ti­co non ne vuo­le che sape­re». Intan­to, però, gli stes­si boss sono con­sa­pe­vo­li che i gover­nan­ti loca­li «non sono capa­ci a fare una stra­da». Com­mis­so però incal­za­va, disqui­sen­do di mano­vre elet­to­ra­li con rife­ri­men­to anche a due ex gover­na­to­ri cala­bre­si: «Che­ru­bi­no dovreb­be pren­de­re un asses­so­ra­to, pren­de voti qua a Sider­no… va come asses­so­re e va anche Sco­pel­li­ti, le cose si aggiu­sta­no qua da noi… per­ché da noi vota­no sem­pre a Loie­ro». Si trat­ta di stral­ci dell'informativa Cri­mi­ne, nell'ambito del­la qua­le Com­mis­so in pri­mo gra­do è sta­to già con­dan­na­to, che sono sta­ti valo­riz­za­ti anche nell'ordinanza di custo­dia cau­te­la­re noti­fi­ca­ta ai 14 inda­ga­ti nell'ambito dell'inchiesta che ha por­ta­to all'operazione Ape­green Drug.

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