Una delegazione consolare italiana ha incontrato Gabriele Del Grande

Daniele Del Grande

Rainews.it ROMA – Una dele­ga­zio­ne con­so­la­re ita­lia­na ha incon­tra­to Gabrie­le Del Gran­de, il regi­sta fer­ma­to dal­la poli­zia tur­ca il 10 apri­le scor­so per­ché si tro­va­va in una stri­scia di ter­ri­to­rio al con­fi­ne con la Siria cui è inter­det­to l'accesso. Il col­lo­quio si è svol­to nel cen­tro di deten­zio­ne ammi­ni­stra­ti­va di Mugla, sul­la costa egea del­la Tur­chia. Ieri il padre di Gabrie­le, Mas­si­mo si era det­to col­pi­to dal­la mani­fe­sta­zio­ni di affet­to e soli­da­rie­tà nei con­fron­ti del figlio: "Tut­te le mani­fe­sta­zio­ni di affet­to che si stan­no mol­ti­pli­can­do in giro per l'Italia – ha det­to anco­ra Mas­si­mo Del Gran­de – ci fan­no un immen­so pia­ce­re: dimo­stra­no che la liber­tà è un bene impor­tan­te a cui tut­ti ten­go­no e con­tri­bui­sco­no a non far­ci sen­ti­re soli".

La fami­glia di Gabrie­le ha invia­to un mes­sag­gio in occa­sio­ne del­la con­fe­ren­za stam­pa al Sena­to con Lui­gi Man­co­ni. "La sua voce e' arri­va­ta come un gri­do dispe­ra­to di aiu­to- han­no scrit­to- la sua fru­stra­zio­ne era pal­pa­bi­le per il fat­to di tro­var­si in uno sta­to di pri­va­zio­ne del­la sua liber­ta' e dei suoi dirit­ti, sen­za esse­re accu­sa­to di nes­sun rea­to pena­le". Dopo la tele­fo­na­ta di mar­te­dì ai fami­lia­ri, in cui ha annun­cia­to l'avvio di uno scio­pe­ro del­la fame, Del Gran­de è rima­sto sen­za con­tat­ti con l'esterno nel cen­tro di iden­ti­fi­ca­zio­ne ed espul­sio­ne di Mugla. Una tele­fo­na­ta che è riu­sci­to a fare solo dopo rei­te­ra­te e for­ti pro­te­ste. La pri­ma dal gior­no del fer­mo da par­te del­le auto­ri­tà tur­che per­ché si tro­va­va al con­fi­ne con la Siria "in una zona del pae­se in cui non è con­sen­ti­to l'accesso". "Sto par­lan­do con quat­tro poli­ziot­ti che mi guar­da­no e ascol­ta­no. Mi han­no fer­ma­to al con­fi­ne- dice Gabrie­le- e dopo aver­mi tenu­to nel cen­tro di iden­ti­fi­ca­zio­ne e di espul­sio­ne di Hatay, sono sta­to tra­sfe­ri­to a Mugla, sem­pre in un cen­tro di iden­ti­fi­ca­zio­ne ed espul­sio­ne, in iso­la­men­to. I miei docu­men­ti sono in rego­la, ma non mi e' per­mes­so di nomi­na­re un avvo­ca­to, ne' mi e' dato sape­re quan­do fini­ra' que­sto fer­mo. Sto bene, non mi e' sta­to tor­to un capel­lo ma non pos­so tele­fo­na­re, han­no seque­stra­to il mio tele­fo­no e le mie cose, seb­be­ne non mi ven­ga con­te­sta­to alcun rea­to. La ragio­ne del fer­mo e' lega­ta al con­te­nu­to del mio lavo­ro. Ho subi­to ripe­tu­ti inter­ro­ga­to­ri al riguar­do. Ho potu­to tele­fo­na­re solo dopo gior­ni di pro­te­sta. Non mi e' sta­to det­to che le auto­ri­ta' ita­lia­ne vole­va­no met­ter­si in con­tat­to con me. Da sta­se­ra entre­ro' in scio­pe­ro del­la fame e invi­to tut­ti a mobi­li­tar­si per chie­de­re che ven­ga­no rispet­ta­ti".

Ad aumen­ta­re la ten­sio­ne attor­no al caso, il fat­to che al vice con­so­le ita­lia­no ad Anka­ra e al lega­le tur­co di Del Gran­de sia sta­to vie­ta­to di incon­tra­re il regi­sta. In Tur­chia, il dos­sier vie­ne con­si­de­ra­to "di mas­si­ma sen­si­bi­li­tà" ha det­to ieri il mini­stro Alfa­no, che ha avu­to un con­tat­to tele­fo­ni­co con il suo omo­lo­go tur­co, Mevlut Cavu­so­glu, nel cor­so del qua­le ha chie­sto l'immediato rila­scio di Gabrie­le. Alfa­no ha spie­ga­to di aver rice­vu­to il "mas­si­mo impe­gno" dal gover­no tur­co sul fat­to che "le pro­ce­du­re ver­ran­no con­clu­se al più pre­sto". "La que­stio­ne del­le pro­ce­du­re non può in alcun modo impe­di­re l'assistenza lega­le e con­so­la­re e ogni for­ma di soste­gno", ha aggiun­to il mini­stro, pre­ci­san­do che "il caso è segui­to al mas­si­mo livel­lo e con la mas­si­ma atten­zio­ne pos­si­bi­le". A sug­ge­ri­re, però, che le pro­ce­du­re per il rim­pa­trio del repor­ter "potreb­be­ro esse­re non bre­vi" è il pre­si­den­te del­la Com­mis­sio­ne dirit­ti uma­ni, Lui­gi Man­co­ni, secon­do cui nel­le pre­sun­te accu­se a cari­co di Del Gran­de, tut­to­ra non for­ma­liz­za­te, sareb­be­ro emer­si "pro­fi­li di sicu­rez­za nazio­na­le". Fon­ti tur­che han­no fat­to sape­re che è pre­vi­sta per vener­dì l'autorizzazione alla visi­ta del­la dele­ga­zio­ne con­so­la­re ita­lia­na a Del Gran­de. La com­pa­gna di Del Gran­de: "La Far­ne­si­na sta facen­do un lavo­ro enor­me" "La Far­ne­si­na sta facen­do un enor­me e deli­ca­to lavo­ro per otte­ne­re al più pre­sto la libe­ra­zio­ne di Gabrie­le", ha det­to Ales­san­dra d'Onofrio, la com­pa­gna del docu­men­ta­ri­sta, inter­ve­nen­do tele­fo­ni­ca­men­te a Uno Mat­ti­na. "Sen­tia­mo la Far­ne­si­na ogni gior­no e chie­dia­mo che il con­so­le e un avvo­ca­to vada­no a tro­var­lo al più pre­sto".

La pre­si­den­te del­la Came­ra Bol­dri­ni: "Cono­sco bene l'impegno e la serie­tà di Gabrie­le" "Cono­sco bene l'impegno, lo slan­cio e la serie­tà di Gabrie­le Del Gran­de per­ché quan­do ero por­ta­vo­ce dell'Unhcr abbia­mo avu­to occa­sio­ni di col­la­bo­ra­zio­ne – scri­ve su Face­book Lau­ra Bol­dri­ni – Con il suo osser­va­to­rio sul­le vit­ti­me del­le migra­zio­ni 'For­tress Euro­pe' per anni ha tenu­to alta l'attenzione sui flus­si migra­to­ri e sui mor­ti nel Medi­ter­ra­neo. Mi uni­sco a quan­ti, a par­ti­re dal gover­no, stan­no sol­le­ci­tan­do il suo rila­scio imme­dia­to e chie­do­no che, nel frat­tem­po, gli ven­ga data la pos­si­bi­li­tà di ave­re assi­sten­za medi­ca e lega­le". Intan­to si mol­ti­pli­ca­no gli appel­li e le pre­se di posi­zio­ne Appel­lo Usi­grai a Rai: la coper­ti­na di Tg e Gr per Gabrie­le Del Gran­de "Nes­su­no può assu­mer­si la respon­sa­bi­li­tà di far cade­re nel vuo­to l'appello lan­cia­to da Gabrie­le Del Gran­de dal car­ce­re tur­co dove è dete­nu­to da qua­si 10 gior­ni.

L'Usigrai lan­cia un appel­lo alla Rai: da ora fino al gior­no del­la libe­ra­zio­ne di Del Gran­de, il Ser­vi­zio Pub­bli­co dedi­chi a que­sta sto­ria le coper­ti­ne dei pro­pri tele­gior­na­li e gior­na­li radio". Così una nota dell'Usigrai. Fnsi: appel­lo a auto­ri­tà Ita­lia per libe­ra­zio­ne Del Gran­de La Fede­ra­zio­ne nazio­na­le del­la stam­pa ita­lia­na rac­co­glie l'invito alla mobi­li­ta­zio­ne, arri­va­to diret­ta­men­te dal car­ce­re tur­co, di Gabrie­le Del Gran­de, che da que­sta sera ha deci­so di ini­zia­re uno scio­pe­ro del­la fame. "Come abbia­mo fat­to sin dal pri­mo momen­to, chie­dia­mo con anco­ra più for­za alle auto­ri­tà ita­lia­ne di por­re con rad­dop­pia­ta ener­gia la richie­sta di libe­ra­zio­ne di Gabrie­le Del Gran­de, fer­ma­to solo e sol­tan­to per aver ten­ta­to di svol­ge­re il suo mestie­re. Ma evi­den­te­men­te il libe­ro eser­ci­zio del dirit­to di cro­na­ca in Tur­chia non è più con­sen­ti­to, né ai gior­na­li­sti tur­chi, cir­ca 150 in gale­ra, né a chiun­que altro", affer­ma­no il segre­ta­rio gene­ra­le e il pre­si­den­te del­la Fnsi, Raf­fae­le Lorus­so e Giu­sep­pe Giu­liet­ti.