Una svolta al “rapimento”? Forse Paul Getty presto liberato L’avvocato: “I soldi sono pronti, ma non abbiamo pagato un miliardo e 700 milioni”

F.s. La Stampa ROMA, 14 dicembre – Paul Getty sta per essere liberato: la voce si registra sempre con maggiore insistenza ma le ore passano, la suspense aumenta e l’inquietudine si riaffaccia nella storia oscura del rapimento dell’anno che non riesce a concludersi. I familiari smentiscono, la polizia nega con decisione. L’avvocato Giovanni Jacovoni afferma: «Non è vero che per Paul sono stati pagati un miliardo e settecento milioni. Possiamo soltanto confermare che i quattrini sono pronti, che c’è stato un nuovo contatto con i rapitori, ma che il riscatto non è stato ancora consegnato. Posso assicurare che, in poche ore, con un minimo di preavviso, siamo in grado di farlo».

Gail Harris Getty, la madre del ragazzo, risponde al telefono con voce affannata e si limita a dire: «Ancora niente di nuovo, vi prego, credetemi». Poi, in serata, ha lanciato un appello ai giornali: «In questo momento — ha dichiarato all’agenzia Ansa — io chiedo il silenzio più assoluto dei giornali perché qualsiasi notizia può pregiudicare le trattative». Malgrado le smentite, fonti attendibili insistono e raccontano, nei dettagli, le fasi della consegna del denaro, mille e settecento milioni in biglietti da 10, 50 e 100 mila, consegnati, si dice, mercoledì 12 dicembre lungo l’Autostrada del Sole, in direzione di Reggio Calabria, dall’emissario americano del re del petrolio, mister Chease, a Roma, dall’agosto scorso per riferire al nonno di Paul gli sviluppi della vicenda. A sera fotografi e giornalisti stazionano dinanzi all’appartamento di Gail Harris, in piazza Santa Caterina della Rota, alle spalle di piazza Farnese.

La madre di Paul è in casa, accanto al telefono, in attesa. «Sono cinque mesi che aspetta», dice la domestica Amalia lasciando l’alloggio, «ma, aggiunge, forse ci siamo». La frase, dal 9 luglio, quando Paul scomparve dopo una serata trascorsa in una discoteca alla moda del quartiere Aventino, è stata ripetuta più volte, sempre con scetticismo. Poi, d’improvviso, gli umori sono mutati: è accaduto il 22 novembre quando i rapitori dopo aver spedito un orecchio ad un giornale romano hanno lasciato sull’Autostrada del Sole cinque istantanee di Paul che mostrano, con raccapricciante evidenza, la cicatrice rossastra e slabbrata del suo orecchio mozzato.

 

 

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