Xylella, per l’Ue eradicazioni solo in caso di estrema necessità

BRUXELLES – "In Salento non sarà obbligatorio eradicare gli alberi se non sono vicino a vivai, o in situazioni particolari, come ad esempio in prossimità di alberi di valore storico, o in situazioni che le autorità locali reputino di rischio e quindi che questa misura sia necessaria", così Enrico Brivio, portavoce della Commissione europea per Salute e Ambiente, in un'intervista all'agenzia ANSA sulle misure anti-Xyella adottate dal Comitato Ue per la salute delle piante della Commissione europea. "Per l'entrata in forza delle misure – spiega Brivio – sarà questione di qualche settimana. Si deve procedere con le traduzioni, e con la formalizzazione di questa decisione che ormai è stata presa". Quanto al sostegno economico agli agricoltori che si trovano a fare i conti col batterio killer, il portavoce evidenzia che "già oltre un milione di euro è stato versato dalla Commissione europea per misure di monitoraggio, controllo e test. Inoltre si stanno valutando misure all'interno dello Sviluppo rurale della Puglia, che possono essere destinati ad attutire l'impatto di questa malattia sull'attività degli agricoltori e la Dg agricoltura sta studiando altre forme di finanziamento, oltre che finanziamenti per progetti di ricerca".

"Il Salento non può essere il lazzaretto d'Europa. Le misure di precauzione individuate, a nord della stessa area e da attuare nel Brindisino possono da un lato, aiutare a limitare il fenomeno di propagazione della Xylella, dall'altro, potrebbero cancellare l'olivicoltura, la sua economia e l'indotto collegato". Così David Granieri, presidente di Unaprol-Consorzio olivicolo italiano, nel dichiararsi "preoccupato per le misure adottate da Bruxelles che, invece di favorire il superamento dello stato di crisi, spingono in un ghetto la mancata soluzione del problema, originato molto probabilmente da controlli sanitari carenti in ingresso alle frontiere della Ue, solo ora chiuse". "Le decisioni di Bruxelles – aggiunge Granieri – hanno più l'aria di un mero calcolo geometrico, che prelude ad un sacrificio finale del Salento condannato ad una morte sociale ed economica perché considerata ormai zona endemica, circondata da una corona di estirpazioni. Un sacrificio che non può essere accettato, anche perché Bruxelles poco dice sulla lotta al vettore che rappresenta il vero problema di propagazione della batteriosi e che non si ferma certo per decreto; e nulla ancora dice su come sostenere le aziende colpite dalla batteriosi"

"C'è un impegno indiscutibile, c'è dunque da apprezzare la riduzione del raggio di intervento delle eradicazioni, estremo rimedio a male assoluto ma c'è da considerare la possibilità di evitare i tagli delle piante sane e, soprattutto, da accelerare gli interventi a favore degli agricoltori pugliesi". Così l'europarlamentare di Fi Barbara Matera sulle misure anti-Xylella. "Bene anche il rigore delle misure relative all'import-export di piante. – aggiunge l'europarlamentare – Da tenere, però, d'occhio i tempi di attuazione delle misure così come adottate".

"La valutazione di ieri del Comitato fitosanitario permanente, a Bruxelles, è a mio avviso politicamente inaccettabile, oltre che scientificamente discutibile come hanno spiegato molti esperti, visto che non è affatto detto che sia inevitabile distruggere milioni di piante italiane". Lo afferma in una nota l'europarlamentare pugliese di Fi Raffaele Fitto a proposito della vicenda xylella. "Parliamoci chiaro – aggiunge – c'è in Europa chi vorrebbe far fuori la produzione pugliese per 5 anni, a tutto beneficio della concorrenza (Francia in testa). E il Governo italiano che fa? E' muto e succube?". "Nel marzo scorso – aggiunge – il Governo ha accolto alla Camera un nostro ordine del giorno che impegnava l'Esecutivo "ad assumere con urgenza ogni misura di sostegno tributario in favore degli agricoltori e delle imprese agricole colpite da emergenze fitosanitarie riguardanti le coltivazioni, in modo da aiutare importanti settori dell'agricoltura nazionale a superare tale fase di difficoltà. Che cosa intende fare il Governo su questo punto?". Fitto parla di ritorsioni messe in atto dalla Francia contro l'Italia e della necessità di "denunciare un inefficiente sistema di controllo ai confini del continente". "Diciamo no all'idea di 'eradicazioni facili' – aggiunge Fitto – Hanno ragione gli agricoltori che si oppongono ed esprimono preoccupazione. Le eradicazioni dovrebbero essere solo l'extrema ratio, l'ultimissima ipotesi, nel caso in cui non ci sia altro da fare". "Occorre infine – conclude – stigmatizzare il comportamento colpevole di chi sia dal punto di vista tecnico che politico ha perso troppo tempo. L'emergenza è stata gestita in maniera infelice, fin dal momento dell'individuazione del primo focolaio (Gallipoli Sud – ottobre 2013), per contrastare o comunque governare tale calamità sul territorio".

"Il rischio di desertificazione del Salento è stato sventato. Ora occorre un approfondimento su alcune parti critiche". Così il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, commenta la direttiva europea decisa ieri in riferimento alla emergenza provocata dal batterio della Xylella che ha colpito gli ulivi del Salento. "Eravamo partiti – sottolinea Vendola – da una prospettiva catastrofica che era quella di procedere a eradicazioni indiscriminate, con il rischio di un vera desertificazione del Salento. Questo rischio è stato sventato con la battaglia strenua della Regione Puglia e del Ministero e grazie anche alla grande mobilitazione degli agricoltori, di vivaisti, dei movimenti ambientalisti e dei cittadini, che vi è stata in tutto il Salento". "Oggi – aggiunge – siamo di fronte alla prospettiva di estirpare le piante che risulteranno infette solo nella zona di sorveglianza nel nord del Salento e nella zona di eradicazione all'interno della provincia di Lecce, anche se ribadiamo naturalmente il concetto che nessuna pianta sana debba essere toccata". "Un elemento della direttiva però che ci colpisce negativamente – aggiunge Vendola – è quello relativo al divieto di commercializzazione della vite. Al momento non c'è una ragione scientifica poiché non è dimostrato che questo ceppo di Xylella colpisca la vite". Ma in questo momento la preoccupazione per Vendola è anche quella del "ricorso massiccio all'uso dei fitofarmaci" per cercare di sconfiggere la malattia. Occorrono "più pratiche agronomiche corrette, meno fitofarmaci. L'abuso della chimica non è la medicina per i problemi dell'agricoltura". "Abbiamo anche aperto – afferma Vendola – con il Ministero dell'Agricoltura e con Bruxelles, il dossier che riguarda il ristoro agli agricoltori, ai vivaisti e a tutti i lavoratori colpiti economicamente da questi problemi". Per quanto riguarda la possibilità di presentare un ricorso alla Corte di giustizia europea, Vendola ribadisce "l'intenzione di approfondire anche sul piano giuridico quelle parti della direttiva considerate più critiche come quelle che prevedono l'estirpazione di piante nell'arco dei 100 metri a partire dalla presenza di una pianta infetta. Per noi – ha ribadito – è inaccettabile il taglio di qualunque pianta sana".

"Noi siamo stati le prime vittime, ma è un problema europeo e come tale va gestito". Paolo De Castro, coordinatore per le politiche agricole del gruppo S&D, ha sottolineato oggi, alla vigilia del dibattito a Strasburgo sulla Xylella che si terrà domattina, l'impegno comunitario nella battaglia contro questo batterio. Il Parlamento Ue, spiega De Castro, "ha tre obiettivi: bloccare l'import di materiale infetto, fornire aiuti agli agricoltori che pagano un caro prezzo per i danni e per i maggiori costi per l'eradicazione del batterio, e ricerca per sapere da subito come combattere contro questo batterio". Alla prossima sessione plenaria del 18-21 maggio gli eurodeputati voteranno un testo sulla strategia Ue per combattere la Xylella. Le misure anti-Xyella adottate ieri sera dal Comitato Ue per la salute delle piante hanno "trovato un buon equilibrio tra il principio di precauzione" nella lotta al batterio killer degli ulivi e "la tutela del patrimonio" del Salento. E' la valutazione, all'indomani della "maratona di due giorni" tra i 28, di una fonte Ue vicina alle discussioni, per cui le decisioni prese "non sono così severe come le misure inizialmente proposte" dalla Commissione. Queste entreranno in vigore, con i tempi tecnici, "tra circa un mese".

Continuano ad essere presidiati da ambientalisti, agricoltori, cittadini ed esponenti della società civile, gli uliveti salentini che sono interessate dal piano Silletti per combattere la diffusione della Xylella fastidiosa. "Impediremo i tagli degli ulivi" – sostengono (chi parla preferisce mantenere l'anonimato, ndr) – anche dopo le determinazioni Ue di ieri. Si tratta di componenti di gruppi sorti per avversare le eradicazioni e presidiano la zona sin dal 13 aprile scorso, giorno in cui sono stati abbattuti i primi e finora unici sette alberi colpiti dal batterio della Xylella, a Oria. Un presidio fisso è stato istituito proprio a Oria, lì dove si teme che possano riprendere a breve le operazioni di eradicazione, trovandosi la cittadina federiciana all'estremità nord dell'area presa in considerazione dal piano contro l'emergenza Xylella del commissario straordinario, Giuseppe Silletti, zona individuata come focolaio in cui proseguire con gli interventi. "Nessuno tocchi gli ulivi" continuano a ripetere gli attivisti, che si dicono pronti a battersi per impedire la ripresa degli abbattimenti. Gli avvocati Giovanni e Guido Pesce, proprietari di un uliveto a Oria (Brindisi), hanno ripresentato un ricorso, stavolta al Tar del Lazio, e notificato anche alla Commissione europea, per ribadire la propria richiesta di sospensiva del piano del commissario straordinario Giuseppe Silletti contro la diffusione di Xylella. Si erano già rivolti al Tar della Puglia, sezione di Lecce, che dopo aver decretato lo stop alle eradicazioni, il 9 aprile scorso si era dichiarato incompetente a giudicare su provvedimenti commissariali. Il ricorso degli avvocati brindisini, sarà discusso il 6 maggio, lo stesso giorno in cui sarà trattata, sempre dal Tar del Lazio, la richiesta di sospensiva formulata da alcuni vivaisti salentini che, pure, hanno già ottenuto un decreto che blocca parte del piano per l'emergenza dovuta al batterio killer degli ulivi.

Giovanni e Guido Pesce posseggono un uliveto, a Oria, in contrada Frascata, proprio in prossimità dei fondi in cui il 13 aprile scorso erano stati abbattuti sette alberi di ulivo. Il loro ricorso è stato notificato anche alla Commissione europea. E' stata evidenziata nel ricorso, tra l'altro, "l'esistenza di una legge statale che vieta l'abbattimento degli alberi di ulivo anche se deteriorati". Secondo gli avvocati, quindi "nessun atto o decreto ministeriale o provvedimento commissariale può derogare alla detta legge". "Non è possibile accettare passivamente la strage degli ulivi sani proposta dalla Commissione Europea dalla quale si attendono peraltro ancora misure concrete di sostegno agli agricoltori colpiti da una calamità di cui i veri responsabili sono i mancati controlli alle frontiere dell'Unione". E' quanto afferma il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo nel commentare le misure anti-Xylella varate dal Comitato per la salute delle piante dell'Unione Europea che dovrà ora essere formalmente adottata dalla Commissione per l'entrata in vigore prevista è circa entro un mese dalla data odierna. "Questa soluzione – sottolinea – avrebbe costi improponibili e causerebbe danni economici e ambientali inaccettabili". Moncalvo sottolinea inoltre che "sul fronte istituzionale occorre accelerare l'iter per il riconoscimento dello stato di calamità avviato dal Parlamento per poter alleviare il problema delle scadenze contributive e fiscali per le aziende agricole colpite dalla calamità".

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