A Capistrano il nipote di Renoir per fare il punto sugli affreschi attribuiti al grande pittore francese

REGGIO CALABRIA – Giun­to ieri sera all'aeroporto di Reg­gio Cala­bria, Jac­ques Renoir, nipo­te del cele­bre arti­sta Augu­ste Renoir e rimar­rà per una set­ti­ma­na nel vibo­ne­se, per rivi­ve­re il pae­sag­gio che ha incan­ta­to suo non­no, che lo ha dipin­to. A Renoir, nel bor­go di Capi­stra­no, ven­go­no attri­bui­ti gli affre­schi del­la Chie­sa par­roc­chia­le dedi­ca­ta alla Madon­na di Pol­si. Il pic­co­lo pae­se mon­ta­no del Vibo­ne­se da anni si inter­ro­ga su que­gli affre­schi tro­va­ti per caso: sag­gi, con­fe­ren­ze, arti­co­li di gior­na­le, appro­fon­di­men­ti su rivi­ste spe­cia­liz­za­te, fino ad una rico­gni­zio­ne del cri­ti­co d'arte Vit­to­rio Sgar­bi. Jac­ques Renoir, diret­to­re di foto­gra­fia e foto­gra­fo lui stes­so, la cui iden­ti­tà di alto pro­fi­lo euro­peo è ben nota nel­la cine­ma­to­gra­fia quan­to nell'editoria acca­de­mi­ca, nel cor­so di que­sta set­ti­ma­na visi­te­rà altri luo­ghi sim­bo­lo del Vibo­ne­se: le grot­te di Zun­gri, il castel­lo di Piz­zo, il museo archeo­lo­gi­co di Vibo, La Cer­to­sa di Ser­ra, il Lago Angi­to­la e la chie­sa dell'Isola di Tro­pea. Una set­ti­ma­na che il Renoir del XX seco­lo avrà modo di rac­con­ta­re fuo­ri dai con­fi­ni regio­na­li e nazio­na­li con lo scat­to del suo obiet­ti­vo, quel pez­zo di ter­ra dove il non­no ha volu­to lascia­re una trac­cia inde­le­bi­le. Ai tan­ti impe­gni del­la set­ti­ma­na cala­bre­se di Jac­ques Renoir anche quel­la di incon­tra­re, mer­co­le­dì, gli stu­den­ti del "Capial­bi" di Vibo gui­da­to dal diri­gen­te Anto­nel­lo Sca­la­man­dré per una lezio­ne sull'arte del­la foto­gra­fia nel­la cine­ma­to­gra­fia.

Arri­ve­rà a Capi­sta­no nel­la gior­na­ta odier­na Jac­ques Renoir, nipo­te di Pier­re Augu­ste Renoir, uno dei più rino­ma­ti impres­sio­ni­sti fran­ce­si che nel­la chie­sa par­roc­chia­le del cen­tro del Vibo­ne­se ha rifat­to alcu­ni affre­schi nell’ormai remo­to 1881. Jac­ques Renoir, nato nel 1942, è un rino­ma­to foto­gra­fo e diret­to­re del­la foto­gra­fia fran­ce­se, figlio di Clau­de Renoir, ter­zo ed ulti­mo discen­den­te del gran­de Pier­re Augu­ste. Arri­ve­rà a Capi­stra­no, bor­go dell’entroterra vibo­ne­se, accom­pa­gna­to dal­la moglie e dal figlio Clau­de, 45 anni e vi sog­gior­ne­rà per cir­ca una set­ti­ma­na. Ad acco­glier­lo, oltre che il pre­si­den­te del­la Pro Loco vi saran­no il sin­da­co Mar­co Mar­ti­no e il par­ro­co Anto­nio Cala­fa­ti. A crea­re inte­res­se ed atte­sa sul pit­to­re fran­ce­se, tut­ta­via, sono sta­ti Miche­le Gar­rì, noto gior­na­li­sta vibo­ne­se e Save­rio Di Bel­la. Si deve a loro, che han­no rin­ve­nu­to un affre­sco di Renoir a Capi­stra­no, la risco­per­ta del gran­de impres­sio­ni­sta tran­sal­pi­no. A rac­con­ta­re il rin­ve­ni­men­to dell’opera è un libro, inti­to­la­to “Dal sogno alla real­tà”, scrit­to a quat­tro mani da Gar­rì e Di Bel­la, su man­da­to dell’allora ammi­ni­stra­zio­ne comu­na­le di Capi­stra­no che ha dato inca­ri­co di accer­ta­re la pre­sen­za sto­ri­ca del pit­to­re nei con­fi­ni del pic­co­lo cen­tro vibo­ne­se. Gra­zie a que­sto volu­me la noti­zia si è subi­to dif­fu­sa su tut­to il con­ti­nen­te euro­peo.

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