A Catanzaro i “Sepolcri laici” per ricordare Luigi Silipo, ucciso il primo aprile del 1965

Anna Foti Reggiotv.it CATANZARO – Un corteo silenzioso ha attraversato le strade di Catanzaro la sera del primo aprile per ricordare Luigi Silipo, il sindacalista, dirigente del partito comunista e guida dell’Alleanza dei Contadini ucciso in via Maddalena, quello stesso giorno di cinquant’anni fa. Siamo nel 1965 e Catanzaro non è ancora capoluogo perché le Regioni ancora sono solo sulla carta costituzionale. Mezzo secolo senza verità per un delitto, che nonostante il processo, è rimasto senza colpevoli, infittendo il mistero della storia della Calabria e dell’Italia. “Sepolcri laici”, data la coincidenza con il mercoledì santo, è stato il titolo della manifestazione promossa da Lou Palanca, il collettivo di scrittori che nel 2012 ha rotto il silenzio sulla memoria di quest’uomo del popolo con il romanzo “Blocco 52. Una storia scomparsa, una città perduta” (Rubbettino), laddove il blocco numero 52 è proprio il luogo in cui le spoglie di Silipo riposano. Con Lou Palanca tra i promotori anche Libera, Ubik, l’associazione culturale Venti D’autore, la cooperativa Kyosei, Legacoop. Aveva 49 anni, Luigi Silipo, napoletano di nascita ma catanzarese di adozione, quando fu ucciso.

Pubblicista e direttore del periodico del partito, sindacalista dei braccianti ed esponente di rilievo del Partito comunista italiano, vittima del primo delitto del Dopoguerra, già segretario della federazione provinciale del Pci e dal 1956 al 1962, componente del Comitato Centrale di Botteghe Oscure. Il punto di raccolta di chi ha voluto ricordare Luigi Silipo è stata la piazzetta della Libertà dove una targa ricorda la morte dell’operaio Giuseppe Malacaria, (vittima dell’esplosione di una bomba nella notte tra il 3 e il 4 febbraio 1971 durante una manifestazione antifascista); quindi il corteo si è snodato verso il Duomo e, attraversando via XX settembre, ha raggiunto, come fece Luigi Silipo quella drammatica sera, la via Maddalena dove due sicari lo attendevano con una pistola. In quel luogo della fine, ogni momento successivo può divenire momento di nuovo inizio. Lì sotto un arco Giampaolo e Annalisa della compagnia del teatro di Mu hanno interpretato alcuni brani del volume “Blocco 52” a cui si deve il merito di aver reso memoria collettiva la storia di un uom0 ucciso un giorno come tanti, la cui m morte è rimasta senza responsabili e ha rischiato di restare anche senza memoria. Tra i brani anche quello di Nina, militante comunista che come Silipo non era “allineata” al partito e aveva contatti con i dissidenti cecoslovacchi. Presente il nipote omonimo del sindacalista, Luigi Silipo appunto. All’indomani del delitto, furono vagliate tutte le ipotesi compresa quella passionale ma non condussero ad alcuna verità. Un solo iscritto al registro degli indagati, quasi subito scagionato.

Oggi con un fascicolo disperso, non l’unico, si brancola nel buio. I moventi furono i più diversi: quello politico per conflitti interni al partito, per le sue posizioni di dissidente, quello passionale, le sue lotte per i lavoratori del Gelsomino e del Bergamotto, la sua abnegazione e la sua dedizione, la missione della politica di affermazione dei diritti di tutti, soprattutto degli ultimi. Perché l’umanità sarà di tutti o non sarà.

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