A Torino la Dia sequestra 6 milioni di beni a Salvatore Demasi, presunto capo della ndrina di Rivoli

Corrieredellacalabria.it TORINO – Sono sta­ti seque­stra­ti beni per un valo­re di 6 milio­ni di euro dal Cen­tro ope­ra­ti­vo di Tori­no del­la Dire­zio­ne inve­sti­ga­ti­va anti­ma­fia a Sal­va­to­re Dema­si, 71en­ne, con­dan­na­to a 14 anni per asso­cia­zio­ne a delin­que­re di stam­po mafio­so e rite­nu­to il capo del­la loca­le di Rivo­li in pro­vin­cia di Tori­no. Tra i beni con­fi­sca­ti: il capi­ta­le socia­le del­la Dema­si costru­zio­ni Srl, del­la Mon­gio­ia s.s. e di altre socie­tà inte­sta­te a ter­zi, e anco­ra cin­que immo­bi­li a Rivo­li, con­ti cor­ren­ti, auto, poliz­ze vita e buo­ni posta­li. La misu­ra acco­glie una pro­po­sta avan­za­ta dal Diret­to­re del­la Dire­zio­ne inve­sti­ga­ti­va anti­ma­fia dopo un'indagine sull'infiltrazione del­la 'ndran­ghe­ta nel tes­su­to eco­no­mi­co e socia­le del­la pro­vin­cia di Tori­no median­te il rein­ve­sti­men­to di dena­ro di pro­ve­nien­za ille­ci­ta nel cir­cui­to impren­di­to­ria­le. Affi­lia­to alla ndran­ghe­ta dal 1994, Dema­si ha par­te­ci­pa­to alla "socie­tà mag­gio­re" con la dote di "padri­no", deci­den­do ed inter­ve­nen­do ai riti di affi­lia­zio­ne, ed ha diret­to ed orga­niz­za­to l'articolazione cri­mi­na­le deno­mi­na­ta "loca­le di Rivo­li, spe­cia­liz­za­ta in atti­vi­tà lega­te ad armi, dro­ga, estor­sio­ni e usu­ra e gestio­ne di atti­vi­tà ille­ci­te nel set­to­re edi­li­zio, nel­la risto­ra­zio­ne e nel­le sale da gio­co. Dema­si è sta­to inol­tre sot­to­po­sto alla misu­ra di pre­ven­zio­ne del­la sor­ve­glian­za spe­cia­le, aggra­va­ta dall'obbligo di sog­gior­no 5 anni.

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