"Abuso d'ufficio". Indagini sulle assunzioni a "Calabria Etica". L'ex presidente Ruberto: "A me nessuna comunicazione"

CATANZARO – E' abu­so d'ufficio il rea­to ipo­tiz­za­to dal­la Pro­cu­ra di Catan­za­ro nell'inchiesta sul­le assun­zio­ne fat­te dal­la Fon­da­zio­ne Cala­bria Eti­ca, ente in hou­se del­la Regio­ne per pro­get­ti di assi­sten­za alle fami­glie disa­gia­te. Il fasci­co­lo, aper­to dal Pro­cu­ra­to­re aggiun­to Gio­van­ni Bom­bar­die­ri, è pas­sa­to al sosti­tu­to del­la sezio­ne dei rea­ti con­tro la pub­bli­ca ammi­ni­stra­zio­ne. I cara­bi­nie­ri ed il per­so­na­le del Nucleo inve­sti­ga­ti­vo sani­tà e ambien­te (Nisa) stan­no con­trol­lan­do nume­ro­si docu­men­ti. Gli inve­sti­ga­to­ri stan­no veri­fi­can­do nel det­ta­glio tut­te le assun­zio­ni fat­te dall'ente nell'ultimo perio­do.

La Fon­da­zio­ne ha assun­to a tem­po deter­mi­na­to 251 per­so­ne nei gior­ni imme­dia­ta­men­te pre­ce­den­ti le ele­zio­ni regio­na­li del novem­bre scor­so, con­ti­nuan­do poi a fare altri con­trat­ti anche a dicem­bre e gen­na­io per arri­va­re sino a quo­ta 700. Nel­le set­ti­ma­ne scor­se la Giun­ta regio­na­le del­la Cala­bria ha dichia­ra­to deca­du­ti i pre­si­den­ti di alcu­ne fon­da­zio­ni tra le qua­li Cala­bria Eti­ca. Al posto di Pasqua­li­no Ruber­to, nomi­na­to nel 2010 dal­la vec­chia giun­ta regio­na­le di cen­tro­de­stra, e' sta­to nomi­na­to com­mis­sa­rio il diri­gen­te dell'Audit Car­me­lo Bar­ba­ro.

"Al momen­to non mi è sta­ta noti­fi­ca­ta alcu­na noti­zia di inda­gi­ni di nes­su­na natu­ra sul­la mia per­so­na". Lo affer­ma l'ex pre­si­den­te di Cala­bria Eti­ca, Pasqua­li­no Ruber­to, in una nota dif­fu­sa dal suo lega­le, l'avvocato Fran­ce­sco Pagliu­so. "Qua­lo­ra la noti­zia stes­sa – aggiun­ge Ruber­to – doves­se risul­ta­re fon­da­ta, l'ipotesi mi lascia tran­quil­lo e riten­go cor­ret­to e giu­sto che la giu­sti­zia fac­cia il suo cor­so, ripo­nen­do pie­na fidu­cia negli orga­ni inqui­ren­ti. Non pos­so fare a meno di rile­va­re, tut­ta­via, che quel­lo che vie­ne ripor­ta­to come noti­zia, noti­zia non sia, in quan­to la stes­sa non sareb­be altro che un per­cor­so ordi­na­rio di una pro­ce­du­ra d'indagine cono­sci­ti­va, avvia­ta da una stuc­che­vo­le e costan­te cam­pa­gna media­ti­ca, che ha avu­to una fina­li­tà pret­ta­men­te poli­ti­ca".

"La mia can­di­da­tu­ra a sin­da­co del­la cit­tà di Lame­zia Ter­me – pro­se­gue Ruber­to – con­ti­nua a dare fasti­dio a chi vuo­le tene­re la cit­tà sot­to un domi­nio tra­sver­sa­le che ha pro­vo­ca­to, fino ad oggi, man­can­za di svi­lup­po e vas­sal­lag­gio. Sono pre­oc­cu­pa­to per me e per la mia cit­tà, per­ché si ten­de a distrug­ge­re un uomo e la sua cre­di­bi­li­tà, il suo lavo­ro e la sua repu­ta­zio­ne, solo per­ché can­di­da­to a sin­da­co. Pro­prio in con­si­de­ra­zio­ne di ciò, visto l'utilizzo poli­ti­co del­le noti­zie e onde evi­ta­re giu­di­zi som­ma­ri e pro­ces­si media­ti­ci, pur nel mas­si­mo rispet­to del dirit­to dell'informazione, auspi­co la mas­si­ma cor­ret­tez­za da par­te di tut­ti gli atto­ri coin­vol­ti".