Agrumi, le proposte di Coldiretti a sette anni dalla rivolta di Rosarno

Kety Gala­ti Quo­ti­dia­no del Sud ROSARNO – Col­di­ret­ti Cala­bria lan­cia un appel­lo al mini­stro cala­bre­se degli Inter­ni Mar­co Min­ni­ti per aiu­ta­re la cit­tà di Rosar­no ad usci­re dal­la cri­si agru­mi­co­la e dall’emergenza immi­gra­zio­ne attra­ver­so un per­cor­so in siner­gia con la regio­ne Cala­bria. D’altronde non è cam­bia­to nien­te dal­la rivol­ta degli extra­co­mu­ni­ta­ri di set­te anni fa a Rosar­no, per­si­ste il col­las­so dell’agricoltura e le con­di­zio­ni di vita degli stra­nie­ri sono disu­ma­ne. Basta fare un giro sia nel­la ten­do­po­li di San Fer­di­nan­do sia nel cam­po con­tai­ner di Testa dell’Acqua di Rosar­no per ren­der­si con­to del­la vita infer­na­le che sono costret­ti i migran­ti.

C’è da osser­va­re che la set­ti­ma­na scor­sa l’associazione Medi­ci per i dirit­ti uma­ni ha denun­cia­to il fat­to che il pro­to­col­lo d’intesa fir­ma­to in pre­fet­tu­ra tra vari enti, tra cui Regio­ne e Pro­te­zio­ne civi­le, che avreb­be dovu­to sosti­tui­re le vec­chie ten­de con altre e crea­re con­di­zio­ni di vita miglio­ri per gli stra­nie­ri è rima­sto let­te­ra mor­ta.

«La real­tà tor­na sem­pre alla ribal­ta e mai – affer­ma Pie­tro Moli­na­ro pre­si­den­te di Col­di­ret­ti Cala­bria – dob­bia­mo ammai­na­re la ban­die­ra, anzi occor­re per­fe­zio­na­re un per­cor­so che Col­di­ret­ti con l’iniziativa “Non lascia­mo sola Rosar­no, col­ti­via­mo gli stes­si inte­res­si” non ha mai abban­do­na­to per­ché ha l’obiettivo di coniu­ga­re giu­sti­zia eco­no­mi­ca e socia­le».

Lo stes­so Moli­na­ro pro­po­ne i diver­si stru­men­ti e le oppor­tu­ni­tà che la regio­ne ha a dispo­si­zio­ne. «Dopo la leg­ge sul capo­ra­la­to che in qual­che modo rac­chiu­de ed è il corol­la­rio del pro­get­to Col­di­ret­ti “aran­ce con il 10 in con­dot­ta” svi­lup­pa­to­si in varie for­me, spie­ga abbia­mo nell’arco alme­no cin­que frec­ce che pos­sia­mo indi­riz­za­re nel­la giu­sta dire­zio­ne: innal­za­men­to del­la per­cen­tua­le di suc­co nel­le bibi­te dal 12 al 20% come pre­vi­sto dal­la nor­ma­ti­va, indi­ca­zio­ne di ori­gi­ne del suc­co sul­le bibi­te come ormai avvie­ne per altri pro­dot­ti, con­trat­ti di filie­ra in par­ti­co­la­re con le mul­ti­na­zio­na­li del­le bibi­te, risor­se Pat­to per la Cala­bria e Psr, pro­get­to con­cre­to di acco­glien­za dif­fu­sa».

Per que­sti mol­ti­vi l’associazione di rap­pre­sen­tan­za e assi­ten­za dell’agricoltura si rivol­ge al mini­stro degli Inter­ni Mar­co Min­ni­ti affin­chè pos­sa costrui­re un per­cor­so che rap­pre­sen­ti una giu­sta ambi­zio­ne che «dob­bia­mo inco­rag­gia­re e neces­sa­ria­men­te per­se­gui­re. Non pos­sia­mo assi­ste­re pas­si­va­men­te – con­ti­nua Moli­na­ro alla cre­sci­ta di dise­gua­glian­ze che poi ali­men­ta­no quel­la che dall’inizio abbia­mo chia­ma­to “la cate­na del­lo sfrut­ta­men­to”».

E con­clu­de: «Come Col­di­ret­ti con­ti­nuia­mo e non arren­der­ci, il disa­gio socia­le, con­ti­nua a toc­ca­re i lavo­ra­to­ri extra-comu­ni­ta­ri ma anche i pro­dut­to­ri agri­co­li che vedo­no sot­to­pa­ga­to il loro lavo­ro poi­ché con meno di 15 cen­te­si­mi la filie­ra non è remu­ne­ra­ti­va. Una filie­ra quel­la agru­mi­co­la da indu­stria nel­la Pia­na di Rosar­no-Gio­ia Tau­ro, sul­la qua­le va asso­lu­ta­men­te ripre­sa l’iniziativa. Rosar­no è una ban­die­ra sim­bo­lo di riscat­to di una del­le zone più impor­tan­ti e signi­fi­ca­ti­ve dell’agroalimentare cala­bre­se e il mini­stro Min­ni­ti può offri­re un con­tri­bu­to deter­mi­nan­te».

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